San Francisco 49ers Week #12: vs Washington Redskins Preview- parte 2

I San Francisco 49ers e i Washington Redskins si incontrano per la seconda volta nella Settimana 12 in altrettanti anni. E proprio come la scorsa stagione, entrambe le squadre sembrano andare in direzioni opposte.  Molto deludente l’annata per i  Redskins ma poco convincente, fino ad ora, anche la stagione del 49ers secondi in division ma solo perché hanno una vittoria interna in più dei Seahawks. Soprattutto  un’annata decisamente storta per i due quarterback, Griffin investito ormai da un mare di polemiche e dalla caduta di stima da parte dei tifosi, dello staff tecnico e dei compagni, Kaepernick  in piena crisi involutiva, che gli fa segnare il peggior rating di valutazione quarterback (54.9) da quando è titolare della franchigia di San  Francisco. Ma andiamo per ordine. Anche se i Redskins sono  ottavi per yarde guadagnate in attacco, contro il 18esimo posto dei 49ers, segnano una media di 20,4 pti/partita contro 21,1 di San Francisco, con una percentuale sul terzo down di 34 contro il 41% dei 49ers. Anche il passing game sembrerebbe favorevole con il settimo posto in yarde contro il 23esimo, ma la storia di questa stagione ci insegna che i wideout si rivitalizzano contro la secondaria di Washington,  con i suoi due rookie a corner e con le safety in latititanza di copertura. Sinceramente non si vede perché Cabtree, Boldin e Davis che compongono uno dei wideout più forti della NFL,  dovrebbero smentire questa tradizione.

Nella sua conferenza Griffin è stato accusato di avere buttato la croce addosso ai compagni di squadra per le magre prestazioni, consecutive, che sta rimediando. In verità il primo indagato nelle sue dichiarazioni era se stesso, avendo ripetutamente dichiarato  che deve giocare meglio. Robert Griffin III è stato sackato 38 volte nelle sue ultime otto partite complete. E ‘stato sackato 44 volte nelle sue prime 22 partite di NFL, di cui 30 come  rookie. Difficilmente è ascrivibile solamente alla OL. Certo i problemi a Washington sono tanti, nei rapporti tra giocatori e coaching, e soprattutto tra la squadra e i fans, con questi ultimi che si stanno convincendo che la realtà porti ad un brusco risveglio dal futuro fantastico che sognavano:  Griffin non è diventato il giocatore che hanno sperato fosse e  forse potrebbe non esserlo mai. Questo,  per la franchigia, vuole dire non sapere come poter essere vincenti. A questo punto è inutile chiedersi se Washington è una squadra migliore con Colt McCoy  al QB. L’esigenza della franchigia è capire che potenziale può aspettarsi da RG3, non raccogliere un paio di vittorie in più in una stagione ormai segnata, sempre che potessero arrivare. Non bisogna dimenticare cosa può essere McCoy: un buon backup. Al contrario  Griffin ha un talento  fantastico, e bisogna capire se può esprimersi in pieno. Ovviamente c’è frustrazione e ovviamente  Gruden vuole contemporaneamente scuotere  il QB e preservare i il suo lavoro.  Griffin si porta dietro un investimento pazzesco di Snyder ( tre scelte al primo turno e un secondo  turno, solo due anni fa), prima di liquidare un giocatore su cui si è scommesso tanto, bisogna essere certi di fare la cosa giusta.

A parte le pause nella visione di gioco di RG3, soprattutto in uscita dalla tasca, è un po’ sorprendente la distribuzione dei target- pass di Washington con Griffin, probabilmente figlia anche del playbook offensivo. DeSean Jackson ha 24; Pierre Garcon 19; Roy Helu 14; Niles Paul 12; Andre Roberts 10; Alfred Morris 6; Jordan Reed 5; Logan Paulsen 2. In sostanza  quello che è stato un pilastro offensivo, Pierre Garcon è stato fortemente ridimensionato nel 2014, con sette partite consecutive che lo hanno visto con sei o meno target, con una proiezione di 76 ricezioni stagionali contro le 113 del 2013. A questo punto  è giusto chiedersi se i Redskins rilasceranno  Garcon in offseason, che  vorrebbe dire 7,5 milioni di dollari di cap. La mossa sarà di valutare, perché se il talento di D-Jax non può essere in discussione, tutt’altra cosa è la valutazione sulla sua costanza e sul suo carattere.

In fondo una partita al Levi’s Stadium è la situazione migliore in cui una squadra ferita, nel record e nell’orgoglio, può essere. Se la sconfitta sarà onorevole, come a Philadelphia, nessuno potrà recriminare, se verrà una vittoria come a Dallas, sarà un regalo insperato per tifoseria e dirigenza e metterà a tacere per un po’ il mare di polemiche. C’è la possibilità di una sconfitta con disonore, ma in fondo è una situazione già vissuta quest’anno con i Giants e con Tampa e subire una lezione in casa dei 49ers è meno bruciante. Quindi psicologicamente è il terreno ideale per giocare una partita senza condizionamenti  e questo è importante, soprattutto per Griffin. Il problema vero la squadra lo subirà se, come sembra l’ offensive tackle Trent Williams non sarà della partita, lasciando  Washington vulnerabile contro gente come Aldon Smith. Molto vulnerabile. Difficilmente Morgan Moses,  a proteggere il lato cieco del quarterback, potrà passare una giornata tranquilla.

La difesa dei Niners, invece, sembra ancora troppo buona, per i Redskins, nonostante le assenze. Washington dovrà tentare di trovare ancora il bandolo del running game che sta lentamente ricostruendo, ma affronta una delle squadre meglio attrezzate contro le corse,  in più deve sperare che qualche pass decisivo arrivi a DeSean Jackson, cercando di aprire route alternative abbastanza praticabili, su Garcon,  Reed e Roberts senza che il pass game diventi un gioco al rischio massimo .

Nella difesa  dei 49ers Chris Borland è stato una sorpresa.  La scorsa partita  ha segnato il ritorno del linebacker Aldon Smith dalla sua sospensione di nove partite,  ma è il rookie emergente  ad attirare attenzione. E’stato nominato difensore della NFC della settimana, dopo essere diventato  il secondo linebacker  dei 49ers in 40 anni, con due intercettazioni. Borland ha 47 tackles nel mese di novembre – 11 in  più di chiunque altro in NFL.  Lui è una delle ragioni per questa difesa ha continuato a prosperare nonostante gli infortuni. Certo il linebacker rookie ha i suoi difetti  che già si notano:  non è un giocatore fisico, non è grande, ha le braccia corte e diventerà uno svantaggio in copertura. Ma sa giocare. Era evidente al college, anche se  molti pensavano che sarebbe andato meglio nella difesa 4-3 che nella 3-4,  dove i linebacker interni hanno più responsabilità in copertura. I 49ers lo toglieranno  in alcune situazioni  di pass evidente. Ma il giocatore è fantastico contro i run,  legge bene ed è decisivo. Così batte spesso blocker più potenti, giocando quasi con violenza e spesso lo fa da una posizione migliore.  Ha talento per evitare i blocchi alti non perdendo mai di vista la palla. E’ una delle fondamentali ragioni per cui i 49ers sono sopravvissuti senza Patrick Willis e NaVorro Bowman a linebacker interni. Eseguiranno una serie di blitz;  alcuni con il safety altri con il linebacker nello slot. Hanno solo 17 sacks, ma creano sempre pressione. Il linebacker Aaron Lynch esegue stunt verso l’interno, e gli uomini di linea Ray McDonald e Justin Smith sono bravi ad occupare due blocker con gli stunt  contro la corsa. Sicuramente grandi meriti dell’approccio vincente della difesa, spettano al defensive coordinator Vic Fangio. Con Patrick Willis in lista infortuni,  insieme con il nose tackle Ian Williams e  NaVorro Bowman fuori dall’ inizio stagione, il reparto è stato capace di mantenere numeri di eccellenza e soprattutto di mantenere a galla la squadra. Attualmente nel settore linebacker, con il rientro di Aldon Smith con la sua velocità ed il suo impatto sul gioco, giocano  il rookie Aaron Lynch , una sorta di Smith 2 dall’altra parte, Chris Borland e Ahmad Brooks, in rotazione.  Reparto d’eccellenza, con una pass rush che renderà una vera maledetta Domenica la partita della OL di Washington.

Se la squadra della capitale ha mille domande sul suo quarterback, qualche piccolo dubbio si sta insinuando anche a San Francisco, sul reale peso che porta all’attacco Colin Kaepernick. In parte i dubbi si muovono con il futuro, nonostante tutto, incerto di Harbaugh. Se esiste una possibilità che l’head coach cambi franchigia, questo potrebbe cambiare la prospettiva della squadra, anche in relazione del ruolo del suo pupillo. E’ evidente che per Colin esiste un problema, non necessariamente legato al fatto che giochi peggio, ma relativo al fatto che non riesca a giocare meglio. Di tutti i quarterback bidiminsionali della NFL sembra quello con caratteristiche di gioco più legate alla casualità. Il suo stile di gioco è rimasto ancorato alla sua fisicità, alla facilità di corsa ma fatalmente anche alle pause che alle volte gli costano le partite. Lui stesso ha ammesso che non riesce ad essere costante, e questo alla fine è uno dei peggiori difetti per un quarterback. I suoi numeri quest’anno non sono effettivamente  accattivanti, ha  54,9  di QBR in questa stagione  ed è il suo peggior numero da quando è diventato è titolare dei 49ers, aveva 68,6  l’anno scorso e  71,8 nel 2012. Le sue yarde per  tentativo di pass (7.4),   per corsa (4.9) e la percentuale di sack (8.5) sono  i peggiori della sua carriera. Se ha trovato una buona chimica con Anquan Boldin, restano i mugugni di Cabtree,  è pericoloso come  corridore, anche se le difese cominciano a prendere sempre più le giuste contromisure ed alla fine, un po’ come per Griffin,  i Niners preferirebbero che diventasse più pass player da  tasca. L’attacco dei 49ers non è convincente quest’anno ma con i Washington Redskins proveranno vari schemi per annullare i movimento pre-snap. Avranno azioni in jet-sweep o l’esecuzione di un counter dall’altro lato del running back Frank Gore , per esempio. Oppure giocheranno  dei jet con finte di read zone con Colin Kaepernick  che terrà la palla fino alla fine. Gore corre ancora bene è un duro ed è bravo nel guadagnare yarde dopo il contatto, ma non sta correndo con grandi lunghezze, in cinque partite la sua portata più lunga è stata di 11 yarde.  Ha avuto due partite con meno di 10 corse . In attacco San Francisco adotta anche il run counter  utilizzando la guardia sinistra Mike Iupati, sia lui che il tackle sinistro Joe Staley sono degli ottimi giocatori. Staley è fondamentale nell’attacco, ha fatto  tre All-Pro.  Il WR Anquan Boldin resta un giocatore fisico ed eccelle nel  vincere le palle a fondo campo. Michael Crabtree ha più movimento e route  complicate nel suo gioco, ma sa giocare fisicamente. Il Tight end Vernon Davis è eccezionale, e il ricevitore Stevie Johnson è solido. Si disegna una livida giornata di durissimo lavoro per bastonata secondaria di Washington.

Kaepernick continua ad avere una stagione ad alti e bassi.  Attaccherà almeno all’inizio con un corto medio yardage, situazioni in cui ha una mano più che buona quest’anno, i 49ers saggeranno come i Redskins si schiereranno, se aggressivi o conservativi in difesa e si regoleranno di conseguenza. In caso di pass rush con più rusher potranno tentare il profondo, altrimenti faranno correre Gore e cercheranno i ricevitori tra le 7 e le 15 yarde.   Per i Redskins invece, difficile la soluzione del running game e il big play, dove la difesa di San Francisco eccelle, quindi ci sarebbe d’aspettarsi più read option e play action del solito con ricerca di medio e corto nei primi due down, che quest’anno sono i più prolifici per la squadra della capitale.  In definitiva un matchup dalle soluzioni percorribili minime per i Redskins, dove la vera speranza, per un risultato positivo è legata unicamente ad una prestazione convincente, finalmente, per Griffin ed una partita da momento no per Kaepernick.

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