New York Giants Roster. Pre-Draft Edition

Mancano meno di venti giorni all’appuntamento più atteso di tutta l’offseason: la notte del draft.

In che condizioni si trova l’attuale roster dei Giants? Quali sono le need più evidenti? Dove c’è ancora spazio per migliorare? Quali sono i ruoli con la coperta più corta? Con la seguente analisi reparto per reparto cercherò di trovare e dare qualche risposta, con un occhio in particolare rivolto al draft.

(ndr. in italics sono segnalati i giocatori arrivati via free agency)

Quarterback

Salvo incredibili ed improbabili sorprese, questo reparto dovrebbe superare il draft indenne da cambiamenti. Eli Manning, reduce da una delle migliori stagioni della sua carriera, è il titolare indiscusso, Ryan Nassib si è guadagnato sul campo il posto da backup e difficilmente Ricky Stanzi riuscirà a strapparglielo.

Keep an eye on: a meno di mosse inaspettate da parte del front office, nessuno.

 

Runningback

Shane Vereen, Andre Williams e Rashaad Jennings compongono un eclettico terzetto ed andranno a dividersi, a seconda della situazione, il maggior numero delle portate. Il reparto annovera tra le sue file anche il giovane Orleans Darkwa, talentuoso ma grezzo runner molto apprezzato dal nostro staff, che avrà occasione di giocarsi le sue carte.

Keep an eye on: negli ultimi quattro draft abbiamo sempre draftato un RB, la storia si ripeterà? Molto difficile, ma non impossibile. Certo, se in qualche modo Todd Gurley o Melvin Gordon dovessero essere ancora disponibili al secondo giro allora sarebbe tutto un altro discorso.

 

Fullback

Henry Hynoski, fresco di rinnovo, può dormire sonni tranquilli. Il draft non dovrebbe aggiungere concorrenza.

 

Wide Receiver

Qua le cose si fanno interessanti. Una certezza, Odell Beckham Junior, un giocatore dal talento enorme finora però inversamente proporzionale alla sua costanza, Rueben Randle, ed un terzo moschettiere al ritorno da un terribile infortunio, Victor Cruz. Il contratto recentemente firmato poi garantisce un posto anche a Dwayne Harris, polivalente negli special team ma forse sottovalutato come WR (non bisogna dimenticare che è utile anche chi fa il lavoro sporco e Tom Coughlin in proposito è stato molto chiaro), tanto che il suo stesso ex allenatore dei Cowboys ha espresso rammarico per una partenza a suo dire “difficile da rimpiazzare”. Ma non saranno poi certo degli onesti mestieranti come Preston Parker o Kevin Ogletree, o dei giocatori in costruzione come Marcus Harris e Corey Washington, a privare Reese dal piacere di draftare un WR, qualora si presentasse una ghiotta opportunità.

Keep an eye on: se arrivassero alla nona scelta giocatori come Kevin White o Amari Cooper, sarà necessario legare Reese ad una sedia per impedirgli di draftarli il nanosecondo stesso in cui saremo on the clock. Tra i possibili outsider per la prima scelta, occhio anche a Davonte Parker. Dopo uno spettacolare pro-day sarà molto difficile vederlo arrivare al secondo giro, ma con la coda dell’occhio non perdete di vista il velocissimo Breshad Perryman.

 

Tight End

Reparto sorpresa dell’ultima stagione. Larry Donnell, dopo due anni di apprendistato, sorprendendo un po’ tutti si è meritatamente ritagliato sul campo uno spazio importante. Daniel Fells è stato un più che valido situational player, risultando molto efficace come blocker ma anche come receiver. Chi invece non ha mantenuto le aspettative (del GM, più che nostre) è stato ancora una volta Adrien Robinson, per la prima volta sano per tutta la stagione comunque non è riuscito a scavalcare in depth i due colleghi.

Keep an eye on: questo reparto al draft non sarà una priorità. Questo però non vuol dire che non sia migliorabile e che, qualora si presentasse l’occasione giusta, non si possa investire sul ruolo anche una pick importante. Il top della classe è all’unanimità il prodotto di Minnesota Maxx Williams (i più attenti ricorderanno che il padre, Brian, giocò circa una decade, quasi 130 partite, proprio per i New York Giants), il cui stock si aggira tra la fine del primo e l’inizio del secondo giro. Qualora fosse ancora disponibile nel momento della nostra seconda scelta, il suo valore potrebbe essere troppo elevato per essere ignorato. Possibile mid-late round target invece è Nick O’Leary, non è impossibile possa essere ancora disponibile all’inizio del quinto giro e potrebbe svilupparsi in un affidabile bersaglio in determinati subpackages e situazioni di redzone.

 

Offensive Line

Manca un titolare che possa affinacare i pilastri Will Beatty, Geoff Schwartz, Weston Richburg e Justin Pugh. E non è una mancanza da poco. I backup invece ci sono e sono ben assortiti. Il primo della lista è  John Jerry, semplicemente inadeguato come titolare se si vuole costruire una OL di livello, rimane comunque un’utilissima riserva con più di sessanta presenze da starter. Stesso discorso per il nuovo arrivato Marshall Newhouse, che di presenze da starter ne vanta 36. Una possibile sorpresa potrebbe essere l’MVP della CFL Brett Jones, che sicuramente dovrà andare incontro ad un periodo di adattamento (tattico, oltre che tecnico, ricordo che in CFL la difesa è distante ben una yarda dall’OL), però c’è chi dice che abbia il potenziale per giocarsi in futuro un posto da starter come interior lineman. Dallas Reynolds, Eric Herman e Brandon Mosley, tra gli altri, sono quelli che hanno una maggiore chance di conquistare un posto a roster.

Keep an eye on: non siamo molto distanti dal poter vantare un’OL almeno sulla carta molto competitiva, ma bisogna colmare l’ultimo tassello. Sarà un tackle o una guardia? Io credo una guardia. Soprattutto perché alla luce della draft class di quest’anno credo sia difficile vedere Pugh (che ad oggi è sicuramente un miglior pass blocker di quasi tutti i prospetti disponibili) spostato all’interno della linea con un rookie a difendere Eli dalle incursioni dei migliori rusher della lega (che ormai si schierano quasi tutti davanti al RT). Tra le guardie quindi ovviamente occhio a Brandon Scherff e La’el Collins, entrambi ibridi G/T, entrambi prospetti da prime 10-15 scelte assolute. Ad ogni modo continuo a ritenere molto improbabile una scelta di una guardia con la nona scelta assoluta e non credo che i prospetti citati al momento possano essere degli upgrade a Pugh nella posizione di tackle. Un nome ultimamente molto caldo è quello di Ereck Flowers, eclettico OL capace di giocare in ogni posizione, anche per lui però credo sia troppo presto la nona scelta assoluta (ma se dovessimo fare trade down, allora cambierebbe tutto). Ritengo molto più probabile la scelta di un’OL tra il secondo ed il terzo giro, farei perciò particolare attenzione ad AJ Cann, Laken Tomlinson, Cedric Ogbuehi e, soprattutto, Ali Marpet (proveniente da un college di division III, cresciuto a pane e Giants, stock in ascesa vertiginosa dopo il Senior Bowl).

 

Defensive Tackle

Vale un po’ il discorso fatto per i TE: al momento non credo ci sia un’impellente need nella posizione, sicuramente però c’è spazio per migliorare. Il posto di NT è prenotato da Jonathan Hankins, giocatore assolutamente elite nel ruolo. Quello da 3-tech invece se lo giocherà Jay Bromley, draftato al terzo giro l’anno scorso e chiamato a dimostrare di essere migliorato tanto da meritare un posto da starter (l’impegno sappiamo tutti che ce lo sta mettendo, basta vedere i video dei suoi allenamenti con JPP). Nella rotazione come 3-tech c’è Cullen Jenkins, pronto a dare una mano anche se l’età si fa sentire, mentre per dare respiro a Hankins è stato firmato dai Jets Kenrick Ellis, two-down NT che fa del run-stopping il suo punto di forza (e la “bibbia” delle statistiche PFF, utile strumento per conoscere i giocatori meno esposti, ci suggerisce che il suo mestiere lo fa bene, avendo chiuso entrambe le ultime due stagioni con rating positivi). Chi avrà un camp per cercare di guadagnarsi un posto a roster è il tedescone Markus Kuhn, ma dubito ce la possa fare.

Keep an eye on: la scarsa attitudine di Reese a draftare interior lineman (difensivi oltre che offensivi) con le prime scelte potrebbe essere messa a dura prova da Danny Shelton, un DT formato frigorifero proveniente da Washington. Il valore non si discute, la perplessità però può essere sull’opportunità di impiegare la nona scelta assoluta su un two-down player, visto che la maggior parte degli snap da NT graveranno sulle spalle di Hankins. Volendo scavare un po’ più a fondo nella classe, un possibile oggetto di interesse nel secondo round potrebbe essere il prodotto di Oregon Arik Armsted, qualche pick più tardi invece, a cavallo tra secondo e terzo giro, Michael Bennett da Ohio State.

 

Defensive End

Jason Pierre-Paul è stato taggato, quindi per quest’anno si potrà ancora contare sul suo talento, ma non c’è nessuna certezza per quanto riguarda il lungo termine. Damontre Moore pare sia nelle grazie di Spagnuolo, ora sta a lui dimostrare di essere maturato e poter diventare un giocatore affidabile, oltre che talentuoso. Robert Ayers l’anno scorso per PFF è stato il miglior rusher tra i DE 4-3, potrà dare un importante contributo nelle rotazioni, anche giocando interno nei terzi down, anche lui però è in scadenza. Tra i nuovi arrivi invece c’è l’ex Cowboys George Selvie, bravo soprattutto nella difesa contro le corse, dunque sicuramente la sua firma tornerà utile (troppo spesso si tende a dimenticare che in un roster NFL i gregari non sono meno importanti dei playmaker). Completa il reparto Kerry Wynn, che l’anno scorso si è guadagnato un po’ a sorpresa un posto a roster ed ha impressionato in quanto ad impegno ed intensità messa in campo.

Keep an eye on: il primo nome non può non essere Randy Gregory; l’aver fallito un test antidroga alla combine (ed in generale il non aver affatto impressionato nei colloqui con le varie squadre) potrebbe renderlo ancora disponibile quando toccherà a noi scegliere. Le red flags fisiche (è decisamente troppo leggero per i nostri standard) e soprattutto comportamentali saranno giudicate insormontabili oppure il talento è troppo per essere passato? Solo Reese potrebbe rispondere a questa domanda. Il prospetto che invece è più vicino ai nostri standard di DE è il prodotto di Kentucky Alvin “Bud” Dupree, nome senz’altro da tenere in considerazione. Possibile obiettivo per il secondo giorno, invece, l’ex UCLA Owamagbe Odighizuwa.

 

Linebacker

Confermati a roster Jon Beason, nella speranza che possa rimanere in salute per tutta la stagione, Jameel McClain, che potrà essere molto utile come backup, Devon Kennard, autentico steal dello scorso draft e pronto a ritagliarsi un ruolo ancora maggiore, e Mark Herzlich. Via FA sono arrivati invece Jonathan Casillas e JT Thomas, con soprattutto quest’ultimo che in una difesa organizzata, a differenza di quella che ha appena lasciato a Jacksonville, penso possa sorprenderci.

Keep an eye on: improbabile si vada su un LB con i primi giri, come la nostra storia recente insegna, ma se fosse ancora disponibile al secondo giro potremmo fare un pensierino su Denzel Perryman, una sorta di nuovo Jon Beason, a cui somiglia tanto nel gioco quanto nel carisma. Invece non mi stupirebbe vedere draftato un OLB con una delle ultime pick, personalmente sono incuriosito da Zach Hodges, proveniente da Harvard, il cui stock si aggira tra il quinto e il sesto giro.

 

Cornerback

Terzetto titolare ad oggi costituito da due giocatori di livello assoluto, Prince Amukamara e Dominique Rodgers-Cromartie, e da Trumaine McBride, un buon giocatore che quando chiamato in causa ha sempre risposto presente ma sicuramente non un fuoriclasse. Dietro di loro, il nulla o quasi: Jayron Hosley finora ha deluso in ogni modo possibile, poi a giocarsi un posto a roster ci sarà anche Mike Harris, completano il reparto Bennet Jackson e Chikye Brown, per entrambi però coach Coughlin ha aperto le porte ad una possibile trasformazione in FS.

Keep an eye on: il primo prospetto della classe, che credo debba essere preso in seria considerazione per la prima scelta, è Trae Waynes, giocatore molto fisico, buon placcatore, per certi versi assomiglia al primo Prince Amukamara, anche lui quindi è un po’ un diamante grezzo da raffinare. Nei giri successivi dei possibili target potrebbero essere Jalen Collins (secondo-terzo giro) proveniente da LSU, scuola che sappiamo essere particolarmente scrutata dai nostri scout, ed Ifo Ekpre-Olomu (terzo-quarto giro) che sarebbe stato il primo CB della classe se non si fosse infortunato al termine della stagione.

 

Safety

Coperta cortissima, al momento a roster ci sono solo le box safety Nat Berhe e Cooper Taylor, entrambe molto promettenti (soprattutto il primo) incognite, e lo sconosciuto Thomas Gordon. Probabilmente qualche free-agent verrà firmato prima del camp, ma proprio in sede di draft è lecito aspettarsi almeno un innesto.

Keep an eye on: la posizione di SS dovrebbe essere coperta e quindi, salvo occasioni irrinunciabili, le attenzioni saranno rivolte alla posizione di FS. Penso che con le prime due scelte cercheremo di aggiungere a roster un playmaker ed un OL, quindi credo che la prima scelta potenzialmente utilizzabile per una FS sarà la terza. Da tenere d’occhio su tutti Damarius Randall da Arizona State e Durrell Eskridge da Syracuse.

 

Special Team

Dwayne Harris parte come ovvio favorito ad occupare le posizioni ritornatore sia per i punt sia per i kickoff, i posti da kicker e punter invece salvo sorprese dovrebbero appartenere ancora rispettivamente a Josh Brown e Steve Weatherford. L’unico ruolo che col draft potrebbe subire uno scossone è quello del long snapper, con Zack DeOssie in evidente calo da diversi anni, il front office potrebbe decidere di investire uno dei nostri settimi giri su Andrew East da Vanderbilt.