Detroit Lions 2014: Cambiata la rotta

Il sogno dei Lions di partecipare al XLIX Superbowl si è infranto domenica 4 gennaio 2015 contro i Dallas Cowboys, vincitori 20-24 del Wild Card Game. Non resta quindi che riassumere brevemente la loro stagione per rivedere tutte le partite e comprendere come mai spesso questa squadra si sia trovata in difficoltà.

Cominciamo dalla Week 1, quella giocata contro i Giants il 9 settembre 2014. In quest’occasione i Lions fanno partire alla grande la loro stagione contro un avversario che ha sempre creato non pochi problemi a tutte le squadre e che schierava in campo per la sua prima gara da pro Odell Beckam, straordinario ricevitore con delle mani a dir poco d’oro. Detroit riesce comunque a vincere 35-14; una prestazione notevole.
Poi però, nella Week 2, nella partita contro i Panthers, crollano sotto un pesante 24-7. Complice anche quello che da un po’ era “il problema del kicker” che risaliva addirittura a prima della stagione, e nelle gare di pre-season. Dopo aver tagliato Giorgio Tavecchio, che aveva dimostrato grande talento nonostante le poche possibilità dategli dalla squadra, coach Jim Caldwell aveva optato per Nate Freese che si era poi rivelato un flop totale, sbagliando numerosi field goal nelle tre partite (3/7 compreso un 0/2 contro Carolina), e poi su Alex Henery, ugualmente assai impreciso (1/5), la soluzione fortunatamente verrà risolta a week 6 con l’arrivo direttamente dai Broncos di Matt Prater che da subito, tolta la brutta gara con Minnie, si dimostrer àun valido elemento per la squadra.

Tornando alla stagione, in Week 3 i Lions battono i Packers 19-7, mentre in Week 4, altra W 24-17 contro i Jets. Poi cadono nuovamente nella Week 5 contro i Bills, 17-14. Nella Week 6 battono i Vikings, alle prese con una delle peggiori partite del suo rookie QB Teddy Bridgewater, 17-3 e nelle Week 7 e 8 con un solo punto di scarto rispettivamente con i Saints (24-23) e con i Falcons (22-21) arrivano due vittorie per merito assoluto di Prater.

Fino al bye, i Lions hanno vinto un totale di 6 vittorie e 2 sconfitte; niente male, tenendo conto degli avversari fino ad ora incontrati.
Detroit quindi, nella prima parte del campionato, si è sempre dimostrata una squadra tenace e che sa rimontare. Tuttavia non si riesce a comprendere come mai contro due squadre nettamente inferiori in quel momento rispetto alle altre che hanno saputo battere, come Bills e Panthers, i Lions siano riusciti non solo a perdere, ma nel caso di Carolina, anche con una notevole differenza punti, riuscendo a realizzare ben poco.

Dopo la Bye Week, nella nona giornata i Lions trionfano sui Dolphins per 20-16, poi nella Week 11 di nuovo una sconfitta contro i Cardinals già privi di Carson Palmer, ed un’altra nella Week 12 contro i Patriots, questa volta assai poco evitabile e piuttosto pesante, 34-9: nonostante un discreto avvio di gara infatti, i Lions si spengono definitivamente nel secondo quarto e lasciano la partita ai Pats.
Nella Week 13 vincono 34-17 contro i Bears un fondamentale scontro divisionale, nella Week 14, 34-17 contro i Buccaneers, nella Week 15, 15-14 contro i Vikings e nella Week 16, 20-14 ancora contro i Bears. Vincere quattro partite di fila significa senza dubbio essere un’ottima squadra, impressione che non viene comunque meno nella Week 17, l’ultima di campionato, quando i Lions crollano di nuovo, questa volta contro i Packers che avevano battuto i precedenza: 30-20 il risultato.

Con un totale di 11 vittorie e 5 sconfitte però, i Lions accedono solo alle Wild Card. Nonostante questo 11-5 i Lions hanno ispirato al pubblico poca convinzione di poter passare il turno, cosa che è effettivamente successa: ma come mai? Uno dei motivi è sicuramente stata l’assenza, in numerose partite, di Calvin Johnson e Reggie Bush, colonne portanti dell’attacco. Hanno infatti lasciato il campo a Joique Bell, che però non è riuscito a fornire un apporto significativo alla squadra, ed a Golden Tate. Tate è riuscito a fare ottime giocate e ha realizzato importanti TD riuscendo a far pesare di meno alla squadra l’assenza di Megatron. Matthew Stafford spesso ha dimostrato di poter andare in crisi, completando pochi passaggi, affidandosi spesso alle corse del RB che però non riusciva, molte volte, a guadagnare abbastanza terreno, colpa anche della linea d’attacco che faticava a contenere la linea di difesa avversaria e lasciava penetrare l’uomo troppe volte. Inoltre nel gioco aereo ha lanciato parecchi intercetti, molte volte quei lanci erano diretti in meta.

Ciò che manca realmente alla squadra è il Tight End. Brandon Pettigrew, Eric Ebron e Joseph Fauria (quasi mai entrato) infatti, non hanno quasi mai dimostrato granché e hanno fatto pochissime ricezioni e ricoperto pochissime yard. Ma forse è anche un problema della squadra stessa che non impiega questa posizione a dovere o è semplicemente Stafford che preferisce passarla all’esterno. Se guardiamo infatti una squadra come i Patriots, noteremo che non solo hanno un ottimo QB come Tom Brady, ma anche un fior di TE come Rob Gronkowski. I Pats infatti riescono a combinare alla perfezione corse, passaggi interni ed esterni, così come i 49ers aggiungono anche la possibilità del QB di eseguire corse che spiazzano la difesa avversaria.
Insomma, i Lions spesso si sono dimostrati troppo macchinosi con un QB che difficilmente corre pur avendo un braccio discreto.

La difesa ha sempre dimostrato di essere incentrata troppo su Suh, elemento sicuramente importante per la D-Line ma poco sostituibile, ovvero: se non c’è Suh sono dolori. Infatti, spesso la difesa si distrae e lascia troppe opportunità di guadagno all’avversario. I cornerback riescono molte volte a stoppare i giochi aerei dimostrando di essere concentrati e di concedere poco ai ricevitori. Detto questo lascio a voi lettori la possibilità di tirare le conclusioni: cosa dovrebbe mettere a posto la squadra per arrivare alla prossima stagione e affrontarla al massimo senza commettere troppi errori? Quali cambiamenti dovrebbe effettuare? Riuscirà a diventare una squadra completa?

Dopo aver riassunto la stagione dei Detroit Lions arrivano le pagelle. Anche qui potete discutere liberamente dei voti lasciando dei commenti.

Cominciamo dalla squadra: la media dei punti a partita è di 20.1, le yard conquistate sono 340.8, i passaggi completati ammontano a 251.9 yard e le corse a 88.9. I punti concessi dalla difesa sono 17.6, le yard concesse sono 300.9, i passaggi completati da parte dell’offense avversaria sono 231 e le corse ammontano a 69.3 yard. Ovviamente questa è solo la media di tutte le partite disputate durante il campionato. Infatti in alcune partite l’attacco ha realizzato ben poco e la difesa ha concesso troppo.

Il voto complessivo per l’offense è quindi 6 su 10 tenendo conto dei vari infortuni durante la stagione che hanno certamente penalizzato la squadra. Bush e Johnson, colonne portanti dell’attacco, infatti, si sono visti poco e hanno lasciato spazio a Tate e a Ross.
La difesa merita un 8 pieno su 10 poiché ha saputo, in molte occasioni, fermare l’avversario e metterlo in difficoltà, anche contro squadre di alto livello come i Green Bay Packers, i Vikings e i Cardinals. Anche se con questi ultimi hanno perso, poteva andare molto peggio.

Veniamo ora alle pagelle dei giocatori che più si sono contraddistinti quest’anno:

 

Offense

Calvin Johnson: 8. Nonostante le assenze contro Minnesota, New Orleans e Atlanta, ha saputo in ogni caso fare del suo meglio ricevendo, complessivamente, un totale di 1.077 yard con 71 ricezioni e andando in meta 8 volte

Reggie Bush: 6. Troppe assenze, sono infatti 5 e ha reso bene solo contro Green Bay (all’andata) e Chicago (al ritorno). Nelle altre partite non ha saputo dare il meglio. Il suo totale ammonta a solo 2 TD con 76 corse e 297 yard conquistate.

Joique Bell: 7,5. Ha sostituito Bush in quasi tutte le partite e ha dimostrato di cavarsela egregiamente nonostante le poche yard corse con molti tentativi a disposizione. Vediamo infatti un totale di 7 TD con 223 corse e 860 yard conquistate. Bell ha dimostrato di essere un giocatore molto fisico che spesso riesce a rompere i placcaggi dei difensori.

Eric Ebron: 7.5. Nonostante non sia stato impiegato più di tanto, Ebron ha comunque dimostrato il suo talento riuscendo a ricevere 25 volte e macinando 248 yard con una media di 9,9 yard a ricezione, davvero notevole, anche se con un solo TD. Ma da un ragazzo del ’93 appena uscito dal college non ci si poteva aspettare di meglio.

Golden Tate: 9. Strepitoso receiver, ha dimostrato grande talento sostituendo molte volte Calvin Johnson. Ha realizzato 99 ricezioni con 1331 yard guadagnate andando in meta per 4 volte. Ha una media di 83.2 yard a gara.

Mathew Stafford: 7.5. Ha disputato una buona stagione ma in parecchie occasioni non ha saputo realizzare granché. Ha un totale di 4.257 yard lanciate, 22 TD con una media di 226.1 yard a partita con 12 intercetti totali . Statistiche non entusiasmanti nonostante sia stato titolare e mai sostituito da Orlovsky, il secondo QB, che non è mai entrato durante la stagione.

Special Team

Matt Prater: 9. Spesso ha salvato i Lions da situazioni in cui si poteva anche perdere la partita. La più eclatante è stata contro i Falcons al Wembley Stadium dove ha eseguito un field goal all’ultima azione della partita. Ha una percentuale di 80.8% di field goal andati a segno. Infatti i field goal eseguiti sono 26 e 21 sono quelli andati a segno. Il più lungo è stato da 52 yard. Il suo arrivo ha colmato un buco enorme per Detroit.

Defense

Ndamukong Suh: 9.5. Davvero una macchina da guerra, difficilmente si deconcentra e riesce sempre a mettere in crisi la linea d’attacco. I tackle totali sono 44 e ha un totale di 9 sack. Da quest’anno sarà uno dei tanti free agent ed i Lions faranno di tutto per farlo tornare.

Tahir Whitehead: 8. Ottimo linebacker, anche lui ha fatto grandi cose con la difesa quest’anno. Ha un totale di 63 tackle e 2 intercetti

Darius Slay: 9. Ottimo cornerback che ha sempre reso difficile la vita ai ricevitori. Ha un totale di 48 tackle e 2 intercetti.

Conclusioni: l’attacco quest’anno è stato un po’ carente dal punto di vista delle presenze e anche delle yard conquistate e dei TD fatti, dovrebbero migliorare questo settore con nuovi schemi o nella peggiore delle ipotesi fare il passo del cambio QB (se ai draft venisse scelto Marcus Mariota non sarebbe male, giocatore più mobile, ma che difficilmente arriverà a pick 23). La difesa invece si è dimostrata una delle più tenaci del campionato. Speriamo rimanga così com’è anche l’anno prossimo.

 

– Andrea Traverso –