NFL Week #8: Green Bay Packers @ New Orleans Saints recap

Dopo 4 vittorie consecutive si interrompe nella maniera peggiore la striscia positiva di Green Bay . Al Superdome di New Orleans infatti i Packers subiscono una sonora sconfitta da Drew Brees e compagni evidenziando un preoccupante “ritorno al passato” per quanto riguarda gioco, difesa e coaching staff. Si sapeva che non era semplice giocare in casa dei Saints, praticamente imbattibili in casa, ma i verde-oro hanno fatto di tutto, ben supportati dallo staff, per rendere la giornata dei ragazzi di Sean Payton più facile possibile. Come se non bastasse anche gli infortuni hanno fatto la loro ricomparsa ed hanno interessato purtroppo due giocatori chiave. La left guard TJ Lang infatti ha dovuto abbandonare il campo per un infortunio alla caviglia mentre Aaron Rodgers ha lamentato un fastidio alla gamba sinistra durante uno scramble. Con l’uscita dal campo del #70 la linea offensiva da quel momento non è stata più la stessa concedendo ben 4 sack e non riuscendo più a lasciare tanto tempo per lanciare a Rodgers con l’attacco che naturalmente ne ha risentito.

Dopo una partenza lampo culminata con un td pass da 70 yard per Randall Cobb infatti l’attacco non è più stato in grado di concludere le proprie azioni in meta e la mancanza in ricezione dello stesso Cobb e di Jordy Nelson si è fatta tremendamente sentire. Per i due top receiver non è stata una grande giornata per via dell’asfissiante marcatura dei cb in maglia nera con Nelson fermato a sole 25 yard e Cobb che nonostante abbia siglato l’unico td si è visto davvero poco. Con le opzioni principali chiuse il qb di Green Bay ha dovuto ripiegare sui rookie Adams e Rodgers che, come nel caso del secondo intercetto, hanno dimostrato tutta la loro inesperienza.

Dopo il vantaggio iniziale sono bastati 3 minuti ai Saints per riportare tutto in parità grazie alle corse di Ingram che ha chiuso la partita con 172 yard sul terreno confermando che la pass rush dei Packers è la peggior sulla difesa delle corse. A questa grave lacuna che ormai ci portiamo dietro da troppo tempo si è aggiunta anche la scelleratezza del coaching staff che in endzone prima mandava a ricevere sulla flat di sinistra Julius Peppers che droppava il pallone poi, dopo il fg segnato, faceva riprendere il gioco con un onside kick recuperato sulle 45 da New Orleans. I Saints tuttavia, nonostante questi regali, non erano in grado di approfittarne dimostrandosi anche loro non infallibili in redzone, ed il primo tempo si chiudeva in perfetta parità.

Nel secondo tempo, dopo un quarto e due non convertito da New Orleans, ecco che inizia un’altra partita. Con i Packers palla in mano sulle 13 avversarie, nel tentativo di conquistare il primo down, Rodgers lamenta dolore alla gamba sinistra dopo lo scramble; il suo disappunto è evidente e da questo momento l’attacco di Green Bay subisce un brusco stop. Con il terzo e goal da convertire e con il #12 non in perfette condizioni, si decide ugualmente per il lancio e nel tentativo di trovare Quarless irrompe Hawthorne che anticipa tutti e si impossessa dell’ovale. Drew Brees non si lascia sfuggire l’occasione e dopo un passaggio di 50 yard per Cooks trova il vantaggio per i suoi e per la prima volta dall’inizio della partita Green Bay si trova a recuperare.

Nell’intento di riportarsi sotto e con 5 minuti alla fine del terzo periodo ecco un’altra chiamata discutibile dallo staff: i green and gold infatti concedono ai Saints di ripartire dalle proprie 40 dopo aver fallito la conversione di un quarto down quando il buon senso suggeriva un punt; palla in mano a New Orleans ed anche qui stesso risultato con il #9 in maglia nera che trova Graham per il 30 a 16. Con un divario di due possessi la partita si chiude definitivamente quando Rodgers lancia Adams, che droppa il pallone, consente l’intercetto a White e nel ribaltamento di fronte Brees trova Hill in endzone allungando ancora la forbice tra le due squadre con le successive segnature, prima di Rodgers poi di Ingram, che fisseranno il punteggio definitivo.

Same old story nella Titletown quindi; fuori casa la squadra si dimostra non all’altezza e l’attacco, esplosivo tra le mura amiche, subisce una preoccupante trasformazione. Non basta infatti spiegare questa sconfitta con il leggero infortunio di Aaron Rodgers; prima del terzo quarto la difesa dei Saints aveva ben coperto i ricevitori, senza concedere alternative al qb e facendo segnare solamente un td. Deve inoltre far riflettere il fatto che se le stelle dell’attacco come Nelson e Cobb non entrano in partita c’è poca alternativa e non si può lasciare la partita in mano ai rookie a cui non si può chiedere chissà quale miracolo. Unica nota positiva la grande prestazione di Lacy che finalmente sembra aver trovato un buon ritmo ed ha chiuso con 182 yard uscendo dal torpore che lo aveva caratterizzato nelle ultime uscite.

Malissimo naturalmente il coaching staff che con delle scelte assurde ha mandato in fumo la partita. Mai una scelta ponderata, mai un play call a nostro vantaggio e mai un option in attacco che potrebbe davvero fare male; sarebbe ora di capire che alcuni giocatori vanno provati anche in altre posizioni (Cobb con la jet sweep sarebbe devastante ad esempio) e che ormai siamo in mano soltanto alle magie del #12. La difesa si è dimostrata ancora una volta asfittica e per l’ottava volta sono state concesse più di 300 yard a Brees, primo giocatore in NFL a mettere in fila questi numeri più volte con la stessa squadra. Anche la secondaria non è stata all’altezza con una leggera flessione di Clinton-Dix (che però è un rookie) e con Williams e House malissimo in copertura con quest’ultimo meglio sui tackle che a marcare.

La bye week arrive dunque con un tempio perfetto e questa settimana sevira per rimettere a posto le idee, recuperare al meglio gli infortunati, provare a riprendere quel cammino di 4 vittorie consecutive e per una volta dimostrarsi grandi non solo con i deboli.