Considerazioni sul Divisional Round

Parliamo delle regole della NFL. Dopo il finale a dir poco controverso tra i Green Bay Packers e i Dallas Cowboys in molti pensano che le decisioni arbitrali o peggio delle brutte regole, finiscono decidere l’esito di partite di football in una maniera troppo radicale. Questa volta è successo con un “Calvin Johnson Rule”, in cui il ricevitore dei Cowboys Dez Bryant, fatta una imponente ricezione su un pass di Tony Romo, ha allungato un braccio per tentare di marcare il TD, perdendo però per un attimo il possesso della. Dopo una prima decisione, improntata alla ricezione, gli arbitri, rivista la azione hanno rovesciato la chiamata. Questo ha messo fine alle speranze di Dallas, visto che era un quarto down. Non si può dire che faccia il paio, ma riapre polemiche sulla chiamata controversa della fine partita tra Cowboys e Lions, lo scorso fine settimana. Quel gioco ha contribuito inviare Dallas ai playoff. Si inseguono commenti di ogni tipo e c’è da sperare, almeno, che siano supportati dalla competenza e conoscenza necessaria del gioco e delle regole perché si sia assolutamente certi delle affermazioni fatte. Di sicuro c’è da dire che, indipendentemente dal tifo per una franchigia, nessuno dovrebbe essere contento che sia un arbitro o una regola borderline, a decidere l’esito di una partita di football.

I Seattle Seahawks sono diventati i preferiti per poter rivincere il Champions. Sarà vero? Ospiteranno i Packers che hanno battuto di 20 punti a casa nel week 1; la squadra di Pete Carroll adesso viene vista da tutti come favorita per riconfermarsi campione. Si sa quanto questo sia difficile ma la squadra vista negli ultimi due mesi è cresciuta in maniera esponenziale e se l’attacco continua a non perdere palloni, facendo alcuni big play, e la difesa gioca con l’aggressività e la concentrazione conosciuta, sarà difficile per qualsiasi squadra di quelle rimaste in corsa, pensare di batterli.

Aaron Rodgers può dire” io sono leggenda”. Con il polpaccio infortunato era evidente che il QB di Green Bay non riusciva ad avere un completo e naturale appoggio, e che non poteva fare nulla, al di fuori dei blocchi della tasca, improvvisando qualcosa quando arrivava la pressione. E’ vero, non affrontava la difesa di Buffalo, ma la maniera con cui Aaron ha lottato ha avuto qualcosa di eroico. Ha messo un altro suggello in una carriera incredibile, portando, in quelle condizioni, i Green Bay alla finale della NFC Championship in cui mancavano da quattro stagioni. Nel corso della partita sembrava migliorare, me non è mai stato in grado di correre con i compagni quando guadagnava il primo down. Le sue condizioni non gli hanno impedito di trascinare la squadra a due touchdown negli ultimi 20 minuti, quando GB era sotto di otto punti. Nel complesso, Rodgers ha completato 24 su 36 per oltre 300 yards con tre touchdowns e zero intercetti. Postseason incluso, Rodgers ha lanciato 28 touchdowns, e zero intercetti nelle sue ultime nove partenze casalinghe. Ora arriva il difficile, c’è da augurarsi che in questi giorni il QB riesca a raggiungere il pieno recupero, perché è solo con una condizione fisica integra che si può sperare di affrontare, in trasferta, la difesa dei Seattle Seahawks.

Ecco il nuovo che avanza. Andrew Luck ha giocato un grande football contro Denver. La difesa Colts ha stupito, certo, ed ha messo insieme una prestazione di concentrazione e reattività unica contro i Broncos, ma la vittoria va attribuita al quarterback. Forse non riuscirà a portare a casa l’anello, ma Luck ha riportato i Colts alla finale di Conference dai tempi di Manning, chiudendo il cerchio. E’ probabile che sia il primo successo di una lunga carriera piena di momenti di gloria.

New England ha corso per 14 yards contro i Baltimore Ravens. Il minimo mai registrato per una squadra vincente, nella storia dei playoff. E allora, nessuno parli male di Tom Brady. Se Rodgers è stato eroico, Brady è stato monumentale. Ha condotto i Patriots a cinque touchdown, 367 yards e tre TD. Quanto sembra lontano l’inizio stagione in cui Brady e i Patriots mettevano insieme critiche ed illazioni. Dopo la sconfitta per 41-14 dai Kansas City Chiefs, le voci sulla fine imminente del quarterback si inseguivano. Aveva lanciato per 159 yards e due intercetti. Da quel momento in poi, i Patriots hanno vinto 11 delle 13 partite e Brady ha messo insieme 33 touchdowns contro ai nove intercetti.

Peyton Manning non è più lo stesso giocatore che abbiamo visto negli ultimi 15 e più anni. Che si tratti dell’infortunio alla coscia che lo ha limitato in allenamento o del tempo che passa, Manning sembra l’ombra di se stesso. Nella partita contro Indianapolis, il veterano, parecchie volte, è sembrato perso. Della sua proverbiale precisione non c’era traccia, non aveva zip sulla palla, non riusciva a mantenersi fluido nella tasca. La partita di domenica potrebbe essere stata benissimo il canto del cigno di Manning, con 26 su 46 a per 211 yards. Ora viene il difficile per tutti, e soprattutto per lui, perché dovrà valutare le sue possibili capacità nel football al livello che richiede la NFL. Nessuno vorrebbe veder smettere di giocare un quarterback come Manning, ma sarebbe triste assistere a prestazioni ripetute come quella contro i Colts. Nessuno potrebbe biasimarlo se appendesse i tacchetti al chiodo.

Ormai è una voce che sembra abbia un fondamento serio. Nei prossimi mesi, Russell Wilson diventerà il quarterback più pagato nella NFL con un salario medio annuo sopra i 20 milioni di dollari. Non importa cosa succede da adesso in poi, sembra che questi soldi se li sia già guadagnati. Forse non è il quarterback più appariscente della NFL, ma la leadership di Wilson sul campo e la sua capacità di improvvisazione sono senza dubbio i migliori della lega. Il front office di Seattle ha costruito un colosso e Wilson è il ragazzo che può guidare la franchigia negli anni a venire.

Davante Adams è stato, da tanti, considerato un bidone. Ha ricevuto per 446 yds in 16 partite. In molti si sono chiesti perché Green Bay avesse sprecato un secondo round per quel WR. In molti affermavano che i suoi successi universitari fossero un prodotto del sistema di Fresno State e che avesse soprattutto beneficiato della vicinanza di Derek Carr. Be’ il ragazzo Domenica si è preso una bella rivincita. Contro i Cowboys ha spesso tagliato la cover finendo per mettere insieme sette ricezioni per 117 yards e un TD. Con Randall Cobb destinato a diventare un free agent, ora c’è una reale possibilità che i Packers contino su di lui come opposto a Jordy Nelson per prossima stagione. E’ ora atteso alla prova del nove al CenturyLink nel prossimo fine settimana contro Seattle e contro la leggendaria Legion of Boom. Da escludere un matchup contro Richard Sherman, lo vedremo spesso in tracce che lo porteranno tra i linebacker e Thomas in una giornata realmente difficile. Osservato speciale.

Joe Flacco ha lanciato due intercetti con scelte di gioco che hanno sollevato parecchi dubbi. Forse sono state fondamentali. O forse no. Nella partita persa da Baltimora contro New England per 35 a 31 c’è una delle sue migliori prestazioni da quarterback, portando la squadra, con una secondaria completamente persa, sulla soglia della finale di Conference. Ha segnato quattro TD su pass, mettendo insieme 428 yarde totali contro la difesa Patriots, che negli ultimi mesi si era dimostrata una delle più solide della NFL. Ha dimostrato soprattutto che se Joe mette il naso nei playoff è una mina vagante, pericolosissima per ogni squadra avversaria.

Per quanto riguarda Tony Romo, anche qui molte critiche si sono alzate, soprattutto sullo spirito poco vincente, soprattutto in postseason, del quarterback. I critici del football non sino mai stati teneri con Tony, le statistiche dei playoff spesso gli hanno dato ragione. Contro i Packers, però, non è sembrato lui il punto debole della squadra, con il suo 15 su 19 per 191 yards, due touchdown e zero intercetti. Sono numeri che, in una finale di Division, non fanno proprio pensare ad un bidone. Forse è un grande perdente. Ma è difficile criticare in maniera sistematica ogni sua prestazione. Se il lancio su Bryant avesse portato ad un TD, adesso tanti sarebbero a celebrare la sua scelta vincente. La verità è che la partita l’ha persa la difesa, attesa prima o poi al crollo, e incolpare Romo della sconfitta è perlomeno ingeneroso. Per assurdo si intravedono più colpe nella partita di Flacco, che al contrario, è stato incensato. Romo quest’anno ha dimostrato che può dare molto alla franchigia, con una OL degna di tal nome, e che se il front office continua ad agire con la perspicacia dell’ultima offseason, può ancora tentare, nonostante le 34 primavere, di riportare Dallas alle ultime due partite che contano.

Ne sono rimaste quattro. Seattle ospiterà Green Bay nella prima di Domenica, mentre New England ospiterà Indianapolis nella partita della sera. I Packers faranno il possibile, soprattutto sperando che Rodgers recuperi totalmente dall’infortunio. Ma anche con un Aaron al 100% scommettereste su Green Bay? Se qualcuno lo avesse scordato, i Packers sono 23esimi contro le corse, e il RB di Seattle si chiama Marshawn Lynch. Questo per citare un solo matchup. Nella seconda partita un altro tentativo di impresa epica aspetta Andrew Luck. Il differenziale tra le due squadre sembra veramente troppo alto perché il giovane QB riesca a colmarlo, se non avrà un aiuto da Brady come è successo con Manning. Qualcuno crede che Tom, con cinque Super Bowl giocati e tre vinti, crolli proprio in finale di Conference? Ormai la maggioranza degli osservatori fa il nome dei Seahawks come favoriti al Lombardi Trophy. Ma in fondo questo è il football. In questo sport “di solito” la squadra più forte vince, ma non è mai detto