Tennessee Titans: E adesso?

E’ di ieri notte la notizia delle dimissioni di Tommy Smith dalla posizione di CEO dei Titans e mentre il temporaneo rimpiazzo Steve Underwood cerca un sostituto a lungo termine, vediamo cosa significa questa mossa per il futuro della squadra.

FACTS-

Che Tommy Smith fosse un pessimo CEO è sotto gli occhi di tutti, la squadra non aveva un’identità e l’approssimazione  con cui erano fatte le cose era imbarazzante.
Inoltre, Smith seguiva le operazioni da Houston, rifiutando interviste e meeting con la squadra, ed era chiaro che non aveva alcuna “presenza” nello spogliatoio, cosi come non aveva idea di come mandare avanti la baracca.
Steve Underwood sta cercando un uomo di Nashville, che gestisca la squadra da vicino e sia una presenza solida e costante, un punto di riferimento come lo era Bud Adams ai tempi d’oro.

ANALISI-

Strana la tempistica dei fatti. Perchè Smith si dimette adesso, in piena offseason ed a ridosso del Draft, invece di farlo tempo addietro quando la franchigia aveva più tempo per assestarsi? E perchè non sceglie direttamente lui il successore? Viene da pensare che questa non sia una sua decisione e che sia stato “costretto” dalla proprietà, ovvero la famiglia Adams. Ovviamente ora iniziano a serpeggiare voci di una possibile vendita ed addirittura di un trasferimento della squadra da Nashville, chi dice a Menphis e chi addirittura Los Angeles.
Andiamo con calma.
Per quanto la famiglia Adams abbia smentito categoricamente che i Titans siano in vendita, è dura mettere a tacere i rumors che danno interessati alla franchigia personaggi del calibro di Peyton Manning e Fred Smith (il proprietario della celeberrima Fed-Ex) e dietro a questi presunti interessamenti probabilmente un fondo di verità c’è.
Stando ad un improbabile trasferimento, questa è una voce molto facile da etichettare come “cazzata“. I Titans hanno firmato un contratto con la città di Nashville, che li lega indissolubilmente allo stadio per più di 20 anni e da li, non si muovono. Inoltre, Nashville è una delle città più in rapida ascesa ed espansione degli USA (come si legge anche in questa intervista), e spostarsi sarebbe una mossa assurda e insensata.
Detto che Smith non era l’uomo giusto per il compito, bisogna anche stare attenti a non sparare sulla croce rossa. Non è stato Smith che ha portato in squadra i talenti dei vari Levitre, Greene, Blidi Wreh-Wilson & co. Non è stato Smith a togliere tocchi a Sankey per darli a Leon Washington o a dimenticarsi che quando sei sotto di 30 pts un 4&1 sulle 30 yds avversarie puoi anche giocarlo. Ma è stato certamente lui ad assumere (ed a confermare) i due signori responsabili per i disastri sopra citati: Ruston Webster e Ken Whisenhunt. Per questo penso che la decisione di ritirarsi (che sia stata sua o indotta) sia comunque quella corretta. Personalmente, anche se poi sono GM e Coach a gestire le redini di Draft e Free Agency, voglio un CEO che sia in grado non solo di prendere provvedimenti nei loro confronti, ma che sia anche capace di sostituirli al meglio qual’ora necessario.
Smith a mio avviso non lo era e speriamo che chi arrivi sia qualcuno con gli attributi. Nel frattempo, se fossi in Webster e Whisenhunt, comincerei a almeno a preoccuparmi e perchè no, a preparare le valige.