Perchè non ho dormito affatto bene

Sia chiaro da subito, questo è un articolo personale che riporta mie idee, non certo un sentire condiviso da parte di tutta la tifoseria o, parte di essa.
O forse, parte di essa, si!

Volevo fare un tranquillo recap di quanto successo in questa prima metà di stagione, invece tocca cambiare idea e parlare dell’oscurità che avanza: il rinnovo di coach Mike McCarthy, alla sua nona stagione come capo allenatore dei Packers, vincitore di un anello, quattro titoli divisionali NFC North e sei apparizioni ai playoff durante il suo mandato.

“Siamo molto lieti di estendere il nostro rapporto con Mike”, ha detto il direttore generale Ted Thompson in un comunicato. “Nel corso degli ultimi nove anni, ha fornito una grande stabilità e consistenza alla franchigia dei Packers ed alla nostra comunità come un eccellente allenatore e leader. E’ una brava persona e ora guardiamo al futuro con Mike come nostro allenatore.”

Alcune statistiche fornite da NFL.com segnalano che McCarthy ha ottenuto 93 vittorie tra stagione regolare e playoff, terzo per numero nella storia della franchigia dietro Vince Lombardi (98) e Curly Lambeau (212). L’estensione per McCarthy consegue all’estensione del contratto al General Manager Ted Thompson che tanto ha fatto bene nei draft passati, riuscendo ad allestire squadre competitive ogni stagione.

Ma qui viene la domanda: abbiamo fatto bene?

La risposta, per quanto mi riguarda, è semplice e secca: NO.

La risposta che si è data il front office è figlia di uno stile conservativo che fa della fiducia riposta prevalentemente nel nostro QB, che possa cioè vincere le partite nonostante una difesa ultima in NFL contro le corse, per fare un esempio, o scelte di coaching staff scellerate come quella, per dirne una, la più clamorosa, che sono costate la carriera a Jonathan Franklin l’anno scorso contro Cincinnati.

E poi, dato che tutti sbandierano i numeri come unica verità insindacabile di questo sport, lo faccio pure io: dall’anno dell’anello, in un Super Bowl segnato da grandi giocatori come Woodson e Collins, in un’epoca passata ormai da quasi un lustro, abbiamo fatto 15-1 nel 2011, perdendo contro New York ai playoff senza riuscire a dare ritmo ad un attacco obbligato; 11-5 nel 2012 uscendo nel divisional contro i 49ers; 8-7-1 uscendo nel wild card contro di nuovo i 49ers stavolta al Lambeau in condizioni meteo che dovevano essere ideali per noi, che giocavamo in casa.

Quest’anno siamo 5-3, dopo aver perso una partita senza senso offensivo contro Detroit decimata in secondaria, essere stati ammutoliti come cagnolini da Seattle e New Orleans, esserci salvati grazie alla magia pura di Rodgers e ad un regalone di Philbin con i Dolphins, ed aver approfittato dei due suicidi sportivi dei Jets (Geno Smith scomparso dal campo dopo l’intercetto inutile di fine 1st half) e di Minnesota (far giocare Christan Ponder).

Il segno è chiaro: il coaching staff non riesce ad essere incisivo, motivatore, non riesce a dare alla squadra il suo esatto valore a patto che combatta da subito ed al 100%. Si assiste ad una squadra che spesso si sveglia tardi, scossa dai “buu” del suo stadio, o da drive stampatici in faccia da RB semisconosciuti che passano per ogni dove.
Assistere ad una squadra che subisce più di 150 yard su corsa a gara è semplicemente orrendo, assistere ad una squadra che massacra i propri runningback e nonostante questo è 24ma per corse con meno di 100 yard a partita è umiliante e stupido, specialmente quando si gioca in una division, la North, che ti assicura sei, sette, otto gare all’anno in un freddo pungente, sotto minaccia di piaggia, neve, in situazioni meteo inadatte al passaggio, come fu contro New York, come fu contro i 49ers l’anno scorso.
Essere inetti nelle corse e contro le corse, puntando sul gioco di passaggio e facendo la parte più importante della stagione e tutti i playoff in mezzo al gelo del pieno inverno è già di per sé motivo per licenziare l’allenatore e tutto il suo teatrino di coach dalla mentalità, ahimé, attualmente non vincente.

L’unica speranza, come sempre, è che la fortuna, quella che ci aiutò nell’anno dell’anello, torni a baciarci in fronte, ma ad oggi, per come siamo, occorrono troppi baci per portarci dove siamo fugacemente stati, e questo è semplicemente inaccettabile proprio perchè disponiamo di giocatori eccelsi, ma per quanto ancora?