NFL Divisional Round: Packers al Championship

Era dal 2010, dopo la vittoria del Super Bowl, che i Packers non arrivavano alla finale della NFC. A 5 anni di distanza Green Bay si ripresenta nel football che conta dopo una partita bellissima ed emozionante contro un avversario tosto e mai domo come i Cowboys.

Tuttavia il ritorno di Dallas alla post season dopo tanto tempo è coinciso con una delle più belle prestazioni di squadra da parte dei Packers grazie ad una partita tutto cuore, grinta e una dose massiccia di Rodgers. Si perché, nonostante il merito del passaggio del turno va diviso equamente in tutti i reparti, quello che ha fatto il #12 va aldilà delle lodi ai singoli giocatori. Concludere con 300 e passa yard lanciate, tre td pass e nessun intercetto con una gamba sola è qualcosa che non può non far saltare dalla sedia anche chi non è un fan delle cheesehead, e, con le dovute proporzioni, verrebbe da gridare allo scandalo se a fine mese non gli venisse assegnato il premio come MVP.

 

-OFFENSE-

OFFENSIVE LINE E QUARTERBACK

Come appena detto, la partita di Aaron Rodgers la possiamo collocare tra le migliori mai giocate in carriera dal #12. Per un attimo mettete da parte le statistiche che ha messo a referto; infatti riuscire a stare in piedi per tutta la gara, con la gamba sinistra praticamente inutilizzabile, e riuscire a lanciare come se niente fosse senza mai perdere l’equilibrio è qualcosa fuori dal normale. La precisione nei lanci e il movimento dentro la tasca sono stati del tutto naturali per uno con il polpaccio infortunato ed è questo che alla fine fa la differenza tra un qb discreto e Rodgers.
La protezione al #12 offerta dalla o-line è stata buona nonostante ci siano stati problemi di comunicazione con Linsley come in occasione del fumble che poi è costato il vantaggio di Dallas. Tuttavia non ho potuto fare a meno di notare che stavolta gli uomini di linea hanno giocato con una cattiveria che raramente si era vista in stagione e paradossalmente la flag di Lang per la spinta ad Hayden con la conseguente zuffa, subito sedata, ha fatto scattare una molla nel meccanismo della squadra e da li in poi Dallas non è più stata in grado di giocare in tranquillità come nel primo tempo. Un chiaro messaggio dunque al front seven di Seattle che con una linea così non avrà vita facile ed ha dimostrato che se c’è da giocare duro e sporco Green Bay c’è. Il solito problema è rappresentato dal run blocking, anche ieri deficitario, con Lacy che come al solito ha dovuto fare tutto da solo aiutato soltanto dai buchi creati da Kuhn.

GIOCATORI MIGLIORI: Rodgers, Lang
GIOCATORI PEGGIORI: Nessuno

 

RUNNINGBACKS

Possiamo dire tranquillamente: la solita partita di Lacy. Prendere l’hand-off di Rodgers e correre rompendo più placcaggi possibili perché di blocchi sulle corse neanche se ne parla. Almeno fino a metà del terzo quarto perché poi il prodotto di Alabama è dovuto rimanere sulla sideline a causa di una crisi di asma causata probabilmente dal freddo del Wisconsin. Tuttavia la prestazione di Lacy è comunque da segnalare perché coprire 101 yard con una delle migliori difese non è cosa da poco. C’è da dire che una grande mano di aiuto l’ha portata Kuhn, che finalmente abbiamo visto in campo molto più a lungo. Ormai non si può più fare a meno del #30 che in run blocking è fondamentale e forse McCarthy ha capito che non si può lasciare troppo in panchina un giocatore del genere. Meglio tardi che mai.

GIOCATORI MIGLIORI: Lacy, Kuhn
GIOCATORI PEGGIORI: Nessuno

 

RICEVITORI

Ci si aspettava una grande partita da parte del reparto avanzato e così è stato. Quello che non ci si aspettava invece era una prestazione monstre da parte del rookie Adams. Dopo la partitaccia di Buffalo e i tanti drop, molti avevano dato ormai per finito il prodotto di Fresno State ed erano convinti che Rodgers non si sarebbe più fidato di lui. Non il sottoscritto però visto che avevo subito scritto che una partita storta non poteva intaccare quanto di buono fatto fino ad’allora ed infatti eccoci alla partita di ieri. Le 117 yard e un td grazie a delle ricezioni oltre che belle estremamente importanti, rappresentano un grande risultato per il rookie che ha riacquistato la fiducia perduta contro i Bills grazie anche a Rodgers che non ha mai smesso di cercarlo. Chi invece non ha avuto bisogno di ritrovarsi è stato Randall Cobb, che non ha messo a referto td ma ha comunque disputato una partita da 116 yard. Purtroppo è stato tardivo a mio parere il suo utilizzo nel backfield, ma sappiamo benissimo di chi è la colpa per questo, e speriamo che domenica prossima lo vedremo in questo tipo di giochi quanto prima. Il #18 oltretutto si è dimostrato utilissimo nei blocchi per Lacy nonostante abbia rischiato di combinare la frittata con il fumble nel ritorno prontamente recuperato. Partitissima anche di Quarless che giorno dopo giorno sta diventando un fattore determinante. Qualche false start di troppo non ha intaccato una prestazione da 31 yard e un td con il #81 che ha fatto valere i suoi kg come uomo di linea aggiuntivo. Con l’unica importantissima ricezione in endzone anche Richard Rodgers ha marcato il tabellino e ora come ora non si può non approfittare di questa coppia di TE che sono fondamentali in ricezione quanto in fase di blocking.

GIOCATORI MIGLIORI: Adams, Cobb, Quarless
GIOCATORI PEGGIORI: Nessuno

 

-DEFENSE-

FRONT SEVEN

Solita difesa, soliti problemi. Al Lambeau Field arrivava il miglior runningback della lega e naturalmente il front seven non è stato in grado di arginarlo. Troppe le 123 yard corse da Murray e se non fosse per il fumble causato da Peppers probabilmente staremo parlando di un’altra partita. Troppi miss tackle, troppi ritardi sui placcaggi insomma; sempre la solita storia. Male Matthews che in pass rush non ha mai messo pressione su Romo evidenziando, se mai ce ne fosse stato bisogno, che serve un ILB al prossimo draft e in generale il #9 dei Cowboys quando è stato sackato è per via del suo troppo ritardo nel rilasciare il pallone più che per meriti dei difensori. Male anche Jones che si è dimostrato troppo lento e spesso in ritardo mentre sarebbe meglio fare una statua a quell’uomo che a Chicago avevano ormai dato per finito. Peppers ha giocato una partita in sordina, come molte volte gli è capitato in stagione, tuttavia quando c’è da fare la giocata della svolta lui risponde presente. Il fumble che ha fermato Murray rappresenta una delle giocate chiave della partita e in generale l’ex Bears è diventato uno dei leader di questa difesa dimostrandosi tutt’altro che finito. Contro Seattle ci sarà bisogno di un’altra prestazione così da parte del #56 in una partita dove l’esperienza puo giocare un ruolo fondamentale.

GIOCATORI MIGLIORI: Peppers
GIOCATORI PEGGIORI: Matthews, Jones

 

SECONDARIA E SPECIAL TEAM

Partita che definirei strana quella che riguarda la secondaria. Strana perché Romo ha lanciato solamente 191 yard molto al di sotto dei suoi soliti standard e questo è imputabile alle buone marcature messe su dai cornerback dei Packers. Dall’altra parte però quando Romo i suoi ricevitori li ha trovati, la coverage dei cb è sempre stata deficitaria, sempre in ritardo e con troppi miss tackle che hanno fatto guadagnare yard extra (chiedere a Beasley). Sopratutto Tramon Williams è parso il più spaesato di tutti come in occasione del td di Williams dove prima gli ha lasciato ricevere tranquillamente il pallone, poi si è fatto aggirare da una finta del #83 che si è involato fino alla endzone. Anche Shields per buona parte della gara è parso in ritardo e metterlo a uomo su Bryant nell’azione dell’incompleto non è stata una grande mossa difensiva. Solita partita di Clinton-Dix, per l’ennesima volta leader di squadra sui placcaggi, anche se ha dovuto giocare molto sul profondo per via delle doppie coperture sui ricevitori. Menzione particolare stavolta va data allo special team che finalmente ha disputato una partita senza sbavature, fumble di Cobb a parte, ed è riuscito anche a bloccare il fg di Bailey.

GIOCATORI MIGLIORI: Williams
GIOCATORI PEGGIORI: Clinton-Dix

 

COACHING STAFF

Quando ormai avevamo perso ogni speranza dopo l’ennesimo challenge buttato li a caso per un presunto tip di Peppers su un lancio di Romo, ecco che McCarthy vince la sua lotta personale con il fazzoletto rosso nel momento più importante. Pochi si sono accorti dell’incompleto di Bryant ma dopo un’attenta analisi del replay sugli schermi del Lambeu e l’ennesimo challenge lanciato dall’HC, ecco che la chiamata viene cambiata mandando in visibilio gli 80000 presenti. Ben inteso; McCarthy non ha visto la giocata in diretta vista la distanza dall’azione e probabilmente la chiamata gli è stata suggerita da qualcun’altro. Fatto sta che finalmente non abbiamo sprecato un time out e lo abbiamo fatto nel momento più importante. Challenge a parte si sono viste le solite chiamate, il solito playbook anche se qualche miglioramento si è visto. Kuhn è rimasto molto più a lungo in campo dimostrando che è impossibile fare a meno di lui e l’utilizzo di Cobb nel backfield c’è stato ma forse è arrivato troppo tardi. Bisognerà assolutamente cambiare il playbook, compreso quello difensivo, nella partita contro Seattle per far vedere che non siamo la solita squadra che si deve affidare per forza di cose a Rodgers ma che abbiamo tante risorse da poter utilizzare.