International series Londra 2014

International series capitolo 8 parte seconda. Si perché quest’anno per l’ottava volta consecutiva la NFL sbarca nel vecchio continente come sempre nel bellissimo teatro del Wembley Stadium di Londra. Parte seconda perché già l’anno scorso ero riuscito a prendere parte a questa kermesse affascinante che anno dopo anno attira una stregua di tifosi sempre più numerosa. I numeri al botteghino confermano che un gioco così americano come il football in Europa piace e, mettendo da parte le voci di una franchigia qui a Londra che sarebbe una cosa per me irrealizzabile, l’organizzazione praticamente impeccabile fà si che ogni singolo tifoso possa godere appieno di questo spettacolo.

Arrivando il venerdi pomeriggio all’aeroporto di Stansted entriamo già in clima NFL in quanto i cartelloni pubblicitari riguardanti la partita in questione la fanno già da padrone. Sistemati in albergo e girando subito per il centro di Londra si nota subito quello che sarà il tema ricorrente di questo fine settimana londinese che verrà poi riproposto anche allo stadio: la commemorazione dei caduti in guerra. Chi ha avuto la possibilità di sostare in prossimità del London Bridge non ha fatto a meno di notare le centinaia di migliaia di “poppies” (fiori di tulipano) sistemati al di sotto del ponte creando così un’onda rossa veramente spettacolare.poppies
Proseguendo il nostro cammino per la città vado in cerca dei “pr” vestiti da giocatori dei Jaguars che l’anno scorso nelle vie principali intrattenevano i turisti con foto ed inviti per Trafalgar Square dove c’erano le interviste dei giocatori e si potevano fare le foto con il Vince Lombardi Trophy. Purtroppo le mie aspettative vengono deluse in quanto niente di tutto ciò è stato organizzato quest’anno e quindi ripieghiamo per Regent Street nella speranza, rivelatasi poi vana, di trovare almeno le “roar of the Jaguars” ovvero le cheerleader!!
Arrivando alla fine di Regent St ci troviamo davanti il nike store che al piano terra è organizzato solo per la NFL. Tra magliette, cappellini, palloni e quant’altro il clima è veramente accogliente e la disposizione del negozio, con dei manichini vestiti con i colori delle due squadre, è pressoché impeccabile.
Ormai ci stiamo avvicinando alla partita e domenica, dopo un hamburger e qualche pinta di Guinness, ci incammiano per la metropolitana che porta a Wembley park. Chi è già stato a Londra sà quanto sia perfetta la macchina organizzativa e i sistemi di sicurezza che ruotano attorno a manifestazioni così importanti; nulla viene lasciato al caso e il tifoso viene sempre messo a suo agio. Arrivati davanti al maestoso stadio di Wembley la folla è impressionante e tutti esibiscono la maglia della propria squadra del cuore in un tripudio di colori;entrando allo stadio dopo aver superato i controlli con il meta detector gli steward, molto cordiali, ci aiutano nell’indicarci le nostre poltroncine. Manca un’ora e mezza al kick off ed inziano le manifestazioni di contorno alla partita.nfl london

Il pregame quest’anno è affidato alla cantante britannica Joss Stone e dopo la sua esibizione ed il riscaldamento dei giocatori si arriva a un quarto d’ora dall’inizio con i militari che fanno il loro ingresso in campo con le bandiere in mano pronti per l’inno americano e inglese. Come detto prima, per via della commemorazione dei caduti, tutte le poltroncine dello stadio sono dotate con delle buste rosse e bianche per fare la coreografia di un grosso tulipano e con tutti gli spettatori con in mano queste buste si inizia con l’inno statunitense. L’emozione nel sentire lo stadio ammutolito e solo le note di “The star-spangled Banner” è qualcosa di indescrivibile che va vissuto in religioso silenzio./div>

Finalmente si comincia e la partita che per i Jaguars era partita bene inizia a diventare ben presto un incubo dopo il primo tempo. All’intervallo tra il primo e il secondo quarto non può mancare lo spettacolo delle “roar” capitanate da Whitney Cowart e che rallegrerà i tifosi infreddoliti me compreso!!

La partita scorre via tranquilla con il dominio dei Cowboys e quando arriva il two minute warning dell’ultimo quarto iniziamo a guadagnare l’uscita per non rischiare di venire risucchiati dalla folla e aspettare troppo alla fermata della metro, che vede la polizia dirigere le operazioni di entrata e uscita dalla stazione.
Si conclude cosi dunque una giornata bellissima all’insegna dello sport che tanto ci appassiona e che ci da la possibilità di vedere dal vivo questi campioni senza andare oltreoceano. La città di Londra ha risposto alla grande a questo evento con un’organizzazione perfetta dimostrandosi la metropoli adatta per questo tipo di manifestazioni con un servizio d’ordine senza sbavature anche se dobbiamo sottolineare che i tifosi, mai scorretti e sempre ordinati, hanno fatto di tutto per rendere indimenticabile questa giornata. L’esperimento europeo dunque funziona e ci si augura che questo sodalizio possa continuare a lungo con questo format magari non disputando partite della stessa division che, in quanto sfide dirette e importantissime, potrebbero far arrabbiare i tifosi americani che vanno tutte le domeniche allo stadio e lasciando perdere l’idea di creare una franchigia a Londra che secondo me sarebbe troppo gravosa in termini di spese e che rischierebbe di diventare un flop in termini di pubblico e tifosi che qui a Londra sono ancora troppo abituati al calcio.