Redskins Week #13: Ennesimo disastro della squadra della Capitale
Una cosa è certa. I disastri di Washington di quest’anno, non sono ascrivibili ai quarterback. O perlomeno non solo a loro. La squadra della capitale chiude lo scontro con i Colts con un differenziale di 22 punti e per la seconda volta ha subito più di 40 punti, con gli Eagles lì vicino, a 37. Il fumo negli occhi del problema al QR e la mancanza di crescita di RG3 nel ruolo coprono mancanze abissali nel roster e nel coaching. L’uscita di scena di Griffin dalla franchigia non risolverà nulla, se non si prenderanno decisioni ben più drastiche. Evidentemente è assodato che il proprietario Snyder poco capisce di football ad alto livello, ma questo sarebbe un problema da poco se avesse accanto uno staff illuminato, che sappia compiere le scelte in FA e nel Draft, e che queste seguano un progetto complessivo atto alla crescita del team. Purtroppo non è il caso. Il GM Allen sembra mancare di ogni logica nelle scelte strategiche della squadra, e quindi anche lui avrebbe bisogno, accanto, di qualcuno che sappia come gestire la franchigia, se non al posto suo. Anche in questa ottica si può leggere l’errore, ormai eclatante, di Jan Gruden ad Head Coach, in cui si è visto, innanzi tutto, come lo stesso abbia mancato la regione primaria del suo incarico, e cioè la crescita di Griffin, ma non è riuscito neppure a dare una connotazione ed un carattere ad una squadra che era certamente nata male, ma che si è dimostrata gestita peggio. Anche in attacco, suo ex lavoro di coordinatore, si sono evidenziati limiti impressionanti. Ci sarà tantissimo ma fare ma i dubbi più fondati sono sul front office e sul coach staff, e sulla capacità che questi possono avere ad impostare un team vincente. Certo, alla fine, in tutti i sensi, McCoy ha fatto la sua partita. Da un backup non si può chiedere di più. Ha giocato male all’inizio, quando, forse un altro passo offensivo avrebbe messo pressione ad Indy, non sfruttando favorevolmente un paio di turnover, ed è cresciuto quando probabilmente la difesa avversaria aveva abbassato la tensione, visto il differenziale nel punteggio. Alla fine ha raccolto un 31 su 47 con il suo massimo di carriera di 392 yarde, ed un suo career high è anche il numero di tre pass da TD, ricordando molto la prestazione di Cousins contro gli Eagles, con il punteggio meno in bilico. Alla fine Washington è 3-9 con quattro sconfitte di fila. Andrew Luck ha fatto vedere come un quarterback franchising deve giocare, mentre Robert Griffin III ha trascorso la Domenica a prendere appunti. Il tanto atteso scontro tra le prime due scelte al draft dal 2012 è stato a senso unico con uno a scaldare la panca e l’altro (Luck) a lanciare per 370 yards e un career-high di cinque touchdowns. Ha infranto il record della franchigia di Peyton Manning sul più alto numero di partite sopra le 300 yard in una stagione. Luck ne ha 10.
Inoltre è diventato il quinto giocatore NFL dal 1970 ha vinto 30 partite di regular season nelle prime tre stagioni, e si è unito al breve elenco di giocatori che ha lanciato per 4.000 yards in due delle loro prime stagioni, un club che include solo Manning e Dan Marino.
A parte le palle perse dei primi due drive di Indy, Luck è stato impeccabile.
Il Coach Jay Gruden , ovviamente, rifugge le sue responsabilità dichiarando che sono i giocatori dei Redskins che devono giocare meglio.
Ogni partita, settimana dopo settimana, o perché si sono saltate le assegnazioni o perché si perdono il giocatore, la secondaria di Washington mette insieme prestazioni imbarazzanti. Non conta panchinare Robert Griffin III. La sconfitta è di 22 punti. E questo è ciò che i Redskins devono temere di più. Con Griffin in panchina, altre parti dell’organizzazione verranno messe sotto duro esame. Quello si è visto dopo il crollo di Domenica è questo: la strada è lunga e richiederà una ricostruzione che metterà alla prova la loro capacità di costruire un team vincente. Non si risolve nulla mettendo a quarterback Colt McCoy. Non è stato lui il problema, ma neppure la soluzione. Non è la risposta, quando si tratta di vincere o perdere. Parte della ragione per cui i Redskins hanno voluto fare partente McCoy è che si sarebbero sentiti maggiormente in grado di valutare il roster. Ma ciò che dovranno valutare non è solo il roster. E ‘il modo in cui è messo insieme. E ‘il modo in cui è allenato. E’ tutta la squadra. Quando per il secondo anno il team è ultimo di divisione, è difficile vedere una via d’uscita. Cosa esattamente si può fare per uscire da questa buca? Su cosa e su chi si dovranno basare. Ma da quale parte si faranno avanti per tentare di raddrizzare la barca? Il QB? La OL? La secondaria? La pass rush? Gli ST? La squadra, si sa, ha pochi giocatori d’elite. In effetti due, Trent Williams e DeSean Jackson. Ancora con qualcosa da dare al team Reed, Morris, Kerrigan, forse Lichtensteiger, forse Hatcher, qualche prospetto e poco altro. David Amerson? Ha sempre gli occhi nel posto sbagliato. Certo è giovane, ma come tanti che già si stanno affermando. In fondo ha già 28 partite giocate. Anche lui sarà da valutare nel futuro. Ovvio, il problema della secondaria non è solo lui ma è uno dei fattori da valutare più attentamente. Ci sono sicuramente le colpe degli allenatori difensivi, sono loro ad essere in carica in quel ruolo, dopo tutto. Ci sono poche opzioni nella secondaria; troppi infortuni e troppa inesperienza.
La difesa è stata fatta spesso a pezzettini, come quando Daniel “Boom” Herron è andato su una corsa da 49 yard nel secondo quarto, in più D’Qwell Jackson ha dato hai Colts po’ di respiro a metà del terzo, quando ha raccolto un fumble su un quarto-down di McCoy ed ha corso per 35 yarde per il secondo touchdown della sua carriera, portando il punteggio sul 35-17.
McCoy da parte sua, ha lottato tra due tacklers, facendo il Griffin, per trovare Logan Paulsen per un TD da 16 yarde, per tagliare il deficit di 21-10 del primo tempo, a 21-17. Tre giochi più tardi, Luck ha trovato Donte Moncrief lungo in bordo per un TD da 48 yard.
Dopo di che Jackson, come detto, ha segnato sul fumble di McCoy, e McCoy ha risposto con un 42-yard TD su pass per DeSean Jackson .
Luck poi a messo in moto Coby Fleener , che ha rotto un tackle di Everette Brown e se n’è andato per 73 yarde a marcare il 42-24. Fleener ha finito con quattro catch per 127 yards e due TDs.
Il Colts in più hanno siglato con Moncrief libero dalla metà con un pass di Luck da 79-yard. Moncrief ha catturato tre passaggi per 134 yards.
A Washington Jordan Reed ha avuto nove prese per 123 yards, e Jackson cinque per 84 yarde, prima di uscire per una contusione alla gamba destra. Alla fine Indy ha avuto il suo punteggio più alto dal novembre 2004. E’ evidente che la difesa di Washington si è sbriciolata sotto i pass di Luck. Era ampiamente previsto, vista la situazione della secondaria, ma il livello di umiliazione subita supera ogni più nera previsione. E’ difficile trovare una risposta unica ai disastri difensivi. Forse l’uscita di scena di Orakpo nella linea, è stata più grave di quello che i numeri della sua pass- rush lasciavano presagire. Sicuramente gli incidenti hanno lasciato il reparto in un sottile strato di resistenza. La cover della secondaria è imbarazzante. Troppe volte si vedono difensori in doppia copertura e un attaccante che passeggia solo soletto. E’ quello che si è visto sul tight end Coby Fleener che si è fatto mezzo campo in beata solitudine, fino al touchdown. Keenan Robinson lo teneva sulla linea, poi ha ruotato verso destra portando tre difensori su due ricevitori e nessuno a coprire su Fleener. E’ successo un paio di volte in partita. Qui non si tratta di corner giovani, anche se c’è questo, ma alla fine è solo una parte del problema. Ci sono falle nello schieramento troppo evidenti, e il coaching non può liberarsi della responsabilità parlando di gioventù, concentrazione o comunicazione tra i giocatori.
Anche le scelte sul quarto e 1 non hanno funzionato, ed è un problema di scelte. I Redskins tendono a rinunciare a penetrazioni in quelle situazioni di breve yardage e per Alfred Morris il successo principale derivava da lanci verso l’esterno. Eppure, Gruden sapeva essere aggressivo, nel suo passato da OL, e aveva una difesa che stava regalando punti. Il tight end Logan Paulsen ha ammesso che lui e Trent Williams avevano bisogno di comunicare meglio in modo da poter uscire per prendere il linebacker in blitz. Nessuno lo ha fatto; Colt McCoy è stato sackato con un fumble e con il risultato di un touchdown. Nella seconda situazione da quarto-down e corto Gruden ha deciso per il kick, quando ai Redskins occorrevano ben più di tre punti.
Ma questa partita è stata persa nel primo tempo. I Redskins hanno causato tre palle perse e convertito questo tesoro in tre punti. Si può incolpare la difesa per tutto quello che è successo nell’arco del match, ma quando non riesci a convertire in punti le ottime posizioni in campo, come è successo a Washington nel primo quarto, la colpa è dell’attacco. I I Redskins hanno causato dei turnover nei primi due drive dei Colts, e sono finiti sotto per 7 a 3 nel loro terzo.
Il corner David Amerson ha detto che non era colpa sul pass da touchdown di Fleener ( da 30-yards nel primo quarto). Sembra che sia una canzoncina piuttosto usuale tra i corner di Washinton, questa stagione. Amerson è stato risucchiato da TY Hilton all’interno, insieme con la safety Brandon Meriweather e l’esterno si è spalancato. Il linebacker Trent Murphy ha cercato di andare su Fleener, mentre nessuno cercava di coprirlo. Non era quello il suo lavoro. Non era lui che avrebbe dovuto farlo, anche se Amerson dice “Non era mia responsabilità”.
E ‘un piacere guardare Andrew Luck giocare a quarterback. Non è perfetto e sotto pressione ha fatto una cattivo lancio che ha portato ad una intercettazione, mettendo il suo piede posteriore contro Jason Hatcher in corsa verso di lui. Ma altre volte, e questo è dove la sua dimensione aiuta, è in grado di accelerare nella tasca sapere in quanto tempo deve liberarsi della palla. Luck fatto alcuni lanci formidabili lanci, dando ai suoi compagni la possibilità di correre dopo il catch ed avere una posizione ideale di presa.
I Colts vanno benissimo in attacco, ma è un po’ misterioso il motivo del continuo uso di Trent Richardson. hanno giocatori di talento in tante posizioni, un grande quarterback che compensa un runner improduttivo. Ma se vogliono procedere con buone speranze nei PO, servirà qualcosa di più nel running game, ed un Rice libero e disponibile potrebbe essere una tentazione alla quale è difficile resistere.
Ritornando alla lotta che McCoy ha fatto con due tacklers, che ha portato al TD da 16-yard di Paulsen è perlomeno originale ricordare come, due settimane fa contro Tampa Bay, agli allenatori non erano per nulla contenti del fatto che Robert Griffin III fosse andato fuori tasca nel tentativo di liberarsi dai tackle e cercasse di mantenere vivo il gioco. Allora fu sackato. McCoy nella stessa condizione, ha gettato un touchdown. Alla fine è stato un buon gioco, perché ha segnato, ma per Griffin, una decisione uguale ha attirato dei giudizi negativi. Non deve essere solo l’esito che rende positive le scelte nel football. Certo McCoy ha giocato con ottimi numeri. Ma quando serviva un pass preciso, un down chiuso, nella delicata fase iniziale, lui non c’era. Le sue yarde sono arrivate tardi, quando la partita era ampiamente decisa, facendo segnare 27 punti, ma senza tenere mai i Redskins in partita.
Non c’è una sola persona all’interno dell’organizzazione che dovrebbe stare tranquilla per i prossimi mesi. Nessuno. Gruden non può sfuggire alla critica su di lui. Se il gioco del quarterback non è buono, per la maggior parte, la colpa è sua. McCoy potrà far bene ma non sarà la soluzione del futuro. La OL è completamente da rifondare, come la secondaria e la DL ha buchi enormi, cominciando dal linebacker esterno. Certo non si tratta solo di sparare sull’ allenatore. Si tratta di vedere se si è in grado e se si ha la volontà di costruire qualcosa. E non sarà cosa facile, da come la franchigia è finita, pure facendo presto ci vorranno almeno tre o quattro anni. Queste ultime settimane dovranno stabilire l’identità della franchigia. La parte più difficile è ammettere che non è questione di squadra, ma questione di organizzazione. Sono mali difficili da capire e lunghissimi da curare. Sono veramente troppe le cose che non funzionano, e nel gomitolo da sbrogliare, non si vede il capo. D’ora in poi ci saranno domande sul quarterback, sulla secondaria e anche sul coaching. Ma le domande non devono e non possono finire qui. Queste ultime quattro partite non sono prive di significato, non per tutte le persone coinvolte. Qui c’è bisogno di capire come si deve affrontare quella che sarà una lunga offseason.

