Texans Week #15: Houston @ Indianapolis 10-17
I Colts sono matematicamente campioni della AFC South! Dopo una dura battaglia, combattuta fino alla fine, i padroni di casa riescono a chiudere i giochi nel proprio girone battendo i Texans che, con onore, ci provano fino alla fine nonostante le difficoltà e gli infortuni.
Analisi Houston Texans:
-OFFENSE-
QUARTERBACK(S)
La partita di Ryan Fitzpatrick non inizia nel migliore dei modi, ma finirà anche peggio. Il quarterback di Houston infatti, fatica tantissimo a mettere a segno qualche completo decisivo, anche a causa della buona copertura della secondaria di Indianapolis; se la cava comunque con qualche scramble niente male. Purtroppo per lui,sarà proprio il gioco di corse a costargli caro: durante l’ennesimo scramble, uno scontro troppo duro lo costringe ad abbandonare il campo. Brutte notizie per i Texans: gamba rotta per Fitzpatrick e fine della sua stagione, dopo l’infortunio di Ryan Mallett di qualche settimana fa.
Fuori Fitzpatrick quindi e dentro Tom Savage, il rookie qb pescato dai texans nel quarto round dell’ultimo draft.
Purtroppo però il suo esordio è un mezzo disastro: Savage commette subito un fumble in un hand-off, regalando così la palla ai Colts, che segnano subito un touchdown. Non si possono dare troppe colpe al giovane qb, ritrovatosi in campo in una situazione non facile, ma la sua prestazione di certo non è stata brillante: troppo tempo per liberarsi della palla, o solo per muoversi nella tasca, pochi completi e tanti lanci sbagliati.
L’incubo per i tifosi texani sembra non finire mai, quando nell’ultimo tentativo di riprendere la partita, anche Savage inizia a zoppicare dopo un tackle, e sembra debba entrare il punter Shane Lechler come QB. Fortunatamente Savage però riesce a rimanere in campo per tentare l’ultimo lancio, ma fallisce e la sconfitta arriva comunque.
RUNNINGBACKS
Per Arian Foster sarà una partita impegnativa dall’inizio alla fine, ma comunque è uno dei pochi in attacco a non mollare. Con un passing game praticamente nullo, è facile per la difesa di Indianapolis concentrarsi nel fermare il RB di Houston, che infatti fatica molto a trovare i varchi giusti. Tuttavia, soprattutto dopo l’infortunio di Fitzpatrick, le chiavi dell’attacco sono pienamente affidate a lui, costretto a sudare e prendere botte per tutta la partita, con l’intento di guadagnare qualche yard. L’aiutante Alfred Blue prova a dargli una mano, ma è comunque Foster che fa il grosso del lavoro. Ovviamente però, come già detto, senza vere armi offensive alternative un attacco di sole corse non basta, specie quando si è sotto e il tempo continua ad andare.
WIDE RECEIVERS
E’ veramente difficile commentare la prestazione del pacchetto ricevitori di Houston: fino a quando Fitzpatrick è in campo arrivano pochissimi palloni, un po’ per difficoltà, un po’ per un gioco più incentrato sugli scramble e sulle corse di Foster. Quando entra in campo Tom Savage si vede qualche lancio in più ma davvero troppa poca cosa per poter veramente analizzare la prestazione dei receivers di Houston. Come già detto, il fulcro dell’attacco texano è Foster e il passing game non è praticamente mai una vera alternativa. Comunque sia, le poche volte che l’ovale arriva, DeAndre Hopkins fa il suo e si dimostra “sempre presente” anche in questa partita, come spesso è stato quest’anno. Posey, Johnson e Griffin insieme prendono tanti palloni quanti Hopkins da solo (5), appunto, davvero troppo poco per giudicare.
OFFENSIVE LINE
La prestazione della linea offensiva di Houston non è certo stellare, ma nemmeno da criticare poi troppo. E’ vero: Foster fatica immensamente a trovare dei varchi tra i suoi, e spesso deve fare praticamente tutto da solo; d’altra parte però, Fitzpatrick per il poco tempo che è stato in campo, non ha mai avuto grossi problemi nel trovare il tempo di lanciare o nel cercare il buco giusto per una corsa. Vero è anche che la copertura della linea su Savage è stata decisamente più molle, ma è comprensibile anche un po’ di demotivazione nei giocatori texani in una partita così sfortunata.
-DEFENSE-
DEFENSIVE LINE
Tutta la difesa è senza dubbio la protagonista di una partita di grinta e carattere, fino all’ultimo secondo; se la partita è stata così equilibrata, si può dire che è stato solo grazie al reparto difensivo che, nonostante l’infinito tempo passato in campo a causa dell’inefficienza offensiva, ha saputo fermare l’attacco di Indianapolis più volte in fasi importantissime della partita. Inutile dire che il leader, carismatico e non, di questo reparto è stato il solito JJ Watt che ha giocato un’altra partita di alto livello (6 tackles e 2 sack per lui). I suoi compagni di reparto Pickett e Crick giocano una partita di supporto, e l’intero front 3 si rende più volte protagonista, specialmente in diversi 3rd & short, riuscendo a fermare i Colts.
LINEBACKERS
Come già detto, tutta la difesa gioca una grande partita e così anche il reparto dei linebackers fa la sua parte.
Da evidenziare l’ottima partita di Mike Mohamed, sicuramente il migliore del suo reparto, mentre è davvero da dimenticare la prestazione, o meglio la “non-prestazione”, di Brian Cushing, totalmente assente durante tutta la partita, chiudendo con 0 tackle.
SECONDARY
Il reparto che più impressiona nei Texans è senza dubbio questo. La difficoltà maggiore per Andrew Luck è proprio trovare dei ricevitori liberi, costantemente marcati dai defensive back di Houston, che non concedono nulla. Subito da inizio partita è il reparto che fa più paura all’attacco dei Colts; e proprio da qui arrivano le giocate più importanti dei texani: prima l’intercetto di Kendrick Lewis ritornato in touchdown (l’unico segnato dalla squadra texana); poi il secondo turnover della partita di A.J. Bouye che strappa la palla dalle mani di Reggie Wayne.
E’ proprio questo quindi il reparto dei big plays texani, ma l’intera difesa è costretta a rimanere davvero troppo tempo in campo e dopo un po’, anche in questo reparto si è costretti a concedere qualcosa.
CONCLUSIONI
Si chiudono qui le speranze, già deboli, di playoff per i texani, che crollano ma con onore. Se infatti l’infortunio di Fitzpatrick e l’addio ai playoff sono le brutte notizie, di positivo si è vista tutta la grinta che la squadra (specialmente la difesa) ha messo in campo fino alla fine. Houston infatti, anche dopo l’uscita del qb, non si è data per vinta e ha continuato a lottare con le unghie e con i denti fino all’ultimo istante. Ovviamente con il terzo quarterback come titolare, con un attacco così sterile e contro degli avversari così ardui, la difesa per quanto solida e incisiva non poteva vincere da sola la partita; ma certo non si può dire che i ragazzi di Houston non ci abbiano provato fino alla fine.

