Jacksonville Jaguars midseason report card

Dopo la deludente trasferta in terra londinese è arrivata anche per i giovani Jaguars la tanto attesa bye week; quale momento migliore per valutare il procedere della stagione? Dopo aver terminato la scorsa stagione con un record di 4-4 ed essersi rafforzati durante l’off-season, i Jaguars erano visti come un black horse per la corsa ai play off da più di qualcuno all’interno dell’ambiente NFL. Ed invece eccoli lì, con una sola vittoria in 10 partite e con molti problemi ancora da risolvere. Proviamo ad esaminarli reparto per reparto.

Quarterbacks: nonostante una pre-season giocata molto meglio, Blake Bortles (la terza scelta assoluta all’ultimo draft) ha perso la gara per il ruolo da titolare nei confronti del veterano Chad Henne. Questa scelta molto discussa era stata motivata dal coaching staff di Jacksonville dal voler proteggere il talento di Central Florida dal fare la fine di Blaine Gabbert. Ma come accaduto per il prodotto di Missouri, la fase di apprendistato in panchina ad osservare ed imparare dal collega più esperto è terminata molto presto e già alla week 4 Bortles si è trovato titolare in un attacco che tutto sembra tranne una macchina ben oliata. Come prevedibile la sua stagione sta procedendo ad alti e bassi e nella seconda parte di stagione dovrà produrre un gioco molto più consistente e limitare i turn overs se non vorrà trovarsi presto con l’infamante etichetta di bust addosso.

Running backs: senza dubbio, la delusione più grande in casa Jaguars quest’anno si chiama Toby Gerhart. L’ex Vikings ha corso la miseria di 2,6 yards di media a portata ed è stato sostituito dalla week 6 da Denard Robinson che si è dimostrato fin da subito molto più produttivo e affidabile del prodotto di Stanford correndo di media 4,8 yards e causando solamente un fumble in 5 gare.

Wide receivers: i problemi di varia natura che stanno affliggendo i giocatori più esperti di questo reparto (Justin Blackmon, Ace Sanders e Cecil Shorts III) hanno dato modo di farsi notare ai 3 rookies d’oro dei Jaguars: Allen Robinson, Marquise Lee ed Allen Hurns, nonostante qualche errore di troppo, si stanno rivelando tra i migliori giovani ricevitori della lega. Il talento di Penn State in particolare è stato quello che ha mostrato di possedere le qualità migliori, ma, purtroppo, ha già terminato la sua stagione a causa di un infortunio subito contro i Cowboys.

Tight ends: l’infortunio di Marcedes Lewis durante la seconda partita stagionale ha riaperto la voragine presente nel roster di Jacksonville in questo ruolo. Clay Harbor e Nic Jacobs si sono dimostrati appena sufficienti nel sostituirlo. Fortunatamente il prodotto di UCLA dovrebbe ritornare già dalla prossima partita.

Offensive line: i problemi dell’attacco dei Jaguars sono da imputare sopratutto alla pochezza della loro linea offensiva, specialmente nella primissima parte di stagione. Da quando il rookie centro Luke Bowanko e il right takcle terzo anno Austin Pasztor hanno sostituito rispettivamente Jacques McClendon e Cameron Bradfield le prestazione dell’intero reparto sembrano decisamente migliorate e la giovane età media lascia ben sperare per gli anni a venire.

Defensive line: senza orma di dubbio il miglior reparto della squadra; le acquisizioni in primavera dei free agents Red Bryant, Chris Clemons e Ziggy Hood e sopratutto con l’esplosione di Sen’Derrick Marks al centro della linea hanno migliorato sia la difesa contro le corse sia la pass rusher, entrambi punti deboli nelle passate stagioni.

Linebackers: sicuramente è questo il punto debole della difesa specialmente dopo l’infortunio che ha chiuso anzitempo la stagione di Paul Posluszny, autentica macchina da placcaggi e leader vocale del gruppo. Geno Hayes e Telvin Smith stanno facendo il loro dovere come weak side LB ma dal lato opposto, da quando J.T. Thomas III è stato spostato al centro per sostituire Posluszny, sia LaRoy Reynolds sia Dekota Watson hanno fallito nei loro compiti.

Secondary: nonostante gli infortuni dei 2 migliori CB a roster: Alan Ball e Will Blackmon, le scondarie dei Jaguars si stanno dimostrando consistenti sopratutto se si pensa che ora tutto il reparto è composto da giocatori al secondo anno. Demetrius McCray, in particolare, si sta dimostrando una vera gemma visto che è stato scelto al settimo giro del draft 2013 e sta giocando veramente ad ottimi livelli anche contro i Migliori ricevitori della lega.

Special teams: il loro contributo in questa stagione si può esprimere in una semplice parola: disastroso.

Coaching: considerando l’età media dei giocatori a roster (25,5 anni, la più giovane di tutta la NFL) non si possono chiedere miracoli, specialmente se si considera in quale disastrosa situazione hanno preso in mano la squadra lo staff di Gus Bradley e il GM David Caldwell. La strada verso la competitività sembra ancora lunga per i Jaguars, ma la parte più dura della salita sembra terminata.