Jungle Zone week 7 postgame; Bengals travolti dai Colts.

Come avevamo anticipato nella preview, la trasferta ad Indianapolis non si presentava nel migliore dei modi e tutti sapevano che Luck e compagni attraversavano un momento di forma eccezionale. Quello che non potevamo pronosticare è quanto successo in termini di risultato e prestazione; Cincinnati infatti non è praticamente scesa in campo e solo una difesa nel primo tempo ritrovata, non ha permesso a Indianapolis di chiudere la partita dopo solo due quarti di gioco. La difesa casalinga ha completamente annullato il reparto offensivo dei Bengals, tanto che le yard guadagnate nei primi due quarti di gioco sono state meno di 30. Difficile ricordare una prestazione offensiva simile da parte delle tigri e anche se non possiamo non sottolineare l’eccellente lavoro degli avversari, possiamo affermare che Hue Jackson ha completamente sbagliato la preparazione di questa gara.

Scrivere una sintesi della partita sarebbe quanto mai superficiale, perché la gara è terminata 27 a 0, con un monologo offensivo dei Colts dal primo all’ultimo minuto; pensate che il tempo di possesso ha visto Luck con il controllo della palla per quasi 40 min, mentre Dalton e compagni hanno mancato una serie industriale di terzi down (1 su 13) ed il punter Kevin Huber è sceso in campo ben 11 volte, calciando tra l’altro con un eccellente media di quasi 48 yard per punt, IL MIGLIORE IN CAMPO dei suoi, senza ironia. I Colts hanno marcato con 2 fg di Vinatieri, 2 td di Bradshaw (1 su corsa e 1 su passaggio) e 1 td dell’ex Clemson Tigers Dwayne Allen. Per Luck una partita quasi perfetta, se non fosse per il fumble perso nel primo quarto.

Abbiamo rivisto in campo i Bengals in versione week 5 vs i Patriots, una squadra che sotto nel punteggio quasi subito, abbandona completamente il running game e comincia a lanciare a sproposito, dimostrando una fretta cancerogena  nel recuperare; questo causa facili allarmismi nel team e invece di macinare yard si perde presto il pallone e aumenta la tensione. Jackson ha forse cominciato a mostrare alcuni limiti e Dalton ha confermato che quando aumentano le responsabilità, lui diventa un giocatore come tanti o meglio, un giocatore sul quale non puoi puntare per risolvere i problemi, ma questo lo sapevamo da tempo. Sicuramente le assenze di Green,Jones (ormai in IR) ed Eifert hanno pesato tantissimo, ma resta il fatto che ancora una volta questa squadra ha dimostrato una mentalità di basso rilievo e una gestione della gara veramente deficitaria.

Insomma, passano gli anni ma i problemi rimangono, questa squadra resta infatti carente nell’approccio alle partite importanti e sembra totalmente incapace di recuperare nel punteggio,  una caratteristica che spesso divide le squadre mediocri dai top team che in inverno vanno a giocarsi la posta in palio. Se proprio vogliamo essere ottimisti, possiamo analizzare il discreto lavoro difensivo svolto, con un Dunlap ritrovato e una difesa che tutto sommato ha forzato due turnover preziosi nella prima parte di gioco e che hanno permesso al team di restare in partita fino al terzo quarto. Burfict continua la sua stagione costellata da problemi fisici, danni causati unicamente da se stesso e dalla sua eccessiva foga di colpire in maniera non sempre pulita i giocatori avversari.

L’ultimo reparto ad abbandonare la nave che affonda è stata la linea d’attacco, che nonostante l’assenza della guardia destra Kevin Zeitler, ha subito domenica pomeriggio il peggior passivo della stagione con ben 4 sack concessi, quando fino ad oggi solo 2 volte gli avversari avevano raggiunto il rosso dietro la linea di scrimmage. Il vantaggio che Cincinnati è riuscita ad accumulare nel mese di settembre è ormai vanificato da un ottobre fino ad oggi nerissimo e senza vittorie; domenica si torna in Ohio tra le mura amiche, per giocare con i Ravens, altro avversario in grande stato di forma e pronto sicuramente ad interrompere la striscia casalinga di 12 gare senza sconfitte al Paul Brown Stadium. Per i Bengals è una gara che vale una stagione, una vittoria infatti aiuterebbe a recuperare fiducia e metterebbe di nuovo avanti le tigri nella corsa alla afc north, una sconfitta cancellerebbe invece le poche certezze che il team ancora possiede e aprirebbe ulteriori interrogativi all’interno di un roster che a settembre navigava a vele spiegate verso grandi risultati.