Jungle Zone Week 9 postgame; Hill and Sanu show.

Che i pronostici fossero dalla parte dei Bengals era risaputo, ma che i Jaguars potessero restare in partita fino a pochi minuti dalla fine era veramente difficile da pronosticare; anche se noi sabato avevamo sottolineato come la produzione offensiva in termini di yards fosse simile, e solo le palle perse da parte di Jacksonville hanno condizionato i punti fino ad oggi totalizzati dalla franchigia della Florida. Questo lasciava presagire che se la difesa costruiva più turnovers degli avversari, la partita poteva anche terminare con un esito inaspettato.

Il pomeriggio è cominciato ad un ritmo piuttosto basso e dopo un drive a testa senza nessuna giocata di rilievo, ecco che Robinson infiamma i suoi compagni con una corsa di 39 yard  (94 a fine gara) che porta i Jaguars in una posizione di campo importante e mette ancora una volta in risalto come l’assenza di Burfict faccia precipitare le prestazioni della difesa contro il running game. Bortles tenta di avvicinarsi ulteriormente alla endzone avversaria ma la secondaria non concede nulla e per Jacksonville arrivano i primi 3 punti della partita con un facile fg di Scobee dalle 25. I Bengals a questo punto costruiscono il drive più lungo della partita e in poco meno di 5 min macinano 80 yards e grazie ad una bella ricezione di Sanu segnano i primi 7 punti del sorpasso in apertura di secondo quarto. Per i Jaguars inizia un lungo letargo offensivo costellato da drive molto brevi e questo permette a Dalton di trovare un buon ritmo di gara che permette a Nugent di allungare sul 10 a 3 il vantaggio per i Bengals. Gli ospiti tentano di reagire ma Dunlap e Atkins giocano un secondo quarto ad alta intensità e Bortles si trova spesso sotto pressione e senza il tempo di trovare con efficacia i suoi target preferiti; è solo questione di tempo prima che Jacksonville finisca ad iniziare un proprio drive all’interno delle proprie 15 yard ed è appunto in questa occasione che lo special team locale mette a segno il suo bigplay, Taylor Mays infatti penetra in occasione di un punt in prossimità del punter Bryan Anger e deviando il suo calcio (secondo della serata) nella zona pitturata, permette a Cincinnati di mettere a segno la seconda safety in stagione, fissando il punteggio sul 12 a 3 alla fine del primo tempo.

Il terzo quarto riprende con la squadra di Lewis in attacco e non passa molto tempo prima di vedere i Bengals nuovamente in endzone, grazie infatti ad una meravigliosa ricezione di Sanu da 45 yard, Dalton si porta in prossimità della goal line dove per il rb Jeremy Hill, alla sua prima partita da starter in stagione, è facile bucare la comunque solida DL ospite grazie ad una corsa esterna. Sul punteggio di 19 a 3 tutti pensano che ci si trovi di fronte ad un possibile massacro e forse i primi pensarlo sono i difensori di Cincinnati che a metà del terzo quarto calano improvvisamente. Il pubblico del Paul Brown Stadium resta ammutolito quando Bortles gioca una play action e con una bomba da 41 yard  trova il rookie undrafted Allen Hurns in endzone, una giocata spettacolare quanto lo scivolone di Leon Hall che in copertura sul ricevitore dei Jaguars fa veramente una brutta figura. Finisce dunque il terzo quarto e Cincinnati trova il secondo bigplay di giornata da parte degli special team, è infatti l’elettrico Adam Jones a riportare un punt a ridosso della redzone avversaria, dove pochi minuti dopo Dalton trova Green per il secondo td pass di giornata, lanciando sul 18 in doppia copertura.

Quello che succede a Dalton da qui in avanti resta un mistero, perché improvvisamente il rendimento del giocatore da TCU cambia nettamente; comincia infatti a sbagliare un facile passaggio verso Green, lancia un int gratuito verso Sanu quando questi era coperto bene da Sherrod Martin, e non ancora contento lancia un secondo intercetto altrettanto assurdo, quando sotto pressione per disfarsi del pallone ed evitare il sack, sparacchia in malo modo contro la DL dei Jaguars che prima deflette la palla e poi la raccoglie al volo grazie a J.t Thomas che quasi riporta la palla in endzone. Insomma, grazie a questi due turnovers i jaguars segnano prima con Hurns (il migliore dei suoi) e pochi minuti dopo con una facile corsa di Robinson. La partita quindi si rianima e il punteggio a poco meno di 8 min dalla fine è Bengals 26 Jaguars 23 , e con Dalton in questo stato “comatoso” i tifosi sugli spalti capiscono che la beffa è dietro l’angolo; succede quindi che la partita subisce lo scossone finale e questa volta l’autore è un giocatore locale, è infatti Jeremy Hill che letteralmente trascina la sua squadra fuori dai guai con una singola corsa da 60 yard, uscendo dallo splendido blocco del fb/te Ryan Hewitt. La “bestia” da LSU chiude la sua prima da titolare con 24 portate per 154 yard e 2 td, eguagliando il record di Corey Dillon, che fino a ieri era l’unico rookie nella storia della franchigia ad aver corso 150 yard in una singola partita.

Quello che succede dopo la segnatura di Hill è normale amministrazione per la difesa di Guenther che prima intercetta con Iloka il possibile drive di avvicinamento dei Jaguars e poi amministra i pochi secondi rimasti sul cronometro. Per i Bengals è il quattordicesimo risultato utile consecutivo in casa e nonostante gli enormi limiti mostrati dal proprio qb ed i preoccupanti cali di tensione difensivi nel secondo tempo, è pur sempre una vittoria preziosa per restare al comando della division. In attacco possiamo ormai parlare di un Sanu playmaker, un Green sulla via del recupero e un Jeremy Hill che merita decisamente più spazio anche quando Bernard tornerà dal suo infortunio. In difesa Atkins continua la sua crescita esponenziale, ieri è stato infatti il leader dei placcaggi, Iloka conferma la sua solidità tra le safety, ma non possiamo non sottolineare come rimangano veramente evidenti le lacune mostrate contro le corse avversarie. Un problema che ormai affligge questa squadra dall’inizio della stagione e che probabilmente mette in risalto il declino di Peko nella posizione di NT e la mancanza di un lb centrale veramente forte contro questo genere di situazioni. Tra 4 giorni si torna in campo nella battle of ohio, terzo match casalingo consecutivo e terzo scontro stagionale con una rivale in division, è superfluo sottolineare quanto sia fondamentale vincere e quanto Marvin Lewis debba modificare sensibilmente il suo andamento nelle partite serali.