NFL Week #12: Miami Dolphins @ Denver Broncos recap

Se a settembre mi avessero detto che nella partita che Broncos e Dolphins dovevano giocare al Mile High Stadium si sarebbero segnati  75 punti totali, giuro che avrei pensato ad un risultato tipo 60-15 per i padroni di casa. Invece alla fine di una partita combattuta e bella il risultato ha sì sorriso a Denver, ma solo per 3 punti.

Manning (28/35, 257, 4 TDs) & co. Erano chiamati a farsi perdonare la pessima prova in quel di St. Louis dove erano stati incredibilmente ma meritatatamente sconfitti dai Rams che per tutta la partita avevano messo sotto pressione il SignalCaller avversario che schemi bellissimi che portavano a blitzes centrali, quelli che erano costati ai Broncos anche la sconfitta di New England, quelli che Mr. Coyle, Defensive Coordinator dei Dolphins, si è “scordato” di chiamare per tutto il secondo tempo e soprattutto nell’ultimo quarto.

Infatti Miami per 3 periodi aveva tenuto bene a bada i Broncos, peccato che in NFL e nel Football in generale di frazioni di gioco ce ne siano 4.All’inizio dell’ultimo quarto infatti Miami era sopra nel punteggio di 11 punti e sembrava in grado di portare a termine l’impresa; sì perché se non si può chiamare impresa  una vittoria in casa dei ragazzi di Fox (fino a ieri 19-2 negli home games dall’arrivo di Peyton, ora 20-2) significa che io non ho capito il vero significato di tale parola.

Nel primo tempo soprattutto, gli uomini di Coach Philbin sembrano giocare meglio e meritano il risultato di 21-17 con cui le squadre vanno al riposo. Il TD che apre le danze lo segna Thomas (3×19, 1 TD 1 2PC) con una corsa da 3 yards a coronare un drive sontuoso di Miami con Tannehill (26/36, 228, 3 TDs 1 INT)in grande spolvero che trova vari ricevitori e dà la netta impressione di non sentire affatto la pressione di sfidare, in casa sua, un mito vivente. Il primo quarto si chiude con un FG di McManus da 38 yards che porta il punteggio sul 7-3.

Il secondo quarto è un botta e risposta favoloso, con i 2 attacchi che annichiliscono le difese in un susseguirsi di schemi di passaggio e di corsa eseguiti alla perfezione.

TD Miami (1 yard run di Tannehill che corre verso il piloncino di dx dopo una finta di corsa del RB che sposta la difesa di Denver dalla parte opposta) – 14-3.

TD Denver (Bel Pass di Manning per D.Thomas (10 x 87, 3 TDs) – 14-10

TD Miami (Lancio di Tannehill per Wallace (4 x 35, 1 TD) – 21-10

TD Denver  (Altro bel lancio di Manning per Thomas con il LB Jenkins che non si gira e non vede arrivare una palla che altrimenti avrebbe potuto intercettare o almeno deflettare costringendo Denver ad accontentarsi dei 3 punti) – 21-17.

Il secondo tempo, almeno nella sua prima parte, sembra andare definitivamente nella direzione dei ragazzi del Sud della Florida. Infatti a seguito di un FG sbagliato da McManus, il rookie WR Landry (7 x 50, 2 TDs) segna un TD su ottimo pass di Tannehill portando il vantaggio di Miami a 11 punti: 28-17.

E siamo all’inizio dell’ultimo quarto. Di qui in poi la difesa degli ospiti, colpita anche da infortuni importanti (LB Misi, CB Taylor), va completamente nel pallone, anche perché Coyle tenta di coprire dietro senza portare troppa pressione ad un Manning che notoriamente se lasciato “respirare” diventa infermabile. Pim Pum Pam e 3 TD (intervallati da uno sfortunato intercetto di Tannehill nel draive che avrebbe potuto portare i Dolphins ad una segnatura decisiva) che portano il vantaggio di Denver a +11.

Pim: Manning per Thomas, 5 yards pass

Pum: C. Anderson (immensa la sua partita con 167 yards e un TD on the ground e  28 yards su ricezione) con una corsa di 10 tyards

Pam: ancora Manning Welker (4 x 18, 1 TD) da 2 yards.

A nulla vale il TD segnato ancora da Landry su corto pass di Tannehill a 1 minuto  e mezzo dalla fine che fissa il punteggio sul 39-36 con i Dolphins che sbagliano con Sturgis l’onside kick che avrebbe potuto dare un altro drive di speranza ai ‘Fins.

 

Ennesima bella prestazione di Miami contro squadre più forti e altra sconfitta di misura (era già successo in casa contro GB e poi al Ford Field contro i Lions). La squadra di Philbin si dimostra incapace di fare quello step up necessario per la trasformazione finale in “grande squadra”.

Nonostante il 100% di TDs nei trip in red zone (5/5 + conversione da 2) e i 36 punti segnati,  stavolta è la D# a tradire e a vanificare la splendida prestazione di tutto l’attacco. I segnali sono incoraggianti, ma l’ultimo passo per diventare un team d’elite è il più difficile, il più complicato. Serve che tutti i pezzi vadano a posto e per ora il Roster dei Miami Dolphins non sembra, soprattutto nei backups, a livello di quei teams che puntano all’anello.

Manca almeno un Linebacker di qualità e qualche “rincalzo valido” nella secondaria che con Finnegan prima e Taylor ora fuori diventa attaccabilissimo. Il reparto Runningbacks, orfano di Moreno e con Miller a mezzo servizio, non dà garanzie e la OL, priva di Albert, con Pouncey che nel ruolo di RG non decolla e James infortunato anche se non sembra in maniera grave, fatica ad aprire varchi e solo la migliorata capacità di Tannehill di muoversi nella tasca e di scappare ai difensori avversari impedisce che i sacks si moltiplichino.

Manca qualcosa, insomma, ma la strada intrapresa sembra quella giusta.

 

Dal canto suo Denver può esultare per una vittoria sofferta oltremodo, ma ha ben poco da sorridere. Manning è sempre Manning, ma ieri nonostante i soliti numeri da campione, ha sbagliato almeno 4 bergagli “lunghi” col suo receiver completamente libero. La difesa ha sfornato una pessima prestazione, tanto che ogni volta che Miami entrava in red zone segnava 6 punti, salvo poi trovare un intercetto tanto fortunoso quanto decisivo con Ward.

Insomma se Miami non piange (perché non era certo questo il must-win match), Denver non ride (perché per arrivare al Grande Ballo serviranno ben altre prestazioni soprattutto dal lato difensivo del football).

La lotta per entrare nei playoff è serratissima e se Denver è oramai sicura almeno del seed 2 (dietro a quelli che sembrano i favoriti della AFC per un posto al superbowl e cioè i New EnglandPatriots), Miami col record di 6-5 è costretta a vincere almeno 4 delle ultime 5 partite (NYJ, BAL, NE, MIN, NYJ) per sperare in una Wild Card. La strada è in salita, ma tutto è ancora aperto e alla portata.

In bocca al lupo ad entrambe: ai Dolphins per entrare in post season e ai Broncos per vincere un anello senza il quale la “campagna Manning” risulterebbe fallimentare.

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