The Bears Switch: Vic Fangio e la 3-4 Defense.

Diciamolo, la possibilità di vedere Chicago scendere in campo con una difesa 3-4 è affascinante.
Si può essere tradizionalisti e integralisti quanto si vuole, ma i numeri e lo spettacolo parlano chiaro e, di queste due cose, il sistema difensivo a quattro linebacker ne chiama a palate.
Di recente abbiamo visto sempre più squadre utilizzare questo sistema e molti giocatori emergere per le loro qualità da reparti non proprio solidissimi, riuscendo ad impostare il gioco sulle proprie dita. Uno degli esempi più lampanti è la difesa dei 49ers, allenata negli ultimi anni proprio da Vic Fangio, ora in forze ai Bears.
Sin dall’assunzione di lui e di Fox, in città è iniziata a circolare l’idea che la difesa degli Orsi avrebbe inevitabilmente virato verso un sistema 3-4; ora pare l’abbiano confermato tanto i suddetti coach quanto il GM, Ryan Pace. E questo rimescola ancora le carte.
Parliamoci chiaro, l’idea di passare ad una 3-4 molto aggressiva e basata sul QB Hunting è intrigante, ma per attuare un piano del genere servono elementi di spicco.
La 3-4 non la gioca chiunque, non ha nemmeno un senso se non è impostata sulle caratteristiche ben delineate di alcuni giocatori.

Partiamo dalla Linea. Per giocare una 3-4 degna di rilevanza, il ruolo portante delle linea difensiva è sicuramente il Nose Tackle che, ovviamente, Chicago non ha. C’è poco da discutere, nessuno degli uomini a roster è specializzato nel giocare NT 0-tech per cui si rende necessario investire qualcosa sulla ricerca dell’uomo giusto.
Ad ogni modo, questo investimento dovrà essere importante sia che si parli di Free Agency (quindi di soldi), sia che si parli di Draft (primo, massimo secondo giro); il NT è la base della difesa 3-4 e se va preso, va preso son fiocchi e controfiocchi.
Ai lati del Nose Tackle poi, scatta la ristrutturazione di una linea che già nella classica 4-3 non ha dato prova di eccellenza, l’anno scorso. Come tutti sappiamo, gli spot ai lati del NT sono solo due; ma chi far giocare?
DT da 3-4 tech o DE da 5-6 tech?
Nel primo caso avremmo Lamarr Houston (sperando che il rientro dall’infortunio lo faccia anche tornare in palla) alla destra del NT e  Stephen Paea alla sinistra, entrambi coperti da Ego Ferguson (che potrebbe anche decidere di lottare per un posto da starter) e Will Sutton; in questo caso, che farne di Willie YoungJared Allen? L’unica via percorribile sembrerebbe quella di spostarli ad OLB da QB Hunting ma siamo sicuri che abbiano la velocità e la reattività richieste per questo genere di ruolo? A parere mio, sarebbe solamente un voler snaturare due ottimi giocatori rendendoli ibridi inservibili.
Nel secondo caso, ai lati del NT si posizionerebbero proprio i succitati Young (L) e Allen (R); partendo dal fatto che dietro di loro non c’è deep chart, l’idea di re-inventarli come DE da 3-4 comporta seri rischi, primo fra tutti, il fatto che il ruolo di pass-rusher ufficiale dovrebbe ricoprirlo qualcun altro, verosimilmente un OLB molto grosso e veloce che forse nemmeno abbiamo.
Terza opzione, il tourn over. Una linea “ballerina” che continua a ruotare attorno al NT a seconda della chiamata difensiva del momento: Houston e Allen o Young quando si tratta di pass-rushing, Paea e Ferguson quando l’obbiettivo è chiudere i varchi della OL avversaria mentre l’OLB si occupa della caccia al QB e così via.
Per assurdo, sembra che di materiale buono da far ruotare ce ne sia parecchio, anche se non è del tutto specializzato e dovrà ruotare attorno ad un ruolo dove ancora non c’è nessuno (!).

Parlando di linebackers, la situazione si fa ancora più ingarbugliata. Facile parlare di 3-4 quando hai i LB che aveva Fangio a Frisco, o quando hai un Clay Matthews come pass-rusher.
La seconda linea, in questo sistema, diventa di primaria importanza e a Chicago, come abbiamo visto, l’equilibrio (e forse anche il talento) scarseggia.
Tolto che Lance Briggs è Free Agent e deve rinnovare, oltre al fatto che ha una certa età e in quanto ad infortuni peggiora sempre, la situazione resta piuttosto “annodata”. Jon Bostic, DJ Williams e Jones Christian sono tutti LB ormai abituati alla 4-3 oltre che molto “situazionali”; nessuno di loro, infatti, sembra poter prendere posizione fissa durante tutti gli snap a prescindere dalla chiamata. L’unico OLB cresciuto in un sistema 3-4 è Shea McClellin , pass-rusher di riferimento ai tempi di Bois State; il ragazzo, draftato al primo giro come DE da 4-3, ha trovato non poche difficoltà ad adattarsi ai ruoli che gli sono stati assegnati (prima DE, poi OLB sempre in 4-3) pur dimostrando una gran voglia di mettersi in gioco e un aggressività decisamente apprezzabile. Ora gli si darebbe la possibilità di dimostrare il proprio valore nel sistema a lui più congeniale, sperando che inizi a produrre quanto sperato.
McClellin non è Matthews, ma in posizione di OLB pass-rusher potrebbe regalare soddisfazioni (ruotando con Allen, a patto che ritrovi velocità) mentre dalle spalle di Bostic e Williams verrebbe tolto il fardello di essere il MLB da 4-3 che avrebbero dovuto essere e che manca a Chicago sin dalla partenza di Brian Urlacher.

Purtroppo questo sistema difensivo si trascina altre problematiche: Safety e CB cambiano modo di giocare, salgono e diventano, per quanto possibile, ancora più importanti.
Chris Conte e Charles Tillman saranno Free Agent, mentre Ryan Mundy lo sarà nel 2016; per quanto riguarda i rookie del 2014, Brock Vereen sembra non essere ancora del tutto affidabile , come del resto Kyle Fuller.
Fino a una settimana fa CB e Safety sembravano, per il secondo anno consecutivo, tra le need primarie di Chicago ma ora, se davvero lo staff pensa di passare alla 3-4 e di affidarsi molto al draft, il focus si sposta su quel Nose Tackle che manca del tutto e su un OLB dedicato in caso l’opzione McClellin non funzionasse; ergo, bisognerà arrangiarsi con quello che si ha, seguire un paio di FA e cercare di tamponare coi giri bassi del Draft.
Da non sottovalutare è anche la possibilità di rimestare non solo la prima linea, ma l’intero reparto, all’occorrenza: da 3-4 a 4-3 (con Allen che torna DE esterno, facendo uscire McClellin da una seconda linea che torna appunto a 3 uomini) in base alla situazione e alla chiamata difensiva.
Tutto molto bello ma anche molto complicato perché, in caso, servirebbero uomini molto poliedrici oltre che la presenza a roster di “specialisti” di entrambe le impostazioni.

In conclusione, l’idea di tornare al passato (cioè ad una difesa dominante) passando per il rinnovamento piace e affascina, ma si tira dietro più domande che risposte.
Sulla carta i pezzi del puzzle ci sono tutti, l’importante è che si traducano in realtà quanto prima. A parere di chi scrive, una volta trovato il Nose Tackle giusto (a questo punto ci investirei un primo giro…) la linea potrebbe davvero trovare giovamento da questo cambio di direzione; la gente “buona” c’è e può girare in un sistema situazionale sempre abbastanza al top, a patto che molti grossi nomi tornino a produrre almeno quanto guadagnano. La seconda linea, invece, resta un punto di domanda unico: risorgerà McClellin? Bostic e Williams (o Christian) troveranno spazio nel mezzo di una linea a 4? Briggs tornerà e sarà utile alla causa o sarà più che altro ingombrante?
Stessa situazione, come detto, per le secondarie, reparto che già apriva quesiti insormontabili l’anno scorso, con un cambio di impostazione poi…

Da seguire quindi l’Offseason dei Bears che, spinti dal vento del rinnovamento, dovranno cercare di muoversi il meglio possibile per accaparrarsi giovani e veterani in grado di stravolgere e rianimare un reparto decisamente appannato ma  tanto importante per questa franchigia.