Week 16 -Philadelphia Eagles-Washington Redskins: 24 – 27 recap

Non sarà certo una vittoria ad affrancare una stagione fallimentare come quella dei Washington Redskins. E non sarà questa vittoria a dare qualche risposta agli interrogativi che segnano la squadra della capitale da qualche tempo. Anzi piuttosto le domande sul futuro della franchigia, crescono. Ma resta una vittoria importante. Innanzi tutto perché è un’altra squadra di rango che viene battuta dopo Dallas, aumentando il ripianto per una stagione nata sotto una cattiva stella già dalle scelte della postseason e naufragata definitivamente negli incidenti ed negli infortuni subiti. Inoltre i Redskins hanno migliorato il record di vittorie dell’anno scorso, con almeno una vittoria in più. La chiave della vittoria sta nel fatto che le sanzioni che spesso hanno messo in croce la difesa dei Redskins, questa volta sono toccate agli Eagles, oltre al fatto che sono riusciti a superare l’intercetto di RG3 e il fumble del ritorno di Roberts ( con palla portata con tecnica inguardabile). Ma alla fine i due calci mancati da Philly sono quelli che ha fatto la differenza. Il tappeto erboso di FedEx Field è sinceramente pessimo. Kai Forbath lo conosce. I kickers avversari hanno sbagliato quattro degli ultimi sei calci sul campo di Washington. Questa è stata la vera trappola.

Inoltre gli Eagles  hanno giocato in maniera indisciplinata, come detto, collezionando sanzioni ( 13 ) e facendo scelte tattiche , nell’arco del gioco, per certi versi incomprensibili. I Redskins hanno fatto la partita che dovevano fare, senza sconti contro un avversario divisionale, anche se la difesa del primo tempo è sembrata molto impacciata sulle corse, contrariamente al solito e facilmente trafiggibile sui lanci, quello come al solito. Nel secondo tempo è stato prevalentemente Philly a cambiare schema, spostandosi su lanci più impegnativi per Sanchez, che alla fine ha permesso agli Skins di riposizionarsi senza farsi travolgere.  Il Tight end Zach Ertz è stato l’obiettivo più usato da Sanchez, con 15 passaggi per 115 yards, probabilmente sfruttando la endemica debolezza dei Redskins nelle coperture ai TE.  Ertz non aveva mai messo insieme target a due cifre;  Sproles , McCoy e l’altro tight end Brent Celek hanno combinato insieme altri 10 catch;  lasciando solo 12 ricezioni per primi tre ricevitori degli Eagles. E qui c’è  un problema: Sanchez ha lanciato 50 pass e solo 12 sono andati ai wide receiver. Considerando la secondaria di Washington si può supporre che gli Eagles abbiano rinunciato ad un bel vantaggio in campo aperto. L’unica ragione che può aver spinto un coach come Kelly ad adottare un simile piano di gioco può essere dettato dalla valutazione che Sanchez aveva tre intercetti in  48 tentativi nelle due precedenti partite, con un tasso di intercetti del 6,8 per cento, troppo elevato per qualsiasi attacco.

Robert Griffin III. Una delle domande più grandi riguarda il quarterback. Dopo la seconda partita in cui continua a sentirsi a suo agio dietro al centro, aumenta il mistero sul suo futuro. Ha giocato bene, prendendosi anche gli inusuali complimenti di Gruden. Si è mosso bene anche in tasca, ha avuto buoni pass con una discreta precisione. Certo ha subito un intercetto, ha mancato qualche pass e qualche sguardo da TD, ma ha guidato la squadra con responsabilità e sicurezza. Ha tentato 23 passaggi, quindi non è stato portato a strafare,  è andato su alcuni pass in play-action che hanno funzionato bene. Il running game è stato un valido gioco alternativo, tenendo gli Eagles sulla corda e impedendogli di esagerare con l’attacco nel backfield,  portando, alla fine, 100 yards su corsa, con Alfred Morris  che ha  finito 83 yarde su 21 corse.  Soprattutto Jackson ha fatto vedere agli Eagles che cosa hanno perso nel wideout , con anche un paio di catch da 50 yards. Ha chiuso con 4 rec e 126 yds  e gli Eagles hanno perso un po’ troppo tempo per capire che era meglio raddoppiare con un safety su di lui. Si deve sottolineare quanto sia importante Jackson per l’attacco, indipendentemente da chi sia al quarterback. Richiama l’attenzione della difesa, fa grandi giochi, esegue catch difficili facendoli sembrare facili. Ma per Gruden e Griffin, big play come quelli di Sabato possono essere il  motivo che li farà stare insieme almeno un altro anno, nel bene e nel male. Così può pensare Snyder. Certo, tocca a Gruden  far funzionare  Griffin; hanno usato con successo la play action, i pass in read option nonchè i giochi da pass normale in tasca. Questo è il gioco di Griffin e devrà esserlo per un po’.  Le decisioni da prendere nella postseasion, qualora uscisse un’altra buona prestazione del QB, saranno sempre più complicate.

La partita non si è messa bene per Washington, già prima dell’incontro, con la perdita di Keenan Robinson in difesa e poi con l’uscita di Trent Murphy durante la partita. Non è che lui sia un giocatore d’elite ma è stato sostituito con due ragazzi  che non erano nel roster fino ad un paio di settimane fa. I Redskins, poi,  hanno come al solito reso male sul terzo down (2 su 9) e non hanno messo insieme numeri da capogiro in attacco. La verità e che, soprattutto, sono stati aiutati dagli Eagles con quei due calci mancati da 36 e 46 yards. Ma  hanno ancora di più aiutato Washington  le loro sole 3 penalità con 15 yds, in assoluta controtendenza dalle ultime partite giocate. Invece quattro  sanzioni ai Philadelphia hanno direttamente interessato il punteggio. Gli Eagles hanno preso sanzioni difensive su incompleti al terzo-down nella red zone trasformando i potenziali sei punti su calcio dei Redskins in due touchdown da 14 punti. Washington ha anche avuto a favore una penalità di  pass interference su un secondo e 8 a 11 yarde dalla goal line, per un altro touchdown (ma forse i Redskins avrebbero segnato touchdown in ogni caso su quel drive). La somma di questi fattori, con  un paio di palle perse decisive, hanno comportato, come prodotto, la sanguinosissima sconfitta per gli Eagles.

In questa difesa Ryan Kerrigan ha finito per crescere fino ad essere il vero punto di riferimento. Cresce nel ruolo, continuando a lavorare con la disciplina e l’applicazione che richiede. E migliorato nel muoversi con le angolazioni corrette nel suo gioco, ed è quinto nei sacks, con 13,5,  davanti a gente come Miller, Ware, Clay Matthews, Slugg, Pierre- Paul. Uno dei suoi punti di forza sono i fumble forzati, dal 2011 ne ha costretti 15, secondo in NFL. Il gioco di Sabato è esemplificativo, ha  chiuso lo spazio con una tackle per tagliare velocemente dal bordo esterno. Kerrigan fa giochi che possono cambiare l’inerzia, è un giocatore prezioso per Washington, uno dei fulcri su cui basare la rinascita: Ha un altro anno di contratto, se avrà un’altra stagione positiva porterà via risorse alla cassa, ma ne vale la pena. Tra l’altro Kerrigan potrebbe giocare defensive end nella 4-3, rendendolo ancora più appetibile sul mercato.

Per i Redskins si è dimostrato importante l’esempio dato da giocatori come Trent Williams e Kory Lichtensteiger, ritornati a giocare nonostante gli infortuni ed il dolore. Williams in particolare, ha giocato lottando con infortuni e con il male per gran parte della seconda metà della stagione soprattutto con il suo ginocchio, e questa è la causa del suo calo di rendimento.  Sabato è rientrato in squadra con la spalla disastrata nella solita lussazione contro la volontà del suo allenatore di posizione, e ha  finito la partita usando un solo braccio perché l’altro era praticamente morto. “Era importante ci fossi, dovevo esserci per una grande vittoria”, ha detto “Non volevo lasciare soli i miei ragazzi.” Questa mentalità è contagiosa nel team.

Ma non è che Washington, in momenti decisivi, non abbia giocato bene. Ad esempio i Redskins hanno trovato il varco giusto con Alfred Morris  per il suo TD su corsa da 28 yard. Gli Eagles erano in un pack nichel e i Redskins avevano i numeri sul lato sinistro, sufficienti per portarli all’uno contro uno sui block. Per il tight end Niles Paul  significava bloccare il Defensive End, cosa che sa  fare bene, piuttosto che un linebacker, che può essere sempre imprevedibile. Il  ricevitore Pierre Garcon aveva un buon blocco  sul corner Cary Williams tenendolo fuori, dando un taglio pulito, in  corsia, per Morris. Una buona chiamata con una buona esecuzione. Il fronte degli Eagles è capace di causare problemi perché fanno molto movimento. Hanno corso  Blitz, fatto stunt con i loro uomini di linea  o spostamenti all’ultimo secondo in un  lato della linea. Chiudevano i loro tre linemen interni sui gap mantenendo i linebacker esterni larghi in shade. E’ anche per questo che hanno fatto bene contro la corsa, ma li ha resi scoperti quando non colpivano. E’ così che si sono fatti trafiggere dalla corsa da 28 yards fino al TD di Morris, ma è  per questo che lo hanno limitato a 55 yards in tutte le altre 20 corse.

Alla fine  i Redskins hanno corso per 29 volte e hanno raccolto  23 pass.  Griffin ha subito due sacks, che sono un numero veramente risibile, per quello che abitualmente concede la OL. Griffin, come detto ha giocato dignitosamente bene. E’ chiaro, come detto,  che  spetta a  Jay Gruden farlo funzionare al meglio. Ora gli scenari sono molteplici e se riuscirà a giocare una prova convincente contro Dallas diventeranno realmente intrigati. Potrebbero convivere, il coach con il QB di Baylor? Sono da leggere in questo senso le dichiarazioni accattivanti di Gruden, di solito poco tenero con lui? Si prospetta una bella gatta da pelare per Dan Snyder, se Griffin  chiuderà bene la stagione. Sarà sufficientemente bravo? Avrà  Gruden fiducia in Griffin e nel suo futuro? Per quanto bene possa giocare sarà difficile che una partita cambi così radicalmente le cose. E allora se non Griffin, chi?

Una parola per il corner rookie Bashaud Breeland, spesso criticato e crocefisso la scorsa settimana per le sanzioni contro Beckham. Ha giocato una buona partita, adattandosi  a ciò che stava accadendo. Ha chiuso bene nelle corse sul bordo e nelle bubble, si è fatto battere come è normale possa succedere, ma ha preso l’intercetto che ha cambiato l’inerzia della partita. E’ una crescita lenta, ma il talento c’è e avrà il tempo per dimostrarlo.

Concludiamo con le parole di Jay Gruden nel postpartita, di solito piuttosto acido con Robert Griffin III. Ha sottolineato il  pass da 14 yard di Griffin  al ricevitore Andre Roberts sul terzo e 7 nel primo quarto. Ha evidenziato che un’altra volta Griffin aveva trovato bene, sempre  Roberts, che ha saltato e ha fatto cadere la palla. “La linea offensiva gli ha dato finalmente una buona protezione, e questo è contato” ha detto Gruden. “Funzionano bene se tutti sanno che stanno giocando bene. E ‘stato bello vedere Robert competere e giocare e sembrava che si stesse anche divertendo, i giocatori hanno risposto. Conta molto una vittoria per lui “. Si sa che non tutti i giocatori amano Griffin. Ma quando si mettono insieme yards e giochi, le ruggini si dimenticano perché i giocatori di football amano soprattutto vincere. E’ il motivo per cui non c’erano grandi mugugni  nel 2012. “E’ il quarterback ideale”, ha detto DeSean Jackson. “Ha un sacco di talento, è giovane. Ha appena subito alcune  brutte lesioni, ma lavora sodo. Ha bisogno solo di trovare continuità e fiducia in sé stesso. Anche quando non sta andando bene, ha bisogno di credere in sè “.

Prossima e ultima partita Dallas. Sarebbe un  sogno per Washinton chiudere in bellezza, ma i Cowboys sembrano una delle squadre meglio attrezzate in questo momento, con uno dei wideout più in forma del campionato. Rivality Game dicono in USA, da vedere in ogni caso.