NFL Week #7: Carolina Panthers @ Green Bay Packers recap

La storia è che non c’è stata storia. Carolina non ha opposto per lunga parte della gara nessuna resistenza a Green Bay, volata indisturbata sul 21-0 in un quarto grazie a giocate scioltissime.

Primo drive, tre minuti, 80 yard, partito un po’ in salita, con il sack a Rodgers, ma finito con un passaggio da 59 a Nelson. Carolina 3&out. Secondo drive, quattro minuti, 60 yard chiuse da Eddie Lacy oggi con discreti numeri. Carolina 3&out. Terzo drive, due minuti, 60 yard, chiuse da un TD su corsa di James Starks, di eccellente fattura tecnica. Carolina 3&out salvata dall’intercetto da una penalità chiamata a Tramon Williams, ma anche Green Bay stavolta non va da nessuna parte e per la prima volta chiude un drive senza punti. Ed i Panthers rispondono con un drive discutibile fatto di otto giocate di passaggio su nove snap, ed un punt che cade perfetto sulle 6 dei Packers. Tuttavia i padroni di casa sembrano inarrestabili è complice una penalità che trasforma un 3&6 in un più facile 3&1, trovano il 28-0 con un passaggio di Rodgers per Randall Cobb. I Panthers vanno sul tabellone finalmente a cinque secondi dall’intervallo lungo con un Field goal di Graham Gano per il 28-3.

In apertura di tempo, Carolina fallisce una conversione di quarto down e Green Bay non perdona chiudendo il suo drive in quattro snap: scramble di Rodgers, corsa di Lacy, passaggio a Cobb, TD pass al rookie Davante Adams, 35-3. Il timido risveglio dei Panthers non prosegue, gli ospiti vanno al punt e poi, vistisi restituire velocemente la palla, chiudono in pratica la loro gara con Cam Newton che si fa intercettare da Casey Hayward. Nella successiva azione Lacy commette Fumble ma a rimorchio arriva Bryan Bulaga che ricopre la palla, nelle fasi concitate Luke Kuechly allontana violentemente il braccio di un referee probabilmente senza rendersi conto che fosse uno della crew e si trova espulso, lasciando i Panthers definitivamente nudi. Green Bay se la prende comoda accontentandosi di un field goal per il 38-3. L’ultimo quarto è pura accademia, Carolina trova due segnature con il rookie Kelvin Benjamin pescato da Newton, poi entrano tutti i backup possibili e immaginabili, compresi probabilmente i waterboy. Anderson trova Bersini a un minuto e mezzo dalla fine e la sconfitta per i Panthers si fa meno amara, 38-17.

Sui Panthers, che dire? I pronostici non erano dalla loro parte ed hanno avuto ragione: un secondario intangibile (il tackle mancato da Harper sul primo TD è da barzelletta) ed anche il front seven è risultato poco incisivo (mi domando il motivo per cui da un mese a questa parte non vengano fermate praticamente mai le corse con un solo uomo, ma hanno bisogno di utilizzarne addirittura tre che non sempre hanno la meglio). Cosa può essere successo a questa difesa? La partenza non è stata male: il primo sack è arrivato subito ma, come consuetudine da un mese a questa parte, l’interruttore sembra essere andato su OFF già nei primi drive. Non ci si capacita di questa trasformazione, dal momento che, tolto Hardy, non ci sono stati stravolgimenti sostanziali nel reparto che l’anno scorso dettava legge in NFL. Ovviamente, l’essere orfani di Kuechly per una decisione TOTALMENTE ERRATA dell’arbitro (il LB era ovviamente reo di non avere un paio di occhi dietro la testa) non ha aiutato un reparto ormai ridotto allo status di sparring partner sulle corse di Lacy ed i passaggi di Rodgers. L’impressione è, comunque, che la difesa stia soffrendo su alcuni aspetti dei fondamentali: i CB non coprono adeguatamente e giocatori come Harper e Cason, che fanno dei turnover forzati i loro punti di forza, rivelano tutte le loro debolezze quando, a fine giornata, non riescono in nessun tipo di intercetto o fumble. Con la nave che inizia ad imbarcare acqua, anche coach Rivera è da inserire nella lista degli aspetti negativi in una giornata come questa: personalmente credo sia un ottimo allenatore, ma in questa stagione ho visto alcuni atteggiamenti troppo conservativi (la decisione di calciare un 4th&1 nella porzione finale del campo avversario nell’overtime nel pareggio della scorsa settimana contro Cincinnati, la scelta di calciare a discapito del tentare un TD anche oggi nel 2nd quarter sullo 0-28, dopo una gestione non ottimale dei time out) ed in generale una sorta di avversione a modificare i giochi a gara in corso; è solo dopo l’intervallo che abbiamo visto una sorta di risveglio dei Panthers in una partita dalle sole tinte gialloverdi.

Newton ha giocato bene e fatto il possibile, nonostante la linea abbia ricominciato ad assomigliare ad uno scolapasta, facendo vedere ancora una volta una buona intesa con Olsen (8 ricezioni per 105yard) e con Benjamin (fantastica la sua ricezione in TD). Anche Stewart ha giocato bene, anche se per lui si può parlare di una prestazione in crescendo e non di esplosività fin dai primi snap. E se parliamo di snap non possiamo dimenticare le stupide penalità prese oggi dalla nostra defense: offside, infrazioni della neutral zone e chi più ne ha, più ne metta; tutto come se Rodgers e compagni non partissero abbastanza favoriti e sentissero la necessità di questo centinaio di yard regalate. Dal momento che piove sempre sul bagnato, sono da segnalare ben tre infortuni arrivati nel corso della partita: i linemen Turner e Bell ed il WR Philly Brown sono usciti dal campo nella giornata di oggi, senza riuscire più a rientrare; in settimana sapremo qualcosa in più sul loro stato di salute.

Paradossalmente, comunque, i Panthers stanno guidando una NFC South dall’atmosfera grottesca anche se, viste le prestazioni di Saints e Falcons, questa soddisfazione è pari a quella dell’essere il ragazzo più magro del campo di dimagrimento. La prossima settimana ci sarà una Seattle in un piccolo periodo di crisi e l’idea che ci si sta facendo è che saranno proprio i Panthers, se non inizieranno seriamente a fare degli accorgimenti, a fare da trampolino per riportare una W sulla schedule dei campioni uscenti.

Per quanto riguarda GB, l’analisi quando si vince è sempre piuttosto “facile” ha girato mostruosamente bene tutto. Specialmente in un attacco che sebbene non faccia delle corse un cavallo di battaglia, ha ottenuto due importanti segnature. Curioso il caso del rookie Adams messo a mirino una volta sola in 60′ da Rodgers, è trovato per il TD del 35-3. In una difesa dove Peppers e Perry hanno incrementato i loro bottini di sack e Hayward ha trovato un prezioso intercetto che ha virtualmente chiuso una gara già moribonda, segnaliamo che il primo giro 2014 Clinton-Dix è stato il difensore con più Tackle di Green Bay, sembrano molto lontani i tempi della “bambola” di Seattle. Domenica I Packers saranno ospiti su un campo estremamente ostico come New Orleans, per la sfida ai Saints sconfitti sul filo di lana proprio dai Lions.

 

Thomas Turolla / Gianni Cidioli