Week #9: Baltimore Ravens @ Pittsburgh Steelers recap

I Ravens escono con le ossa rotte dal Sunday Night Football in casa degli odiati rivali dei Pittsburgh Steelers, un 43-23 che non lascia adito a recriminazioni. La squadra di coach John Harbaugh è stata messa sotto da quella di coach Mike Tomlin nella maggior parte degli aspetti del gioco ed il risultato finale è stato l’inevitabile conseguenza.

L’attacco dei corvi ha faticato ben più di quello che i 23 punti finali lascerebbero intendere. Punti arrivati in gran parte grazie a due drive iniziati all’interno delle 35 yard in territorio Steelers e ad un ritorno di Kickoff. La difesa di Pittsburgh in realtà è stata assolutamente fantastica, brava fin da subito a togliere sicurezza al gioco di corsa degli uomini di Harbaugh, a fine serata saranno solo 63 le yard concesse su corsa su 18 tentativi ad una squadra che in media ne faceva registrare 128.4, e a creare una pressione infernale su Joe Flacco, con i vari James Harrison, Arthur Moats, Brett Keisel, Lawrence Timmons, Cameron Heyward e Stephon Tuitt che facevano fare una pessima figura alla OL dei Ravens, in particolar modo al lato sinistro dove Eugene Monroe e Kelechi Osemele venivano costantemente presi d’infilata. A gara conclusa saranno 4 i Sack subiti da Joe ai quali però vanno aggiunti almeno il doppio di QB Hit, ed una sfilza di Hurry. Con tutta questa pressione anche la secondaria degli Steelers ha fatto la sua figura, nonostante, durante il corso della serata, abbia dovuto fare a meno per infortunio delle SS Troy Polamalu e Shamarko Thomas. In questo scenario i due Turnover, il FF di Arthur Moats ai danni del RB Lorenzo Taliaferro recuperato dal CB Brice McCain e l’intercetto di Jason Worilds ai danni di Joe Flacco, vanno sotto la voce “frutti raccolti dopo duro lavoro”.

Dall’altro lato della contesa i 43 punti e i 6TD pass di Ben Roethlisberger, protetto più che discretamente dalla sua OL dopo un inizio in cui qualcosa ai pass rusher di Baltimore aveva concesso, la dicono lunga su chi abbia dominato la sfida. Nonostante l’ottimo lavoro svolto dalla difesa contro le corse, solo 55 yard su 25 portate concesse, come ampiamente previsto la secondaria dei Ravens, soprattutto con l’assenza del suo miglior CB Jimmy Smith, non ha avuto armi a sufficienza per opporsi allo strapotere offensivo degli Steelers. Le varie opzioni offensive Antonio Brown (144 yard su 11 ricezioni e 1TD), Markus Wheaton (62Y su 2 ricezioni e 1TD), Martavis Bryant (44Y su 3 ricezioni e 2 TD), Le’Veon Bell (38Y su 5 ricezioni e 1TD) e Matt Spaeth (33Y su 1 ricezione e 1 TD) hanno tutte messo la loro firma sulla partita capitalizzando i vari cioccolatini dispensati in giro da Big Ben 7. Lo stesso Big Ben, con i suoi 6 TD pass che si aggiungono ai 6 TD di settimana scorsa contro i Colts stabilisce con 12 TD pass il nuovo record NFL per TD lanciati in due sfide consecutive. Il vecchio record di 11 TD pass era stato stabilito da Tom Flores, allora agli Oakland Raiders, nel 1963 ed era stato eguagliato poi nel 2007 da Tom Brady, ovviamente coi suoi New England Patriots.

Ma procediamo con ordine.
I Ravens si presentano all’Heinz Field recuperando il DE Chris Canty, assente nell’ultimo mese a causa di un infiammazione al polso, ed in extremis il TE Owen Daniels, reduce dall’intervento di pulizia al ginocchio a cui si era sottoposto due settimane fa e che gli aveva fatto saltare la gara di Cincinnati contro i Bengals. Al tempo stesso, attivano per la prima volta in stagione il LB Arthur Brown e dopo due gare il CB Chykie Brown per far fronte all’emergenza nel ruolo nata dall’assenza di Jimmy Smith. Percorso inverso invece per la Safety Terrence Brooks punito dopo l’errore commesso Domenica scorsa in quel di Cincinnati che consentì la ricezione di 53 Yard al WR Mohamed Sanu che costò di fatto la vittoria ai suoi.

Di contro gli Steelers devono ancora una volta rinunciare all’esperto CB Ike Taylor, al WR Justin Brown, alla SS Ross Ventrone, al CB B.W. Webb, al NT Daniel McCullers e all’OL Chrys Huppard.

L’inizio non è affatto male per gli uomini di coach John, dopo aver fermato sul nascere il primo drive Steelers, il calcio del Punter Brad Wing non va oltre le 40 Y di Baltimore, e qui l’ovale raccolto dal WR Jacoby Jones viene ritornato per 25 yard fino alle 35 Y di Pittsburgh, ottimo punto per Flacco e i suoi da cui ripartire. Ed infatti al primo snap successivo il WR Torrey Smith con una semplice Fly route brucia in velocità il CB Brice McCain, Joe lo vede e lo serve in End Zone, TD pass di 35 Yard e 7-0 Baltimora.
Le cose per gli uomini della franchigia del Maryland funzionano alla grande per tutto il primo quarto anche da un punto di vista difensivo, l’ILB C.J. Mosley inizia bene su Le’Veon Bell e il CB Lardarius Webb prende in consegna il WR Antonio Brown non concedendogli praticamente nulla. 15 Yard totali in tre drive offensivi per Pittsburgh fanno presagire ad una dura giornata di lavoro per Big Ben e i suoi. E quando nel quarto drive di giornata, prima la coppia DE Chris Canty – SS Matt Elam, poi il DT Haloti Ngata ed infine l’OLB Elvis Dumervil mettono a segno un rarissimo back-to-back-to-back Sack, si avete capito bene, tre Sack consecutivi nello stesso drive, è facile lasciarsi andare a qualche giudizio affrettato: Difesa dominante, OL ridicola, BR7 non ispirato, Ricevitori di Pittsburgh tenuti a bada. Si beh…

In attacco le cose per i corvi, però, non girano più tanto bene. Con le corse non si passa e Joe inizia a ricevere i primi caldi abbracci dai rusher di Pittsburgh, prima un QB Hit poi un Sack in successione, sono colpi che arrivano e fanno male, nel fisico e nella mente. All’ennesima palla affidata nelle mani del rookie RB Lorenzo Taliaferro, questo vede il buco e si ci lancia dimenticando di proteggere l’ovale, arriva il contatto con il LB Arthur Moats e la palla scivola via dalle mani, Fumble, nelle vicinanze c’è il CB degli Steelers Brice McCain che la raccoglie e corre verso la end zone di Baltimore, Flacco in un disperato tentativo porta un goffo tackle, rischia di farsi male ma è efficace. Pittsburgh ripartirà dalle 27 Y di Baltimore.

Nel drive che ne segue, ferventi seguaci del numero 3 come numero perfetto, dopo aver concesso tre Sack nello stesso Drive, i Ravens provano ad alzare l’asticella concedendo 3 Penalità nella stessa giocata, un Holding, un Horse Collar Tackle e un Roughing the Passer che gli valgono 15 yard di penalità e qualche parolina non proprio affettuosa proveniente dalle tribune dell’Heinz Field. Da lì a poco gli Steelers si ritrovano con un 3&Goal sulle 5 di Baltimora. C.J Mosley in copertura non offre le stesse garanzie che nel fermare le corse, Le’Veon Bell gli parte, Mosley sarebbe anche in buona posizione ma non legge lo stop di Bell si crea quel minimo di separazione che consente al RB degli Steelers di ricevere il passaggio di Ben Roethlisberger, siamo in End zone, TD. 7-7 si ricomincia daccapo. Da qui in poi Il rookie proveniente da Alabama faticherà in copertura in più di un’occasione.

Nel drive successivo, la OL di Baltimora fa acqua, il NT degli Steelers Steve McLendon penetra, Joe lo vede e si libera della palla, McLendon non si ferma: Roughing the passer, 15 yard di penalità e qualche pensiero di troppo per la mente di Joe che si paleserà nella giocata successiva. Ancora buco nella OL stavolta a penetrare è il sempre giovane James Harrison, Joe capisce che non può far altro che lanciare la palla fuori dal campo per evitare il Sack, solo che la palla non esce ma finisce dritta dritta nelle mani di Jason Worilds che la ritorna per 30 Y fino alle 30 di Baltimore. Due Turnover in due drive successivi e l’inerzia della gara gira completamente.
Flacco: “It was horrible, I kind of lost my mind a that play”
(trad: “E’ stata orribile, Io ho tipo perso la mia testa in quella giocata”)
1&10 sulle 19 di Baltimora, il rookie Martavis Bryant corre una Flat route nel profondo, il suo uomo la Safety Will Hill se lo perde completamente e resta bloccato nella terra di nessuno, ad aspettare chissà cosa, ad aspettare chissà chi. L’altra Safety Darian Stewart è troppo distante per chiudere e per Big Ben è un gioco da ragazzi completare il lancio verso Bryant in End zone per il 14-7 Steelers.

Ripartono i Ravens ma l’attacco continua a non girare, le corse proprio non vanno, non bastano due tentativi per chiudere un down con una sola yard da percorrere. Si giocano il 4&1 sulle proprie 44 con un Quoterback sneak, vola il casco di Joe ma il down viene chiuso. Arrivano alle 28 di Pittsburgh e li si fermano. Palla al Kicker Justin Tucker che la mette dalle 46. 14-10.

A questo punto con 1:44 sul cronometro i Ravens dovrebbero solo contenere i danni di questo maledetto secondo quarto. Ed Invece, si sa, chi di Fly route ferisce di fly route perisce. Markus Wheaton brucia sulla velocità Lardarius Webb e Roethlisberger non si fa pregare, lancio di 47 Yard in End zone. TD. 20-10. A questo punto cos’altro potrebbe più capitare? Beh ad esempio che un esecuzione sbagliata di un’extra point si trasformi in una conversione da due punti. Beh sì. Passaggio di Brad Wing per Matt Spaeth 22-10. Le mani nei capelli di Coach John la dicono tutta sulla Frustrazione del momento. Si ritorna negli spogliatoi ma la sensazione è che i Ravens dopo un inizio fantastico abbiano dato una grossa mano agli Steelers per la loro rimonta.

Il terzo periodo scorre via veloce senza segnature, la OL di Baltimora continua a far acqua da tutte le parti e la difesa a collezionare penalità su penalità. A fine gara saranno 10 per 108 yard di penalità contro le 7 per 67 degli Steelers.

Il quarto periodo si apre con un 3&9 sulle 46 di Pittsburgh trasformato in TD dalla terna Ben Roethlisberger, Antonio Brown e Chykie Brown. La Flat route di Antonio Brown viene letta male da Chykie e per BR7 è un gioco da ragazzi consegnare la palla al liberissimo compagno che dopo aver rotto un paio di tackle si invola solitario nella end zone avversaria. 29-10.

Partita finita? Non è di questo avviso Jacoby Jones che si esibisce nella specialità della casa: il Kickoff return. 108 yard di cavalcata indisturbata con la gentile collaborazione dello Special Team di Pittsburgh. 29-17.

In questo periodo però l’accoppiata Ben Roethlisberger-Martavis Bryant è quanto di più letale esista nel mondo del Football Americano e non sazi trasformano un 3&9 sulle 18 di Baltimore nel quinto TD pass per l’uno e nella seconda ricezione in end zone per l’altro, quinta nelle ultime tre giornate. 36-17.

Dopo un nulla di fatto nel drive successivo dei Ravens, un fumble di Ben Roethlisberger ricoperto dal DE di Baltimore DeAngelo Tyson sulle 33 di Pittsburgh dà la possibilità a Joe Flacco di pescare il rookie TE Crockett Gillmore nella End Zone degli Steelers per il 36-23. I Ravens provano la conversione da due punti, ma il RB Lorenzo Taliaferro è fermato prima della goal line.
Ultimo drive Pittsburgh e gioia anche per il TE Matt Spaeth che sfuggendo al controllo del ILB Daryl Smith ed in collaborazione con il solito BR7 trasforma un 4&2 sulle 33 di Baltimore nel sesto TD di giornata per i suoi, restituendo ai Ravens i 20 punti di differenza che gli stessi avevano rifilato agli Steelers in “Week 2” a Baltimora, 26-6 il risultato finale di allora.

Con questo risultato e con le vittorie dei Cincinnati Bengals sui Jacksonville Jaguars, e dei Cleveland Browns sui Tampa Bay Buccaneers la situazione nell’AFC NORTH diventa:
Cincinnati Bengals 5-2-1
Pittsburgh Stealers 6-3-0
Cleveland Browns 5-3-0
Baltimore Ravens 5-4-0

Se per gli Steelers la vittoria significa continuare la caccia ai Bengals con i due scontri diretti ancora da giocare e con lo scontro con i Browns all’Heinz Field, per i Ravens questa sconfitta complica non poco il cammino verso il titolo divisionale o verso quello che è stato indicato da coach John Harbaugh come obiettivo minimo della stagione, l’accesso ai play-off. Ma nonostante i Ravens al momento non siano più artefici del proprio destino, la stagione è ancora lunga, c’è ancora tanto football da giocare e può succedere di tutto. Stay tuned!

Suggs: “Take care of your home games and do what you can on the road and you should be fine. We’re not flinching. We knew this was going to be a tough stretch. We’re not worried about it, we’re not discouraged. But we’ve got work to do”
(trad: “Se facciamo attenzione nelle nostre partite casalinghe e proviamo ad ottenere il massimo in trasferta dovremmo farcela. Non abbiamo paura. Sappiamo che è difficile, ma non siamo preoccupati, non siamo scoraggiati. Ma abbiamo del lavoro da fare”)

 

– Domenico Guarino –