Miami Dolphins 2015 – Non c’è 2 senza 3

Come un fulmine a ciel non troppo sereno. Dopo l’inspiegata assenza al Voluntary Workout che ha sollevato numerosi dubbi e mosso altrettante critiche arriva la notizia: Dion Jordan è stato sospeso per l’intera stagione 2015 a causa dell’ennesimo abuso di sostanze. Il giovane talento ha infatti diluito le proprie urine in vista di un drug test, che per l’NFL vale uno strike. Il terzo per lui.
Così, in sordina, esce di scena un giocatore entrato nell’NFL in seguito ad una serie di Trades pirotecnici durante il 2013 NFL Draft, che tanto ci aveva eccitato: nella nostra testa quel salto compiuto fino al 3° Overall, costato la prima e la seconda scelta, sarebbe dovuto concludersi con l’arrivo di Lane Johnson. Invece no, i Miami Dolphins optarono per Dion Jordan, considerato il miglior Difensive Player della classe. Wow. Una scelta aggressiva, da parte di una dirigenza spesso molto conservativa, che aveva fatto salivare i tifosi all’idea di schierare in campo il giovane al fianco del maestro Cameron Wake.

E invece, complice l’emergenza a livello di ottimo Starter da parte di Olivier Vernon e la rigidità dei coach nell’utilizzo dell’ex Oregon Duck, dopo due stagioni l’entusiasmo è scemato: i suoi numeri ( 46 TACK ; 39 SOLO ; 3.0 SACK ) sono piuttosto imbarazzanti per una scelta tanto alta, condizionati da un ruolo in campo non azzeccato; molti, simpatizzanti o meno dei Miami Dolphins, non capiscono per quale motivo i coaches abbiano continuato a forzare il suo inserimento nella rotazione dei DE quando i risultati migliori sono stati raggiunti nel coverage di atleti del calibro di Rob Gronkowski, facendo intuire che forse tutto quel talento potesse fruttare maggiormente fra gli OLB, ruolo in cui il livello dei titolari e Depth Chart erano peraltro decisamente più scarni. Nell’ultima parte della Stagione appena conclusa qualche partita giocata da OLB Starter aveva aperto un barlume di speranza, rapidamente spento durante la Off-Season dalle dichiarazioni inossidabili del Coaching Staff: “Dion Jordan è un DE”.

Ormai tutto ciò non ha più importanza. I Miami Dolphins, che supportano comunque il giovane talento auspicando che prenda seriamente in considerazione la possibilità di essere seguito per un problema non più trascurabile, hanno mostrato tutti i segnali di chi fosse già pronto ad andare avanti: le fonti parlano addirittura di un Trade previsto per l’imminente 2015 NFL Draft , dove Dion Jordan, nel Trade Market già da Marzo, sarebbe stato l’oggetto di scambio per acquisire un Late Round Pick appartenente ai Philadelphia Eagles. Qualsiasi cosa fosse è sfumata nel momento in cui l’NFL ha messo mano ai risultati dell’esame chimico-fisico delle urine del giovane talento.

L’unica nota positiva, se così vogliamo dire, è che una quota di denaro verrà recuperata: l’impatto sul Salary Cap di Dion Jordan sarebbe stato di $5.3 Mm di cui $3 MM in Bonus. Questi ultimi torneranno nelle tasche della Squadra.

Perciò eccoci qui.

A noi viene in mente una sola ipotetica “Win-Win Solution” dove i Miami Dolphins, consapevoli del ruolo non di primo piano in Difesa di Dion Jordan, essendo preceduto in Depth Chart da Cameron Wake, Olivier Vernon e Derrick Shelby, della sua rimpiazzabilità nello Special Team, motivati dalla certezza che un giocatore di questo tipo è sempre problematico in una squadra, lasciano andare per la propria strada l’infruttuoso investimento, e quest’ultimo, dopo un’adeguata terapia di riabilitazione, provi a rilanciare la propria carriera in una Franchigia che sia in grado di valorizzarlo. Così va la vita.

Luca Contu e Mattia Cabianca