NFL Week #16: Minnesota Vikings @ Miami Dolphins preview

Minnesota at Miami è una gara che porta il sapore dei tempi andati, e che attualmente sembra essere destinata, nell’immediato, solo a produrre il prestigio della vittoria. Da una parte, Minnie ha lavorato profondamente nel suo roster ed ha trovato un equilibrio ancora precario, dopo le decisioni più o meno obbligatorie in tema di gioco di corse e posto in cabina di regia, ed un inizio 2-5 quantomeno mortificante, le ultime due gare serviranno per trovare qualche sorriso, specialmente se dovesse arrivare una vittoria in Week #17 contro i Bears.

Il 6-8 che sta scaturendo a Minneapolis lascia più che altro speranzosi per il futuro, e si può probabilmente ritenere meno amaro del record di 7-7 che detengono i Dolphins. Anche se Miami ha ancora qualche cartuccia da sparare per la post season, ma dovranno fare parecchi cilecca i fucili altrui perchè i ragazzi di Joe Philbin approdino ai playoff.

Miami sembrava essere in grado di terminare i suoi cinque anni di assenza dai playoff con un record di 5-3 a metà stagione, ma da lì in poi è stato un calvario che ha messo in discussione tutto il lavoro del coaching staff, scoprendo un attacco anemico da 14 punti a gara nelle ultime tre, ed una difesa che ha subito 69 punti nelle ultime due settimane. 213 yard su corsa, Ryan Tannehill che ha lanciato due touchdown e tre intercetti, e messo col culo per terra 10 volte sono la sintesi delle ultime tre gare. Jarvis Landry è stato una delle poche luci offensive di Miami, otto ricezioni per 99 yard anche contro i Patriots. Landry è il miglio WR dei Dolphins con 71 ricezioni ed è secondo per yard con 672 e cinque touchdown.

La sconfitta 41-13 in casa di New England domenica scorsa ha alimentato ulteriori speculazioni sul licenziamento di Philbin a fine stagione. Philbin ha snocciolato la solita dichiarazione sul fatto che ci sia delusione e ma che si lavora una partita per volta, e l’obbiettivo ora è battere Minnesota, nulla di nuovo, praticamente una fotocopia di una qualsiasi dichiarazione di un qualsiasi allenatore che sta deludendo. Miami è in fase calante anche nell’unità difensiva che ha costretto solo cinque palle perse in sei partite ed ha registrato sei sack nelle ultime cinque. Le corse sono state il tallone d’achille, solo parzialmente smorzato contro i Pats, 769 yard in quattro gare sono una valanga, per non parlare dell’8/13 di conversioni di terzo, picco di una percentuale di conversione avversaria che è al 51,5% (35 su 68).

I Vikings contro Detroit stavano facendo il capolavoro. I tre errori su tre tentativi di field goal di Blair Walsh (e pensare che dovevano essere i Lions quelli incasinati col kicker…) ed i due intercetti Teddy Bridgewater su cui i Lions hanno fatto 10 punti hanno scavato la minima differenza per Detroit, costretta alla peggior prestazione offensiva della stagione.

Bridgewater ha comunque completato il 73% dei suoi passaggi nelle ultime tre gare e lanciato per almeno 300 yard delle ultime due. Ha registrato un passaggio in TD in otto partite di fila, ma i due INT di Detroit si sommano a quello registrato nella precedente gara. Con la non eccellente stagione di Cordarelle PattersonCharles Johnson da Grand Valley State, al secondo anno di NFL, è diventato uno dei bersagli preferiti di Bridgewater a partire da novembre, 20 passaggi per 355 yards e due TD nelle ultime cinque partite. Sulle corse, Minnie sembrava non aver patito troppo l’assenza di Adrian Peterson grazie a Matt Asiata, contro Detroit si è fermato a 36 yard, ma è stato brillante fuori dal backfield con 50 yard gudagnate.

Injury report: Minnie difensivamente ha peraltro ha perso in settimana per tutto i resto della stagione il rookie Anthony Barrche sarà operato, sono in dubbio anche il TE Kyle Rudolph e la safety Robert Blanton. Per Miami rimane in dubbio il RB Daniel Thomas ed il LB Jelani Jenkins alla ricerca del 100mo placcaggio stagionale.

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