New Orleans Saints 2015: free agency e salary cap

Cominciamo male! Non solo abbiamo alle spalle una stagione a dir poco deludente ma siamo una delle squadre con la peggior situazione di salary cap della lega: ben 23 milioni di dollari oltre il tetto massimo stabilito!

Vi siete spaventati? Niente paura, non va così male come sembra e adesso vi spiego perché.

SALARY CAP

Manca ancora circa un mese prima dell’inizio ufficiale della stagione 2015: le squadre avranno tempo fino al 10 marzo per “regolare i conti” e iniziare una nuova stagione con le carte in regola. Prima buona notizia: il limite massimo di spesa per il 2015 si alzerà rispetto a quello dello scorso anno. Si passerà infatti dai 133 milioni di dollari del 2014 ad una cifra compresa tra i 140 e i 145 milioni per la nuova stagione.

Seconda buona notizia: Mickey Loomis è un mago. Sono anni che riesce a far quadrare i conti anche in situazioni parecchio complicate: ricordate la scorsa stagione quando tutti dicevano che i Saints erano in “cap hell” (cioè in una situazione economica che neanche la Grecia in questo periodo) e avrebbero fatto ben poco in offseason per migliorare il roster? Loomis non solo ha permesso alla squadra di scendere sotto il tetto massimo di spesa per mettere sotto contratto i rookie ma ha addirittura reso possibile l’arrivo di uno dei top 3 tra i free agent della scorsa offseason, e cioè Jairus Byrd. E tutto questo prima di rimettere sotto contratto Jimmy Graham, con un lauto aumento di stipendio – circa 10 milioni all’anno.

Terza buona notizia: i grossi contratti (tipo quelli di Graham e Galette, per capirci) possono sembrare insostenibili ma in realtà sono strutturati in modo da poter convertire i roster bonus in signing bonus il che, in sostanza, permettere alla squadra di spalmare la spesa in più stagioni facendo così avere a quel giocatore (o meglio, al suo contratto) un impatto minore sul salary cap della stagione imminente. Facciamo qualche esempio per rendere ancora più chiara l’operazione.

Il contratto di Junior Galette prevede un roster bonus da 12,5 milioni di dollari che con tutta probabilità verrà convertito in un signing bonus da 2,5 milioni all’anno per i prossimi cinque anni. In questo modo il contratto del pass rusher peserà 10 milioni in meno sul salary cap del 2015, dai 15,4 milioni attuali (roster bonus e tutte le altre voci comprese) a circa 5,4 milioni. Naturalmente una mossa del genere ha anche degli aspetti (potenzialmente) negativi a lungo termine: così facendo ci si lega ad un giocatore per molti anni visto che, se Galette dovesse infortunarsi o giocare male, quei soldi gli saranno in ogni caso dovuti.

Allo stesso modo anche altri contratti di giocatori importanti possono essere convertiti: Jimmy Graham e Curtis Lofton potrebbero far risparmiare alla squadra circa 6,3 milioni di dollari qualora i loro bonus venissero distribuiti nei prossimi tre anni.

Scendere sotto il salary cap è dunque relativamente facile. Un po’ più complicato è creare ulteriore spazio per accaparrarsi qualche buon free agent e mettere sotto contratto i rookie. Come lo scorso anno i Saints dovrebbero fare a meno di alcune pedine importanti (Darren Sproles, Roman Harper, Malcolm Jenkins, ecc.) per l’innesto di nuovi giocatori. Uno tra i partenti potrebbe essere Rafael Bush (il cui contratto non prevede grosse cifre garantite) specialmente nel caso in cui Corey White venga spostato definitivamente a safety. Anche Brodrick Bunkley, il cui rilascio consentirebbe ai Saints di risparmiare circa 2,5 milioni di dollari, potrebbe essere vicino all’addio a causa della sua scarsa produzione e dell’infortunio che lo scorso anno gli ha fatto saltare parecchie partite.

La questione si fa un po’ più spinosa parlando delle due guardie titolari: Ben Grubbs e Jahri Evans hanno degli stipendi davvero alti rispetto al livello di gioco visto nel 2014. Tagliando Evans i Saints risparmierebbero più di 5,5 milioni di dollari ma difficilmente sarebbero in grado di trovare un sostituto valido in poco tempo. Tagliare Grubbs invece comporterebbe un risparmio di circa 3 milioni di dollari a fronte però di una perdita in dead money di 6 milioni. Per farla breve: ce li dobbiamo tenere anche l’anno prossimo, magari con qualche piccola ristrutturazione ai loro contratti.

I 9 milioni di stipendio dovuti a Marques Colston sono davvero ingiustificabili considerando la sua scarsa produzione ma il veterano si è reso disponibile ad una riduzione dello stipendio per giocare un altro anno a New Orleans.

Tutto chiaro? Bene, dopo aver fatto il punto sul salary cap ora passiamo ai free agent.

FREE AGENCY

Paragrafo relativamente poco interessante quello dei free agent in uscita:

fa2015

[credit: overthecap.com]

Il nome che salta subito all’occhio è naturalmente quello di Mark Ingram. Il running back ex Alabama è stato per la maggior parte della sua carriera tra i professionisti quello che gli americani definirebbero un bust ma nel 2014 i tifosi di New Orleans hanno visto un giocatore completamente diverso. 964 yard corse, 145 yard ricevute, 9 touchdown e un infortunio alla mano che gli ha fatto saltare tre partite: questi i numeri del 2014 di Ingram. Quella del rinnovo di Ingram è un’opzione che va sicuramente considerata visto lo sviluppo del giocatore, ma al prezzo giusto: se pretendesse più di 2/2,5 milioni di dollari a stagione probabilmente i Saints faranno a meno di lui e verteranno su opzioni meno costose. Se Ingram parte il rinnovo per Travaris Cadet sarà quasi sicuramente automatico e probabilmente verrà anche draftato un running back a maggio così da essere coperti in caso di infortunio a Khiry Robinson o Pierre Thomas.

Scorrendo rapidamente gli altri nomi penso che giocatori come il sopracitato Cadet, Parys Haralson, Ramon Humber, Brandon Deaderick e Tyrunn Walker abbiano contribuito bene e meritino di restare in squadra, considerando anche che i loro contratti non porterebbero via tanto spazio nel salary cap. Le uniche certezza finora sono il rinnovo di Senio Kelemete, riserva della linea offensiva, e Luke McCown, quarterback di riserva.

Sarà difficile veder ancora in maglia black and gold i vari Jonathan Goodwin, Robert Meachem e Shayne Graham, causa veneranda età (per la NFL, naturalmente).

Patrick Robinson sarà un altro caso interessante da seguire: i coach gli hanno spesso dato fiducia ma le prestazioni sul campo sono state raramente da 6 in pagella. Il fatto che i cornerback in questa squadra siano davvero pochi potrebbe giocare a favore di una sua riconferma che potrebbe tuttavia risultare poco gradita a molti tifosi.

Per quanto riguarda i possibili acquisti invece due nomi interessanti sono Kareem Jackson e Nick Fairley. Il primo, cornerback degli Houston Texans, sarebbe il giocatore ideale da piazzare al lato opposto di Keenan Lewis come cornerback #2, ruolo che dopo l’infortunio di Jabari Greer deve essere ancora coperto decentemente. Il defensive tackle dai Detroit Lions invece potrebbe svincolarsi qualora venisse rinnovato il suo compagno di reparto Ndamukong Suh e giocarsi il posto da titolare nella rotazione dei DT con Akiem Hicks e John Jenkins. Questi sono due giocatori che potrebbero arrivare senza richiedere contratti troppo onerosi ma dovremo attendere i vari rinnovi e l’inizio della free agency per saperne di più.

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