NFL Week #6: Carolina Panthers @ Cincinnati Bengals recap

Il 37-37 maturato al Paul Brown Stadium questa Domenica è uno di quei risultati che delude entrambe le parti.
Se da un lato abbiamo la (solita, purtroppo) difesa dei Panthers che non incide, dall’altro abbiamo Nugent (kicker dei Bengals) che ha rovinato la giornata ai padroni di casa, sbagliando il field goal decisivo sullo scadere dell’overtime.
In fondo, però, ci si era presentati a questa partita di week #6 al motto di “tutto da rifare”; e niente rappresenta meglio questa frase di un pareggio.

 

LA GARA

Ad aprire le danze è Carolina che a poco meno di sei minuti dalla fine del primo quarto va a segno con il rookie Kelvin Benjamin su passaggio da 3 Yd di Cam Newton, concludendo un drive eterno durato più di 9 minuti.
Nel secondo quarto Cincinnati risponde immediatamente sul suo primo possesso andando in TD con Brandon Tate su passaggio da 5 yard di Andy Dalton, ed i Bengals raddoppiano tre minuti dopo con una elettrizzante corsa di Giovani Bernard da 89 yard che rompe un placcaggio e si invola per il 14-7. Prima dell’intervallo lungo c’è tempo per due FG che fissano il punteggio sul 17-10 per i padroni di casa.

Nel terzo quarto Carolina trova il pareggio su una breve corsa di Fozzy Whittaker a nove minuti dal termine, chiudendo nel migliore dei modi il drive iniziato con l’intercetto di Cason a Dalton, e passa in vantaggio con una corsa di 12 yard di Cam Newton, 24-17 per gli ospiti.
Nel quarto quarto Cincinnati riequilibra la gara con Mohamed Sanu che cattura un lungo passaggio da 34 yard di Andy Dalton, ma è ancora Carolina con Greg Olsen su passaggio di Cam Newton. Jeremy Hill ristabilisce nuovamente la parità dopo una impressionante corsa sul ritorno di Jones per 97 yard.
Il finale sorride a Carolina che dopo essere andata in svantaggio su FG, trova il pareggio a tempo scaduto dalle 44 yard con il kicker Graham Gano.

Nell’overtime Mike Nugent ha la possibilità di restituire il maltolto a Cincinnati, ma il suo field goal a fine dell’overtime, fallisce e Bengals e Panthers impattano 37-37.

Pareggio che, come detto, va stretto ad entrambe le squadre, sicuramente ai Bengals che, fino alla sconfitta coi rinati Patriots, parevano in forma SuperBowl; discorso diverso va fatto per i Panthers: i problemi coi RB e lo stato di salute di Cam Newton hanno rappresentato parte viva del 3-2 con cui la squadra di Charlotte si presentava a questa week #6 ed i tifosi erano alla finestra, aspettando un seguito ai segnali di ripresa visti nella gara precedente (la vittoria contro i Bears è arrivata, infatti, praticamente solo negli ultimi 5′).
Ma, appunto, così non è stato, per nessuna delle due squadre in campo, lasciando questa prestazione come un’incognita che verrà decifrata solo Domenica prossima, ad Indianapolis per i Bengals ed a Green Bay per i Panthers; delle due, sicuramente Indianapolis pare la trasferta più abbordabile, mentre il timore è che Carolina dovrà cedere il passo ad un Rodgers in ottima forma, come visto nella seconda parte della gara dei Pckers contro i Dolphins.
Nonostante ciò, con un 3-3-1 Carolina avrebbe ancora buone possibilità di finire in testa alla NFL South, ma è indubbio che la squadra debba migliorare le proprie prestazioni in campo.

 

CONCLUSIONI

Si torna a casa, come al solito, sia con notizie buone che con qualche rammarico; gli errori ci sono, specie sui passaggi (320yard concesse agli avversari) e, più in generale, la difesa sta rivelandosi molto poco incisiva (l’unico sack della aprtita si è registrato in overtime). Di contro, però, la soddisfazione di aver rivisto Cam Newton giocare come sa: l’inizio in punta di piedi di questa stagione sembra essere un ricordo ormai sbiadito a confronto con le 107yard corse dall’ex Auburn contro i Bengals (nonostante Burfict abbia pensato bene di provare a svitargli caviglia in almeno un’occasione, replicando poi con Olsen).
La buona prestazione di Newton è sicuramente un punto di partenza su cui (ri)costruire le fondamenta di una squadra che, fino qualche settimana fa, apreva aver perso mordente, grinta e capacità di restare in partita dall’inizio al fischio finale.
Ma in attacco non c’è solo Newton a rappresentare una certezza: Fozzy Whittaker sembra sempre più essere lanciato verso lo status di starter, aiutato sia dai tanti infortuni che stanno attanagliando il reparto, quanto dalle buone prestazioni offerte sul campo; basterà solo questo a risollevare la posizione della squadra col peggiore rush della lega? Ovviamente no: Whittaker non è uno di quei giocatori in grado di cambiare le partite, ma con un buon alternarsi a Reaves ed Ogbonnaya, sicuramente il buco lasciato da Stewart e Williams verrà colmato.
Come detto prima, nelle ultime settimane è la difesa a far parlare di sé: l’assenza di Hardy non è sufficiente a giustificare le prestazioni offerte in campo fino ad ora, i troppi pochi sack e le coperture troppo spesso imbarazzanti sui lanci od i placcaggi sbagliati completamente sulle corse avversarie.
Bisogna trovare la chiave di Volta per far sì che il reparto torni a girare come la scorsa stagione, nonostante l’assenza del Kraken Hardy non sia propriamente una cosa da nulla.
Va ricordato, comunque, che il field goal sbagliato da Gano all’inizio del 4th quarter (sul risultato di 24-17 in favore dei Panthers) ha pesato tremendamente sull’economia dell’incontro e che, fosse stato convertito correttamente o non fosse stata flaggata una offensive interference sul TD di Benjamin (autore di una buona gara), saremmo quasi sicuramente di fronte ad una vittoria sofferta contro un avversario non di poco conto (nonostante l’assenza di A.J. Green, per fare un nome su tutti, abbia influito).
Ma è ovviamente tardi per i ‘se’ e per i ‘ma’, quindi bisogna concentrarsi sulla trasferta nel Wisconsin di week #7 per capire quanto grave sia la situazione della difesa, che dovrà vedersela con uno dei migliori QB della lega ed una squadra che ha non poche ambizioni.

Keep pounding,
T.T.