Wild Card Saturday: quattro parole su [email protected]

In vista della gara che vedrà opposte Arizona e Carolina tra poche ore a Charlotte, facciamo quattro chiacchiere col nostro tifoso che segue da vicino le gesta dei Panthers, Thomas Turolla.

Gianni: Allora Thomas, come la vedi questa sfida con Arizona?

Thomas: Gianni, secondo me facciamo la fine di quelli che arrivano gasatissimi ma poi la prendono in culo con la sabbia.

Gianni: Io invece credo che Carolina sia meno peggio di quello che si pensi, ed Arizona è stata sorretta da una eccellente difesa. Ma Drew Stanton, che non è certo un fulmine di guerra già di suo, e che si è dimostrato un ripiego in termini di numeri rispetto a Carson Palmer, non ci sarà. E Lindley starter per voi è come rubare un leccalecca a un bambino.

Thomas: Arizona parte svantaggiata per il discorso QB e noi pare ci siamo dati una sveglia nel momento topico della stagione. I pronostici sono dalla nostra, ma sai che si dice del vendere la pelle dell’orso. Inoltre viviamo sempre con l’incognita Shula: abbiamo alternato grandi giocate a chiamate poco sensate (come passaggi profondi sul 3rd e corto); pensi questo potrà essere un fattore determinante?

Gianni: Se Newton sta bene, sa improvvisare in maniera eccellente. Anche perchè fisicamente non è facile abbatterlo. Pur con l’incognita delle chiamate offensive che sono sempre un mal di stomaco per i tifosi, considera che Arizona è 29ma in passing yard e la difesa sulle corse sta pagando meno nelle ultime partite. Arians a mio avviso è un ottimo coach ma ho l’impressione che l’inerzia sia in discesa. Tu piuttosto pensi che Rivera, quest’anno accusato di essere maggiornente conservativo nelle chiamate, cambierà qualcosa nel playbook?

Thomas: Rivera ha, tra i vari difetti, quello di essere una persona che difficilmente cambia schemi e men che meno fa accorgimenti nell’intervallo; appurato questo, siamo davanti ad una gara cruciale nella stagione dei Panthers e l’attacco pare aver trovato un suo assetto, con Jonathan Stewart (809 yard su 175 portate e 3 TD) balzato in vetta alle stats nell’ultimo mese e Cam Newton che ha ripreso a giocare delle read option molto convincenti, in barba agli acciacchi stagionali. Dici che nonostante i numeri maturati dal rushing game di Carolina, Newton sarà costretto a ripiegare sui passaggi a causa della difesa sulle corse di Arizona?

Gianni: Non necessariamente, Arizona ha patito squadre che giocano in read e sono comunque run heavy come ad esempio Seattle, bisognerà vedere come affrontate la partita, sarà vitale avere una tasca il più possibile viva, le minacce le conosci, ma vengono prevalentemente contro le corse: Calais Campbell, per dirne uno. I rimedi sono ragazzi scafati ad esclusione di Andrew Norwell che è un rookie undrafted, potrebbe sentire la gara? E secondo te, in generale, rischiate di sentire la gara più di Arizona?

Thomas: Con Arizona c’è una rivincita che aspetta da cinque anni di essere consumata e, col fattore campo dalla nostra, posso dirmi relativamente ottimista. Sicuramente l’ambiente NFL guarda a noi come a degli scappati di casa, con non pochi tifosi che si sono messi a sguazzare nel torbido del nostro record negativo (ma forse, i più, non erano il dodicesimo uomo in casa Seattle quattro anni fa).
Tolto questo, Norwell, Foucault e Remmers pare stiano tenendo botta nelle ultime settimane, quindi mi sento di dar loro fiducia nonostante gli evidenti limiti di fondo. Capiamoci, al primo round del draft a venire, continuo a desiderare un offensive lineman più di qualsiasi altra cosa.

Gianni: Eh sono parecchi a desiderare un OL al prossimo draft, il fatto è che come al solito gli infortuni sono determinanti, e si finisce la stagione in molti casi con i backup dei backup in campo. Il percorso sportivo diventa un percorso ad ostacoli, e solo chi porta più superstiti fino in fondo può essere ottimista per la post season. Nel vostro caso a mio avviso, l’infortunio di Palmer e quello successivo di Stanton lasciano Arizona molto scoperta, mentre ad esempio i vostri infortuni a Greg Olsen e Newton fortunatamente sono stati rimediati per tempo.

Thomas: Esatto. Anche Williams si è scoperto essere un’assente meno pesante del previsto. Anzi, direi l’opposto, visto lo Stewart da urlo che ci siamo trovati per le mani. Ti confido una cosa, però: nonostante il mio mai celato amore nei suoi confronti, c’è Kelvin Benjamin che ultimamente mi è parso sotto tono, schiacciato (mediaticamente parlando) da quel ricevitore che sta a New York; ne ha droppata qualcuna di troppo, nonostante abbia concluso la sua prima season in NFL con oltre 1000 yard. Bucannon come se la sta cavando coi Cardinals, piuttosto?

Gianni: Oh Bucannon mamma mia, un giocatore che a me piace tanto. Un picchiatore di presenza, secondo me un giocatore che già adesso ad Arizona si fa sentire, in una posizione ibrida LB/S che potrebbe andare ad incrociare non poche volte Olsen e forse meno spesso Benjamin. Mathieu, Peterson, Cromartie, Bucannon, occhio che è una secondaria eccellentissima. Il sito ufficiale della NFL addirittura segnala Bucannonn tra i sei rookie da tenere d’occhio assolutamente in questo weekend. E invece a livello difensivo, il tuo Kuechly? Il miglior placcatore della NFL, come ce lo vedi in mezzo alla linea di Arizona? Luke e Charles Johnson saranno brutte gatte da pelare per la linea, che già deve proteggere un QB non certo fantastico e aprire varchi per dei rusher che quest’anno hanno reso relativamente poco, Andre Ellington guida la pattuglia rossa ma non arriva a 700 yard.

Thomas: Beh, Luke è uno di quei giocatori che non si discute, nonostante abbia avuto anche lui degli affanni nel momento più buio della stagione dei Panthers. I nostri LB fanno discretamente paura, tra lui, il quasi eterno Davis ed il rookie Glanton, si sta vedendo un gran bel gioco difensivo dietro la DL a Carolina. Parli di Johnson e fai benissimo: il ragazzo sta davvero andando a fuoco nelle ultime settimane, tanto da non far più rimpiangere Hardy ai tifosi, che quasi sicuramente ci lascerà. Dove pensi lo vedremo accasarsi, dando per scontato che non arrivino ulteriori squalifiche in seguito alle sue vicende giudiziarie?

Gianni: Faccio del moralismo spiccio, e forse non gradito, ma certa gentazza un posto lo trova sempre. Si tratta di uno sport giocato da talmente tanta gentaglia che una quinta o sesta possibilità a una canaglia è facile come bere un bicchiere d’acqua. A proposito, proviamo a buttare un occhio al futuro: se dovesse andare in porto la vittoria per voi, è scontato che andiate a Seattle, lì sarà dura eh?
Tuttavia a differenza di Arizona, che ci ha perso 2 su 2, voi siete maggiormente un’incognita, avete incontrato i Seahwks in piena crisi a ottobre, e i vostri LB ed in generale il pacchetto di passrush potrebbe essere un po’ indigesto per un Wilson ed un attacco che non ha brillato

Thomas: Buttiamo un occhio al futuro ed uno al passato recente: quest anno abbiamo già trovato Seattle, con entrambi nel nostro periodo meno brillante, ma l’impressione è che ci mancasse davvero poco per vincere la gara. Ad oggi, entrambe siamo in un momento di forma migliore rispetto ad allora, ma senza dubbio siamo noi ad avere avuto la crescita maggiore da allora. Concordo sul definirci un’incognita, io stesso non so bene cosa aspettarmi da questa avventura. Ma ricordiamoci che abbiamo tutti lo stesso record, alla prima di playoff: 0-0; ci sarà da divertirsi.