Chargers Week #13: Le due componenti imprescindibili

Vincere una partita come quella di ieri attiene decisamente a due componenti imprescindibili, bravura e fortuna senza le quali, come noto, non si va da nessuna parte. Ora, sarebbe interessante poter dire quale delle due abbia giocato un ruolo maggiore in quel di Baltimore ma è davvero difficile seppure io propenda per la prima delle due, sommata ogni cosa.

Siamo stati sotto nel punteggio sin da subito e per lunghi tratti abbiamo mostrato di patire e non poco i Ravens. D’altronde la squadra di Harbaugh è una signora squadra che negli anni ha saputo rinnovarsi sostituendo autentiche leggende e restando sempre competitiva. Il quarterback è tra i più sottovalutati della lega ma se in molti inneggiano al nostro Rivers, bisogna dire che Flacco è la stessa tipologia di giocatore con qualche abilità minima in più fuori dalla tasca e non inganni la sua serafica calma che gli ha fatto affibbiare il soprannome di Schulziana memoria, Joe Cool. Il giovane RB Forsett sta correndo benissimo dietro a una ottima linea di attacco in cui eccelle Yanda (e non solo), oggi a mio parere la migliore guardia della lega, linea cui l’avvento di Gary Kubiak come offensive coordinator ha portato nuova linfa. Tra i receivers e i tight end i redivivi Steve Patiamo da subito i ritorni di Jones che si riveleranno quasi decisivi e patiamo ancora e mi sono stancato di sottolinearlo da due anni la gamba corta di Novak, sempre splendido come calciatore di field goal ma un disastro come calciatore di kick off. Subiamo il primo td nel primo quarto per un adeguamento errato da parte di Weddle che sul motion del wr, shifta correttamente all’interno sul flanker lasciandogli però un cuscino troppo ampio consentendo così a Smith di ricevere a una mano in endzone. Al secondo gioco offensivo un errore di Rinehart consente ad un giocatore di linea di difesa di toccare il gomito di Rivers il quale lancia la palla nelle mani di Daryl Smith che realizza il più comodo degli intercetti mentre Fluker commette il primo errore di una partita non certo da incorniciare facendosi sanzionare per un holding ai danni di Canty. Subiamo però solo un field goal per il 10-0. Nel drive successivo, eseguiamo ben 13 giochi per 80 yds con quattro terzi down chiusi su Royal, due su Gates e con Mathews in posizione di fb nella più improbabile delle I formation con Royal schierato tailback. In red zone ci presentiamo con un Jumbo package con 3 tight end che shiftano sul lato sinistro aprendo in mezzo la difesa dove si incunea Allen che riceve in tuffo in modo spettacolare in td.

Subito dopo concediamo solo un field goal per il 13-7 ma nel corso del drive si vede per la prima volta la situazione di gioco che si ripeterà almeno cinque volte durante la partita in cui Flacco ha a disposizione incredibilmente cinque secondi circa per lanciare.

Nel drive successivo, a parte una distrazione di Rivers il quale non approfitta di una palese indecisione nel posizionamento della difesa nel corso di una massiccia sostituzione di personale che sarebbe potuta essere fortemente punita pure con una semplice qb sneak, a un certo punto il bubble screen su Royal sembra la giocata decisiva che può portarci al sorpasso se non fosse che il flanker, dopo un ottimo guadagno, venga colpito da Fluker nel tentativo maldestro di aiutarlo. Risultato: fumble e palla ai Ravens nella loro red zone! Siamo bravi per la seconda volta a non far capitalizzare i nostri avversari il secondo turnover se non con un altro field goal ma quando torniamo in attacco gli arbitri commettono un palese errore in un’azione decisiva quando nella stessa azione prima chiamano una violenza non necessaria su Floyd poi annullata, chiamano un uso illegale delle mani di Suggs inesistente e non vedono un evidente holding di Dunlop. Alla fine della fiera Novak ne mette dentro uno dei suoi dalle 52 e si va al riposo sul 10-16.

Ad inizio ripresa Novak segna altri 3 punti ma dopo un ottimo ritorno di Jones, un roughing the passer di Weddle in blitz spiana la strada al touchdown ancora di Smith su Wright che con una deep slant fora la copertura di Gilchrist risalito sul tight end.

Quando ritorniamo in attacco, la linea gestisce nel peggiore dei modi uno stunt ben congegnato che libera al centro Suggs il quale realizza un sack su Rivers mentre Roinehart e Watt sono risucchiati sul lato sinistro e Troutman legge troppo tardi. Nell’occasione, dopo Hardwick, Legursky, Ohrnberger, perdiano anche Watt e registriamo l’esordio del quinto centro, Robinson.

Nell’ultima azione del terzo quarto si registra il primo punt della partita e all’inizio dell’ultimo periodo, dopo due primi down di Allen e Royal, andiamo a segno con una bellissima draw di Mathews dalla shotgun il quale segue magnificamente il kick out block di Rinehart sul DE isolato da Gates che invece taglia fuori Smith. Mancano 13 minuti alla fine e siamo sotto di 3 punti ma il drive difensivo è abbastanza disastroso perché concediamo prima l’ennesima bootleg mal letta soprattutto da Ingram sulla quale concediamo un guadagno centrale di 38 yds, poi su un terzo e 8 Gilchrist commette un sanguinoso holding. Poi una corsa di 14 yds di Forsett e sul successivo terzo e 9, Smith da solo perde palla in endzone ma nell’azione viene chiamato un offside a Walker e come se non bastasse un pass interference a Wright. Primo e goal dalle 3 yds sul quale difendiamo benino anche con un bel placcaggio senza casco dello stesso Wright ma molliamo sulla sneak di Flacco sulla quale Lissemore, autore di un buon drive, si lascia trascinare dietro di parecchie yds dal double team di Zuttah e Yanda.

Siamo sotto di dieci quando torniamo in attacco e con 6 minuti alla fine ed è Allen il mattatore di un drive di 6 giochi per 77 yds che si chiude con una fade non lanciata al meglio ma che porta il punteggio sul 27-30. Il ritorno di 70 yds di Jones ci da conferma di tutti i dubbi palesati sul nostro special team ma per fortuna una buona pressione della linea di difesa per la prima volta nella gara costringe i Ravens ad un field goal.
Torniamo in attacco sotto di sei punti con la palla sulle nostre 20 yds e 2,20 alla fine della gara e senza time out. Allen chiude due primi down prima del two minutes warning. Rivers lancia intenzionalmente a terra su un bubble screen ben coperto dalla difesa ma subito dopo cerca profondo in end zone Floyd sul quale Levine commette pass interference. A quel punto, con una chiamata inaspettata, cioè uno slip screen su Royal ben assistito da Allen e da Dunlop mettiamo a segno l’insperato touchdown del sorpasso del 34-33 dopo un drive di 8 giochi per 80 yds.

Mancano 32 secondi e i Ravens non hanno time out. Iniziamo con una linea a 3 poi passiamo a 4 per ritornare con una dime con 3 DL. I Ravens chiudono un primo down e fermano anche il cronometro. Sul gioco decisivo però a 6 secondi dalla fine, Flowers completa una partita quasi perfetta placcando il ricevitore all’interno del campo facendo così scorrere il tempo residuo.

Vittoria al cardiopalma dopo esserci ritrovati a rincorrere per tutta la gara. Merito ai ragazzi di averci creduto e a Rivers di aver comandato la barracca con piglio e bravura nei momenti decisivi. In difesa abbiamo patito e troppo gli stretch play e le inside zone e in generale lo zone blocking impostato da Kubiak e non siamo stati mai capaci di mettere pressione su Flacco il quale ha potuto giostrare sia in tasca che soprattutto fuori con una serenità tipica da parco durante le partite primaverili di flag football. Flowers invece dal suo canto ha praticato annullato Steve Smith e Corey Liuget per larghi tratti contro le corse è stato un fattore determinante.

In attacco anche il quarto infortunio nello stesso ruolo di centro, circostanza che attiene davvero alla sfortuna più nera, non ha impedito pur in presenza del rookie Watt e dell’esordiente Robinson entrato nel momento decisivo, di segnare 34 punti e di dare una discreta continuità al gioco. Da registrare purtroppo in linea la prestazione di Fluker che è alla sesta false start della stagione (secondo della lega in questa perniciosa classifica).

Al di là però di ogni considerazione, decisivi sono stati tutti i terzi down chiusi, statistica nella quale a fine partita eccelliamo dopo il fantastico 7 su 7 del primo tempo.
Le statistiche dei ritorni sono davvero un fallimento e le colpe vanno divise tra Novak riguardo i kick off e Spencer che non è stato capace al momento di assicurarci squadre che ci diano posizioni di campo degne. Gli squib kick iniziali poi non sono stati per niente una grande idea.

Al netto di tutto ciò, la vittoria è fondamentale perché ci mette in una posizione importante di classifica, forti della quale poter affrontare le prossime quattro difficilissime partite che ci attendono nel terribile mese di dicembre ad iniziare da quella contro i Patriots.

GO BOLTS !!!

 

RAVENS2014