Trent Richardson firma con gli Oakland Raiders

Quando tutto sembrava fermo, Reggie McKenzie lascia a bocca aperta lega e fan base e fa l’acquisto che nessuno aveva visto arrivare: Trent Richardson firma il suo contratto e nella stagione 2015 vestirà la maglia Silver&Black.

Iniziamo dal principio per raccontare, a chi non ne è stato dietro, la storia del RB da Alabama, che da fenomeno del college, non è riuscito neanche lontanamente a raggiungere lo stesso livello di successo in NFL. Visto come uno dei migliori prospetti del 2012, Richardson compariva nelle board di tutti gli esperti sempre nelle primissime posizioni; il giorno del Draft, i Cleveland Browns (che quell’anno prendevano con il 4o overall) fecero addirittura un trade con i Vikingsche sedevano un gradino sopra di loro, pur di assicurarselo, e dopo aver preso anche Brandon Weeden nello stesso primo round, tutti erano convinti che le due posizioni “di punta” fossero sistemate per gli anni a venire.
Nel suo Rookie Year, Richardson non fu proprio un fenomeno, ma le sue statistiche furono abbastanza solide: nonostante fosse stato starter per 14 partite, riusci comunque a raggiungere quota 950 yard, e 11 TD segnati, con una media di 3.6 yard per portata. Quest’ultimo numero è. ovviamente, molto basso, e se si pensa al fatto che nei suoi 3 anni di carriera rappresenta il suo “record” , contestare ciò che i Browns fecero l’anno successivo, diventa impossibile.
Nel 2013, sopo sole 2 partite nel suo secondo anno, il front office di Cleveland decise di sbarazzarsi del RB, scambiandolo con gli Indianapolis Colts (allora in disperata cerca di qualcuno cui cedere la palla per non farla lanciare sempre Andrew Luck) per una prima scelta nel Draft dell’anno successivo.
In molti, me compreso, pensavano che la sua permanenza nei Colts avrebbe giovato enormemente alla sua carriera, ma in realtà non fu così: nei due anni che seguirono il rapporto con il coaching staff di Indianapolis fu in continuo declino, un declino che portò la squadra a non attivare Richardson nonostante fosse sano. Lui stesso ha ammesso che i Colts erano addirittura arrivati a multarlo perché in sovrappeso di 3 pound rispetto al peso richiesto, rendendo quindi il divorzio tra le due parti un destino inevitabile, aprendo così la strada al General Manager più impedito degli ultimi anni.

Dopo esser stato rifiutato da Demarco Murray, Reggie vola basso e si assicura i servizi del prodotto di Alabama, con un contratto per 2 anni del valore di $3.9 milioni che potrebbero diventare 8 se il RB dovesse soddisfare i requisiti degli incentivi.

Parere Personale: Agli occhi dei più, diciamo del 90% dei tifosi di football americano, questo acquisto potrebbe risultare come l’ennesima mossaccia di un front office che fino ad ora ha fallito su diversi fronti. Usando la testa, affermare che questa mossa sia stupida è forse la strada giusta da percorrere, ma per motivi personali mi trovo abbastanza combattuto. Devo confessare che io sono sempre stato un fan di Richardson quando uscì dal college, e che nonostante non fosse un Raider, mi sarebbe piaciuto vederlo eccellere nel suo lavoro. Questa speranza ovviamente non si è avverata, e vedendo come spesso mancasse il buco giusto da prendere non è difficile capire il perché, ma ripensandoci su, l’idea di dargli un ennesima chance non è malvagia. Il prezzo non è eccessivo come quello di altri scarti portati dentro, e, visto che tecnicamente è lontano anni luce da Latavius Murray, competerebbe semplicemente con Reece e Helu per il posto di backup.
Non è l’acquisto che cambia il franchise, ma ha un lato positivo: se dovesse far schifo come al solito lo si licenzierebbe a costo zero e senza averci speso un capitale per averlo portato dentro, ma se dovesse invece rivelarsi per un quel RB che al college marciava sui corpi dei difensori, allora tutto di guadagnato.
VOTO: C+