New York Giants: Free Agency 2015 Recap
Se Chip Kelly è l’uomo che sta sconvolgendo il mercato della NFL con la sua ‘spesa folle’ allora Jerry Reese fino ad ora si è limitato a comprare lo stretto indispensabile per non far morire di fame i New York Giants.
Ragionando puramente da tifoso, posso tranquillamente affermare che la free agency dei Big Blue è stata ‘una dilusione totale’ (cit.Bastianich). Sono mancati quasi del tutto nomi altisonanti del calibro di Suh, Graham o Murray, ma analizzandola da un punto di vista del bisogno, ciò che il GM ha cercato di portare in quel di New York, sono giocatori che andranno a fare da tappa buchi per la depth chart, per poi innestare con la buona posizione del draft qualche giocatore solido (qualcuno ha forse detto Scherff?!).
Andiamo però ad analizzare nel dettaglio ciò che è successo fino ad oggi.
Chi resta:
Fra i giocatori a restare per lo più possiamo trovare seconde e terze linee: Ogletree, Hynoski, Herzlich e Fells solo per citarne alcuni. Senza dubbio la mossa più importante è stata quella di applicare il Franchise Tag a Jason Pierre-Paul, Defensive End, che ha vissuto un paio di stagioni molto buone intervallate da problemi fisici. Utilizzando la formula della franchise tag, probabilmente lo stanno pagando più di quanto dovrebbero fare, ma probabilmente ne varrà la pena perché JPP ha 26 anni e può darci ancora molto.
Chi parte:
A lasciare la Mela per altri lidi sono:
– JD Walton, Centro che approda ai Dolphins, verrà sostituito da Richburg, non escludo tuttavia l’arrivo di un back-up nei giri minori del draft nonostante la presenza di Brett Jones.
– James Brewer, Offensive Tackle, che con un contratto di un anno va ai rivali dei Jets, e sinceramente non mi strappa una lacrima.
– Walter Thurmond III firma un triennale con gli Eagles, i rivali divisionali. C’è poco da dire, L’ex membro della Legion of Boom non ha inciso per gli infortuni, realizzando solo 4 sacks nel 2014.
– Antrel Rolle, Strong Safety, si accasa nella ventosa Chicago alla corte del neo Head Coach John Fox, e più che un vuoto tecnico lascia senza ombra di dubbio un grande vuoto a livello di leadership all’interno dello spogliatoio che difficilmente verrà colmato.
Chi arriva:
Finalmente arriviamo ai nuovi acquisti dei Giganti, niente di esaltante sia chiaro, quasi tutti backup ma si spera che insieme ai rookie quei due o tre buoni elementi vadano a formare una squadra migliore di quella di quest’anno (si, sono fiducioso).
– Kenrick Ellis, DT dai Jets, 1 anno di contratto a 1.650.000 $. Un run blocker di basso livello alla sua quinta stagione da mai titolare, con un test anti droga fallito alle spalle e circa un mese di carcere per un altro reato minore (andiamo bene).
– Brett Jones, C, 3 anni a 1.575.000 $. Questo giocatore viene dalla Canadian Football League, e ho detto tutto.
– George Selvie, DE, 1 anno a 1.400.000 $ dai Cowboys. Ex compagno di college di Jason Pierre-Paul, al suo quinto anno da professionista Selvie è maturato tardi rispetto alla media dei suoi colleghi, non lasciando il segno sino al 2013 quando approdato ai Cowboys, dove ha partecipato a tutte e sedici le partite della stagione mettendo a segno 7 sacks (suo massimo in carriera). Sicuramente non il meglio, ma va a diventare un tassello per la rotazione dei pass rusher.
– Marshall Newhouse, OT, 2 anni a 3.000.000 $ dai Bengals. Un buon backup con del talento alla sua sesta stagione.
– J.T. Thomas, LB, 3 anni a 12.000.000 $ dai Jaguars. È proprio lui che durante la week 13 di questa stagione, recuperò un fumble causando la sconfitta dei NYG; un buon giocatore che arriva al prezzo sbagliato che condividerà la posizione Jonathan Casillas.
– Jonathan Casillas, LB, 3 anni a 8.000.000 $ dai Patriots, che si giocherà il posto da weak side linebacker insieme a Thomas e verrà utilizzato nello special team. Ritengo che entrambi i linebackers siano giunti a cifre troppo alte, non sono prime scelte e la concorrenza per loro non era spietata: probabilmente avrebbero potuto risparmiare qualche soldo in più, ma non piango sul latte versato.
– Dwayne Harris, WR, 5 anni a 17.500.000 $ dai Cowboys. Un wide receiver mediocre che nel corso del 2014 è stato targettato solo 12 volte con 7 ricezioni per un totale di 116 yard (16.6 di media); giunge a New York in qualità di punt returner, portando buoni numeri ad uno special team che non già non era male. La cosa che mi lascia perplesso è il suo contratto. Cinque anni con 7.1 milioni di dollari garantiti sono decisamente troppi a mio parere, e i contratti di Harris, Casillas e Thomas mi hanno dato la triste conferma che Reese, seppur sia un buono scout, non sa dare il valore giusto ai giocatori.
Tiriamo le somme: fino ad ora abbiamo visto rimpolpare la depth chart di seconde e terze linee con rinnovi ed arrivi dalla dubbia qualità, abbiamo visto spendere decisamente troppi soldi per run bocker e punt returner dello special team con un finale di zero gioie… o quasi. Effettivamente ai Giants un giocatore di talento e fresco d’anello vinto da protagonista è arrivato, e sto parlando ovviamente di Vereen, ex running back dei Patriots che firma un triennale a 12.350.000 $.
– Shane Vereen è un ottimo running back con mani molto buone, che sarà sia fondamentale per chiudere i terzi down (15 1&10 nel 2014), sia una freccia importante che va ad aggiungersi alla faretra di Eli Manning, in quanto, oltre che a saper correre, è capace come più volte ha dimostrato di saper ricevere nella medio breve distanza. Senza dubbio Ben McAdoo saprà costruirgli qualche schema attorno per esaltare le sue qualità, sperando possa portare più concretezza all’attacco newyorchese. Anche se con il draft la squadra si rafforzerà ulteriormente, raggiungere i playoff sembra quasi un sogno se si guardano Cowboys e Eagles, ma se c’è una cosa che i Giants mi hanno insegnato, è stata quella di crederci fino alla fine.
La mia più grande soddisfazione da tifoso sarebbe quella di vendere cara la pelle agli aquilotti (per vedere se davvero sanguinano verde) e dimostrare ai bovari del sud che possono perdere nonostante i loro milioni, ma il non portare a casa nemmeno qualche scalpo pellerossa, sarebbe invece un fallimento per questo 2015 che si appresta molto interessante.
– Daniel Tabbì –

