NFL Week #13: Miami Dolphins @ New York Jets recap
Quello che un tifoso spera e quello che “si sente” sono due cose differenti.
Le squadre che si fronteggiavano al Met Life Stadium nel Monday Night Football di week 13 venivano sì da 2 sconfitte, ma se Miami aveva perso di misura (39-36) a Denver, New York aveva subito un pesantissimo
38-3 a detroit (campo neutro) dai Buffalo Bills.
Se aggiungiamo anche il record delle 2 squadre (6-5 Dolphins, 2-9 Jets) questa partita un tifoso dei ‘Fins SPERAVA fosse facile, ma “SE LA SENTIVA” che sarebbe stata una battaglia, perchè come del resto molto spesso accade tra le 2 squadre è più la componente nervosa, derivata dalla grande rivalità, che quella tecnica a fare da padrona.
E così è anche questa volta.
I Jets scendono in campo “cattivi” e prendono presto in mano la partita grazie ad un bel TD su corsa di Salas che approfittando di un ben giocato schema di End Around si invola per 20 yards fino alla EZ (Kick good).
Miami non riesce a reagire e dopo un 3 and out nel primo possesso arriva in zona field goal, ma a causa dell’errore di Sturgis (3/4) rimane al palo.
Sono invece i Jets ad allungare all’inizio del secondo quarto con un FG di Folk (2/4) che porta il punteggio sul 10-0.
Altro Punt dei Dolphins, che proprio non riescono a trovare la chiave per aprire una difesa tosta come quella che i Jets propongono oggi e che permette agli uomini di Ryan di tenere lontani gli avversari dalla endzone.
Palla nuovamente a NY, che orchestra un lungo drive con RB Johnson sugli scudi e, alla fine, autore della sua miglior prestazione stagionale con 105 yards percorse in appena 17 portate.
Purtroppo per i Jets il drive si conclude con un FG sbagliato e i Dolphins hanno il tempo per portare a termine una serie offensiva che, grazie ad un calcio stavolta buono di Sturgis, permette di avvicinarsi nel punteggio: 10-3 e tutti negli spogliatoi.
Nel secondo tempo Tannehill (25/35, 235, 1 INT) dispensa meglio la palla e anche Miller corre meglio (13×56, 1 TD) e i Dolphins mettono subito altri 3 punti a tabellone: 10-6 Jets.
NY non ci sta e dopo un altro drive che vede Harvin e Ivory dividersi le portate di palla giungono in zona FG e allungano grazie a Folk: 13-6.
Altri 2 punt, uno per parte, e nel successivo possesso Tannehill si fa intercettare (in maniera molto sfortunata a dire il vero).
Sembra la resa e i fantasmi dell’ultima partita della scorsa stagione si affacciano a deridere Coach Philbin e i suoi ragazzi.
I Jets però decidono loro malgrado di non approfittarne e il terzo quarto si chiude sul 13-6.
Nel quarto quarto avviene ciò che oramai pareva impossibile: i Dolphins iniziano a giocare.
Dopo un punt che costringe NY sulle proprie 5, la difesa ferma gli avversari (riuscendo quasi a recuperare un fumble per un pessimo handhoff Smith (7/13, 65, 1 INT)-Johnson) che restituiscono palla in una posizione di campo invidiabile (39 Jets).
“Ora o mai più”.
Tannehill, che trova 2/3 bersagli non facilissimi, e Miller confezionano il drive del pareggio che lo stesso Miller chiude con un TD da 4 yards.
A 10 minuti dalla fine il punteggio è sul 13-13.
Palla ai Jets che la tengono per circa 5 minuti arrivando in zona-calcio; Folk sbaglia il 2° field goal della giornata e si resta in parità.
Non sbagliano invece i ‘Fins che nel possesso successivo piazzano il calcio decisivo con Sturgis che porta il punteggio sul 16-13 per il primo vantaggio della giornata a 2’ dalla fine
La partita ora è nelle mani di Smith, visto che il tempo è poco e bisogna “andar di lanci” e il QB di NY prontamente piazza l’INT finale nelle mani, quelle sì vittoriose, di Reshad Jones.
Finisce con un sospiro di sollievo ed una vittoria molto importante una partita combattuta soprattutto a livello nervoso, come già detto.
I Jets non meritano il pessimo record che hanno e che è più figlio di una pessima gestione del Cap negli ultimi 5/6 anni che dell’incapacità di Rex Ryan.
La perdita di giocatori importanti come Revis e Cromartie (e non solo) per pagare onerosi contratti ad atleti sopravvalutati o mal gestiti (Sanchez), i Draft mai fatti benissimo, la mancanza di un Quarterback di livello e un GM incapace di gestire una squadra ha portato i Jets a sostare nelle zone basse della lega da oramai 4 anni e sembra che non si veda la luce alla fine del tunnel a meno di trovare già nel prossimo draft un QB capace di gestire l’attacco.
Alla fine pagherà l’HC Rex Ryan, forse l’unico punto fermo che la prorietà dovrebbe avere.
I difetti dei Fins sono sempre quelli: mancanza di capacità di Philbin nel gestire i TO e il tempo in generale, mancanza di capacità di Tannehill ad andare oltre le 20 yards (19% in carriera) e mancanza di modificare assetto difensivo di Coyle nell’immediato (oltre 300 yards su corsa prima di piazzare l’8vo man nel box sono troppe).
Però una partita così lo scorso anno sarebbe finita con una sconfitta, percui i segnali di miglioramento continuano, soprattutto in Tannehill che piazza la 5^ partita consecutiva col 70% di completi (cosa mai riuscita a Dan Marino o Brees, o Young o Brady) e dimostra di riuscire a rimanere lucido e freddo nel drive del pareggio.
Ora Miami è al 6° posto (ultimo utile per la WC) e domenica ci sarà uno scontro da detro o fuori con i pari record (7-5) Baltimore Ravens.
Ci vorrà una partita migliore da entrambi i lati del football per poter sperare in un vittoria e Philbin ha un giorno in meno rispetto ad Harbrough per prepararla, ma si sa che poi conterà lo stato psicofisico più di ogni altra cosa.
A dicembre è così, lo è sempre stato e sempre, probabilmente, lo sarà.

