New Orleans Saints 2014: Più Peccatori Che Santi

Finita un’altra stagione di football ed è già tempo di bilanci. Ripercorriamo il campionato 2014-15 dei New Orleans Saints, una stagione non certo memorabile che ha lasciato l’amaro in bocca a tutti i tifosi.

Una stagione che si preannunciava ricca di successi già in offseason con il prolungamento di contratto per Junior Galette (sack leader della squadra nel 2013), un Mark Ingram che aveva lasciato ben sperare a fine stagione 2013, il ritorno di Kenny Vaccaro dall’infortunio, l’acquisizione di Jairus Byrd tra i free agent e un draft aggressivo con la scelta di fare trade up per prendere il ricevitore di Oregon State Brandin Cooks al primo giro.

Eh sì, le aspettative erano decisamente alte. Ramon Vargas, giornalista del New Orleans Advocate che intervistai prima dell’inizio della regular season (qui trovi l’articolo), aveva addirittura affermato che come minimo ci si aspettava l’approdo in finale di conference per questa squadra.

Invece i Saints faticano ad ingranare, in attacco ma soprattutto in difesa e vanno a perdere partite già vinte (vedi Cleveland o Detroit) per ritrovarsi a fine stagione con un record di sette vittorie e nove sconfitte, mentre i Carolina Panthers si porteranno a casa (per la seconda volta di fila, mai successo da quando è stata creata la division) la corona della NFC South con un record di 7-8-1.

Un campionato che può essere riassunto in quattro immagini:

1) Inizio stagione

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2) Dopo la sconfitta contro gli Atlanta Falcons in week 1

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3) Dopo una partita qualsiasi della stagione (vittorie contro Green Bay, Pittsburgh e Carolina -fuori casa- escluse)

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4) Dopo la sconfitta contro gli Atlanta Falcons in week 16

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Che cosa non ha funzionato? I fattori che entrano in gioco sono tanti per giungere ad un risultato finale così disastroso (non tanto per il record finale ma soprattutto per la qualità di gioco vista in campo).

DIFESA

In primis è doveroso sottolineare la pochezza difensiva di una squadra che appena un anno prima era nella top ten nella lega. Nel 2014 la difesa è 31° in yard subite a partita, 31° in terzi down concessi (46%) e 28° in punti concessi a partita (424 in totale, per una media di 26.5 punti a partita). Per non parlare della difficoltà tremenda a creare turnover, i placcaggi mancati (solo Kenny Vaccaro ne ha sbagliati 19!) e tante altre piccole cose che ricordavano molto la difesa del 2012. Una delle peggiori della storia della NFL, per capirci. Una regressione così importante dopo una stagione 2013 promettente ha lasciato molti perplessi: è Rob Ryan il problema? O sono i giocatori? Probabilmente la colpa è un po’ dell’uno e un po’ degli altri. Per la prossima stagione il piano è chiaro: confermare la fiducia a Ryan ancora per un anno e cambiare qualche assistente per portare qualche idea nuova nell’ambiente (il ritorno di Dennis Allen potrebbe essere molto importante da questo punto di vista).

MVP della difesa: Keenan Lewis

Su di lui si può contare sempre. Gioca ogni snap come fosse l’ultimo della sua vita e combatte su ogni pallone facendosi trovare fuori posizione molto raramente.

(menzione d’onore: Curtis Lofton)

LVP della difesa: Kenny Vaccaro

Un disastro: complice l’infortunio della scorsa stagione non recuperato al 100% Vaccaro sembrava un altro giocatore rispetto al rookie fenomenale del 2013.

ATTACCO

L’attacco, nonostante le statistiche apparentemente incoraggianti, non si è dimostrato all’altezza degli standard a cui siamo abituati e che ci si aspetta da dei talenti del genere, in parte anche a causa di un playcalling che in più di un’occasione ha lasciato a desiderare. Un Marques Colston sulla via del tramonto, un Jimmy Graham con costanti problemi alla spalla e un Drew Brees troppo spesso fuori sync non hanno di certo aiutato ma, se chiedete al sottoscritto, il problema vero dell’attacco è stata la offensive line, la cui incostanza (soprattutto nella protezione sui giochi di passaggio) ha messo in difficoltà tutto il reparto.

MVP dell’attacco: Mark Ingram

Questa scelta potrà non essere condivisa da alcuni (probabilmente molti) tifosi ma penso che Ingram abbia fatto davvero una grande stagione. Nonostante sia stato costretto a saltare tre partite per la rottura di una mano l’ex running back di Bama ha collezionato 964 yard di corsa e 9 touchdown, a cui vanno aggiunte le 145 yard di ricezione (su 29 prese). Lo stile di corsa è stato molto più cattivo rispetto alle annate precedenti quando la costante esitazione dietro la linea di scrimmage lo portava a guadagnare non più di una o dua yard a corsa.

LVP dell’attacco: Marques Colston

Troppo incostante: l’età si fa sentire e lo stipendio della prossima stagione sembra davvero ingiustificabile.

SPECIAL TEAM

Un reparto che vanta davvero pochi giocatori di spicco ma che nelle ultime partite è rinato grazie all’innesto di Jalen Saunders, ricevitore rookie scelto al terzo giro dai Jets e poi rilasciato nel corso della stagione. Saunders ha ben impressionato sia nei ritorni di punt che nei ritorni di kickoff (in week 16 contro gli Atlanta Falcons ha riportato il kickoff iniziale per 99 yard, sfiorando la meta di pochissimo) mettendo una seria ipoteca su un posto nel roster 2014-15.

Per quanto riguarda la situazione kicker chi mi segue sa benissimo come la penso. Shayne Graham è un buon veterano che dento le 40 yard difficilmente fallisce ma questa abilità non è sufficiente per la NFL, c’è bisogno di rinnovamento.

MVP degli ST: Thomas Morstead

Anche quest’anno Morstead ha azzeccato il 99,9% dei punt senza particolari problemi. Una sicurezza.

LVP degli ST: Greg McMahon

Il pressochè nullo impatto degli special team è un problema che i Saints si portano dietro da qualche anno, forse coach McMahon dovrebbe dedicarsi ad altro.

ALLENATORI

Sean Payton: non benissimo. Playcalling da rivedere e decisioni a volte forzate hanno messo in difficoltà l’attacco. Servono dei cambiamenti e lui lo sa. Attendiamo fiduciosi.

Rob Ryan: l’aggressività degli schemi del panzuto DC a volte paga e a volte no. Quest’anno, decisamente no. Riuscendo a portare pressione con quattro uomini la difesa di Ryan può essere molto efficiente (vedi 2013) ma quando è costretto a portare molti uomini in blitz troppo spesso i problemi della secondaria tornano a galla (vedi 2014). Ultima chance per dimostrare di meritare il posto da DC nella prossima stagione, vedremo se sarà all’altezza della sfida.

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