Incrocio di Conference tra due pretendenti ai Playoff?

I Cincinnati Bengals guidano la AFC North.  Se di guida si può parlare. Già perché la squadra a strisce ha un record di 7-3, mentre Cleveland, Pittsburgh e Baltimore hanno  ciascuno 7-4. I Bengals sono nel bel mezzo di una gara di spareggio in quella che potrebbe finire per essere la divisione più difficile della NFL.  E Domenica i  Bengals affronteranno un’altra squadra in corsa per i playoff, i Tampa Bay Buccaneers con il loro  record 2-9 ,  che sono tuttora in gioco  per la vittoria nella debolissima NFC South, a due vittorie dai Falcons. Anche questa è la NFL. Fatto non secondario, si gioca a Tampa, dove la squadra di casa, quest’anno, non ha mai vinto. Nelle dichiarazioni del team e del coach Lovie Smith, c’è ancora la volontà di correre per questa postseason, anche se il progetto del coaching sui giocatori prevedeva uno sviluppo futuro in questo senso. In poche parole c’è da chiedersi se effettivamente i giocatori sono pronti per giocarsi una chance per un obiettivo che non era previsto ad inizio stagione. Il  Coach Lovie Smith ha messo in chiaro che i Bucs stanno giocando per vincere e non hanno in programma unicamente la crescita dei loro  giovani giocatori per essere pronti per la prossima stagione.  Questo è certamente l’atteggiamento giusto ma cosa si muoverà nella testa di ragazzi non abituati a giocarsi obiettivi così ambiziosi?  Oggi i Bengals sono una squadra che ha ritrovato la propria identità offensiva, dopo partite con cadute impressionanti, come contro i Browns. I loro coordinatori Jay Gruden e Mike Zimmer sono diventati head coach altrove e questo ha sicuramente influito sulla  nuova identità che la squadra ha dovuto ricercare. Ci sono stati momenti in stagione in cui il lavoro di  Paul Guenther  e Hue Jackson, sembrava fosse appena cominciato. Fino a due settimane fa, i Bengals avevano permesso sette partite consecutive con almeno  100 yarde su corsa concesse agli attacchi. Da allora hanno concesso due  volte sulle 75 yarde. Sono quindi in progresso sulle corse. Ma più che i cambi del coaching sulla stagione dei Bengals, hanno inluito gli infortuni. Vontaze Burfict, AJ Green, Giovani Bernard e Andre Smith  sono giocatori troppo importanti, per il team, per non soffrire la loro assenza. Soprattutto il cambio di passo in attacco si è visto con il rientro di AJ Green, e si è visto a New Orleans e Houston nelle ultime due settimane, insieme alla assimilazione dei  sistemi di Guenther  e di Jackson. Quello che si è visto in tre delle ultime quattro partite nei Bengals è una assoluta, nuova,  caparbietà quando si tratta di gestire la palla. Dal giorno delle  loro 12 povere corse a  Indy, i Bengals hanno una media 31,8 tentativi di  run a partita. Sia che siano avanti o dietro nel punteggio, i Bengals hanno fatto più di uno sforzo  per continuare a mettere in gioco i backs. E quei RB, soprattutto il rookie Jeremy Hill, li hanno premiati. Quando Bernard perso tre partite di fila recentemente per infortunio, Hill ha corso per 361 yarde, andando per più di 150 yarde in due partite. Ora entrambi i back sono sani di nuovo, con una rinnovata attenzione a correre con la palla. Tra i due alla fine,  la dimensione del campione sembra averla Hill. Nella vittoria di Domenica a Houston, hanno corso 43 volte. Nella linea difensiva,  i Bengals hanno perso un giocatore dominante come Michael Johnson passato proprio agli avversari di domenica, ma quella che sembrava una forte preoccupazione, in preseason, e cioè il ruolo del Defensive End, sembra essersi risolta brillantemente. In quel ruolo i Bengals hanno trovato Carlos Dunlap, un giocatore del quinto anno che aveva contribuito  nei subpackage della linea nelle ultime quattro stagioni. Dunlap era già un giocatore solido, ma è emerso come stella della linea, ora che Johnson gli ha lasciato il posto. Ma nella DL Dunlap non sta facendo tutto da solo, Wallace Gilberry ha avuto un anno di forte impatto  nella pass rush, assieme al  veterano Robert Geathers.

I Buccaneers hanno  un gioco abbastanza solido  sul defense pass, quindi   Andy Dalton dovrà mettere insieme una prestazione credibile per confermare il suo pass game. Nel corso delle ultime tre settimane, Tampa ha tenuto Matt Ryan , Robert Griffin III , e Jay Cutler a 60 su 90  concedendo  su pass  556 yards (6,18 YPA), solo tre touchdowns in tutto con  due intercetti con dieci sacks. Il reparto wideout a disposizione di Dalton, però è di tutto rispetto, paragonabile solo a quello dei Bears tra le squadre prima menzionate, la sua  distribuzione dei target  quando Green era in campo è stata: AJ Green 65; Mohamed Sanu 50; Jermaine Gresham 31; Hill 9. Dopo aver triturato la secondaria dei Texans  per la sua career-high  di 12 prese, Green  ha dichiarato che si sente a posto al 100%. E meno male. Dalla notte del disastro contro Cleveland, Green ha registrato in due partite  le  linee di ricezione consecutive di 6-127-1 e 12-121. E’ stato dominante nelle tracce  brevi e  intermedie, nove delle  12 ricezioni della scorsa partita  sono state per primi down. Da un punto di vista dei  wide receiver, ci sono in vista gli straordinari per la difesa di Tampa.  Sanu tornato  a giocare a Houston,  facendo vedere che solido giocatore può essere, anche in red zone. Gioca nello slot con Green in campo, Sanu  incrocerà  Isaia Frey  per un suo buon matchup. I Bucs concedono ai TE, ma Gresham non  sembra possa impensierirli più di tanto, è andato oltre le 50 yarde una volta in 11 partite. Alla fine  Gresham  finirà per aiutare in linea il  RT Marshall Newhouse nei blocchi, visto che i Bengals hanno  perso Andre Smith per l’anno.

Da parte dei Bucs,  la sconfitta contro i Bears,  non può non aver lasciato un segno profondo. Una vittoria,  avrebbe potuto rappresentare una speranza  certa di partecipare, a pieno titolo alla lotta per la vittoria di division. Ora, anche se la matematica ancora dà  qualche illusione, sembra che entrare in quel ballo sia realmente difficile. Domenica  McCown, contro la sua ex squadra ha finito per giocare forse la sua peggior partita dell’anno. Alla fine appare un peccato che questa squadra, nonostante il potenziale, non riesca a dare continuità ai suoi risultati.

Sarà interessante  vedere  Michael Johnson giocare contro la sua ex squadra, con cui ha esordito in NFL e in cui ha giocato cinque ottime stagioni, pur arrivando da una stagione molto difficile a Tampa Bay . Non ha dato l’apporto voluto al defensive end  soprattutto per il costo di  9 milioni di dollari l’anno, ma la mancanza  di produzione, nel suo caso, è più che comprensibile. E’ stato infortunato praticamente per  tutta la stagione. Ha giocato con un infortunio alla caviglia nella fase iniziale e sta giocando con una mano rotta in questo momento. Ovviamente ciò lo ha limitato nel tempo e nel gioco. Ma ora che Johnson si avvicina ad essere completamente sano,  potrà rivedersi il giocatore d’elite che conosciamo e dare  ai Bucs l’apporto che si aspettano da lui.

Da quando ha riconquistato il suo posto di lavoro a spese di Mike Glennon tre settimane fa, Josh McCown ha gettato per cinque touchdown e una media di 310 yards di pass a partita. Questa partita, però, non appare proprio come matchup favorevole. Il rapporto  TD/INT  della difesa di Cincinnati nell’anno è un avaro 11:11, e solo i Browns e 49ers hanno un rating inferiore sul  pass avversario (76,2). Indubbiamente Mc Cown ha a disposizione due ottimi ricevitori, in Vincent Jackson e Mike Evans, ma il pass game può risultare complicato. La sua distribuzione nelle sue partenze da titolare è :  Evans 29; Jackson 26, Austin Seferian-Jenkins 14; Louis Murphy 13; Bobby Rainey 12; Charles Sims 10.  I matchups  difensivi su  Evans sono difficili da prevedere, perché gioca X, Z, e anche il ricevitore nello slot. Si muove lungo tutto il campo aperto offensivo. Indipendentemente dell’avversario, Evans si è  guadagnato un ruolo da WR1  con anche finalità a chiudere con otto touchdowns nelle sue ultime sette partite. Anche  V-Jax è un giocatore che ama muoversi molto. Ha fatto due lunghe ricezioni contro i  Bears nello slot vincendo il matchup sul CB Demontre Hurst . Jackson nelle ultime tre partenze  di McCown è andato (ric/yde)  8-75, 3-43, e 5-117. E’ un target da prendere con le molle, se si copre con molta attenzione su Evans. I Bucs poi ultimamente hanno rimesso in pista il player-slot  Murphy per un 6-113 al Soldier Field. E’ stato un attimo o c’è un disegno definitivo? Murphy è entrato nella Settimana 12 con meno di 20 yards in quattro settimane consecutive, ma forse il fattore sorpresa è stato già giocato. Seferian-Jenkins ha lampeggiato qualche volta in questa stagione, ma per lo più ha giocato male sul campo. I Bengals hanno limitato i Browns, i Sants, e Texans nelle corse a 298 yards su 90 tentativi (3.31 YPC) nella somma delle tre partite. Difficilmente  i Bucs possono sperare di vincere grazie al backfield.

Tutto sommato una partita da vedere, con due ottimi wideout che affrontano due difese che hanno trovato la loro dimensione nello scorrere della stagione, ma la differenza qui la faranno i runnung game, decisamente spostato verso i Cincinnati e il matchup tra quarterback, dove il talento, il braccio, la precisione di Dalton dovrebbero prevelere, sempre che non vada incontro ad uno dei suoi inspiegabili momenti di amnesia dal football.