San Francisco 49ers 2014: una stagione fallimentare.
La stagione 2014 dei San Francisco 49ers non è stata all’altezza delle attese, il record finale di 8W-8L li ha esclusi dai playoffs e relegati al terzo posto nella NFC West alle spalle di Seattle e Arizona. Alla base di questo deludente risultato ci sono diversi fattori, in primis la fine del rapporto di fiducia tra il front-office e Harbaugh culminato a fine della stagione con la rescissione contrattuale. I rapporti tra le parti non erano più idilliaci da parecchio tempo e il tentativo, fatto a febbraio e non andato a compimento, di mettere in piedi una trade con Cleveland, per il passaggio del coach ai Browns, ha rappresentato il punto di non ritorno. Da quel momento, Harbaugh ha gestito la squadra da separato in casa con tutte le difficoltà annesse a questa situazione.
Secondo fattore è stato l’assenza, causa infortunio, di alcuni giocatori chiave come Bowman e Dorsey, mai scesi in campo, e Kilgore, Willis e Williams, persi nel corso della stagione, ai quali si devono aggiungere i vari Hunter, Brock, McDonalds, Cook, Ward e Patton.
Un altro fattore è stato la squalifica di nove giornate comminata ad Aldon Smith per i problemi avuti con la giustizia a causa di alcool e droga. L’assenza per così tanto tempo di uno dei pass rushers più forti della Lega ha influito non poco sulle difficoltà avute nel portare pressione alle linee e ai quarterbacks avversari.
Anche la scelta di cambiare il DNA offensivo della squadra è stato un fattore determinante. Rinunciare, per gran parte della stagione, al gioco di corsa, decisivo nei successi ottenuti nelle stagioni precedenti, a vantaggio di un passing game a dir poco inefficace è stato quanto di più deleterio si potesse fare. Il fallimento del cambio di atteggiamento tattico è stato evidenziato ancor di più dalla deludente stagione di Kaepernick, il cui tentativo da parte del coaching staff di trasformarlo in un pocket passer è miseramente fallito, di Vernon Davis e Crabtree, incredibilmente poco coinvolti in chiave di ricezione, e di tutti gli uomini della linea offensiva che non sono quasi mai riusciti a proteggere il proprio quarterback che, a causa di ciò, ha chiuso con ben 52 sack al passivo.
A salvarsi sono stati in pochi, Gore, al suo ultimo anno di contratto, nonostante sia stato poco coinvolto nella prima parte della stagione, ha chiuso con più di 1000 yards corse entrando a far parte dell’esclusivo 11000-yards club della NFL, Boldin, per il secondo anno consecutivo sopra le 1000 yards su ricezione, Bethea, arrivato quest’anno con il difficile compito di non far rimpiangere Whitner, Cox, alla sua migliore stagione in carriera con 5 intercetti, Culliver, di rientro da un infortunio che gli ha fatto saltare tutto il 2013, e Justin Smith, il punto di riferimento della defensive line. Da rimarcare anche il lavoro fatto dal defensive coordinator Fangio che, nonostante l’altissimo numero di infortunati, è riuscito a far rendere al meglio il reparto portandolo al quinto posto finale nel ranking della Lega. Fangio avrebbe meritato il posto lasciato scoperto da Harbaugh ma anch’esso, vittima della follia gestionale del duo York/Baalke, è stato “liberato”. Stesso destino è toccato a Roman, l’offensive coordinator, e a parecchi assistenti.
Con la fine della stagione 2014 arriva al termine, dopo quattro stagioni, l’era Harbaugh. Il coach se ne va con un record complessivo di 49W-22L-1T, due titoli divisionali, tre partecipazioni all’NFC Championship consecutive, un titolo NFC e una partecipazione al Super Bowl XLVII, lasciando i tifosi nello sconforto più totale. Il futuro fa paura…


Poveri noi… Abbiamo messo su un Coaching staff che mette i brividi… Speriamo bene…