Browns: Pettine e il suo trio delle meraviglie

Mike Pettine senza molti peli sulla lingua in conferenza stampa di lunedi, parlando di tre ragazzetti scalmanati che hanno reso meno tranquilla quest’anno la sua prima stagione sulla sideline dei Cleveland Browns.

Dopo il fine settimana di Johnny Manziel, in cui il rookie QB dopo una serata con amici è arrivato in ritardo alla visita medica ed ha saltato il meeting con la squadra sabato pomeriggio, per lui facoltativo, Pettine ha definito “inaccettabile” e “deludente” il comportamento di Manziel, unico infortunato a non essere presente. L’allenatore di Cleveland poi ha puntato il lanciafiamme su altri due dei tipetti terribili della franchigia, Josh Gordon, WR dal talento indiscutibile ma dalla testa quantomeno tormentata, ed il cornerback Justin Gilbert, prodotto di Oklahoma State selezionato con la prima pick a disposizione nello scorso Draft.

Pettine rivelato che Gilbert, così come Gordon, è stato sostanzialmente sospeso dalla gara poi persa contro i Ravens, dopo aver commesso più violazioni al regolamento di squadra durante la sua deludente stagione da rookie. La punizione a Gilbert è stata la ciliegina sulla torta di una stagione deludente che ha visto il rookie essere bersaglio di aperte critiche dei compagni di squadra nelle ultime settimane. Pettine ha “spiegato” l’astio dei veterani nei confronti di Gilbert come un modo per renderlo consapevole del talento che possiede. Il giovane cornerback avrà un’altra offseason per sistemare il cervellino, viceversa per Gordon le domande su quale sarà il suo futuro meritano risposte più articolate. Pettine ha dichiarato:

“Chiaramente un modo deludente per lui di finire l’anno. Ma allo stesso tempo, Josh in questo momento è un Cleveland Brown. Vogliamo che si prenda cura di sé stesso, ma, allo stesso tempo, dobbiamo mantenere i nostri ragazzi responsabili. Credo che tutti riconoscano il talento che possiede, ma questo non è uno sport individuale. Bisogna essere responsabili nei confronti del proprio staff tecnico, si deve rendere conto ai propri compagni di squadra, che è la cosa più importante.
Ciò è la questione che abbiamo posto a Josh. Non è questione di abilità. Ad un certo punto, ci si stanca di utilizzare la parola ‘potenziale’. Quindi questa offseason lo mette davanti ad un bivio per noi”

Suona chiaro l’ammonimento a Gordon, alle sue marachelle costosissime partite nel 2013 con la sospensione per due gare per violazione della policy sulle sostanze e continuata a luglio di quest’anno con l’arresto in condizioni alterate che aveva portato dapprima alla sospensione per un anno, ridotta a 10 gare. La sospensione per la gara di chiusura di stagione aggiunge solo problemi ad un ragazzo già irrequieto di suo.

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