NFL Draft 2015: Amari Cooper agli Oakland Raiders (First Round, 4th Overall)

In tutti questi mesi di attesa, fatti di rumors, smoke screens e ipotetici trade in cui anche delle bistecche potevano essere usate come mezzi di scambio, Reggie McKenzie è stato composto e in silenzio, completamente estraneo al mondo che “viveva” attorno a lui.
Arrivati al grande giorno, infatti, l’unica notizia trapelata, era una voce che diceva “nell’HQ c’è una frattura tra Coaching staff, schierato dalla parte di Amari Cooper, e front office, schierato dalla parte di Leonard Williams”. Il Count-Down finisce e finalmente Roger Goodell dichiara ufficialmente aperto l’NFL Draft del 2015, dando così inizio al grande evento: la prima in lista è Tampa Bay, che senza molte sorprese seleziona Jameis Winston; poi è il turno di Tennessee, che dopo mesi di corteggiamenti per un trade con numerosi contendenti, si tiene il proprio pick e affida le sorti dei Titans al secondo QB, Marcus Mariota; i Jacksonville Jaguars svoltano la loro difesa selezionando Dante Fowler Jr. con il terzo overall… e finalmente, dopo circa mezz’ora dall’inizio, gli Oakland Raiders sono “on the clock”.
Il lusso di avere sia Cooper che Williams è assolutamente inaspettato, ma dopo neanche 5 minuti arriva il bigliettino al Commissioner che pronuncia la fatidica frase: “With the 4th pick of the 2015 NFL Draft, the Oakland Raiders select Amari Cooper, WR, Alabama”.

Amari CooperAmari Cooper, quasi 6’1″ di altezza e 211 pound di peso, è considerato il ricevitore più pulito dell’intera Draft Class, paragonato addirittura ad un giovane Tim Brown o a Reggie Wayne. Durante la sua carriera collegiale, Amari ha totalizzato 3514 yard in 234 ricezioni (stiamo parlando di una media di 15 yard per catch) e 31 TD. Solo la scorsa stagione ha superato le 1700 yard e segnato 16 TD, cifre ridicole anche solo a guardarle.
Queste statistiche l’hanno ovviamente portato a numerosi riconoscimenti importantissimi: finalista dell’Heisman Trophy (arrivato terzo alle spalle di Marcus Mariota e Melvin Gordon), vincitore del Fred Biletnikoff Award, che ogni hanno premia il miglior WR universitario, e All-American.
Il successo che Cooper ha in campo, deriva dal duro lavoro che lo ha accompagnato durante la sua vita. Come dichiarato da lui stesso, non molti ricevitori si possono dichiarare veramente tali: alcuni di loro durante le superiori (o anche prima) hanno giocato anche in altre posizioni, mentre Cooper, da che era nei “pulcini”, ha sempre fatto solo quello (anche se in cuor suo desiderava giocar RB perché le squadre giovanili tendono principalemente a correre con la palla in mano piuttosto che lanciarla). Grazie quindi a questa enorme dedizione, Cooper ha potuto affinare “l’arte delle tracce”, riuscendo ad eccellere in un campo in cui la maggior parte dei ricevitori professionisti peccano.

L’ex Crimson Tide ha fatto di tutto nel Pro Style Offense costruito da Lane Kiffin, occupando ogni posizione:
– “X Receiver”, o Split End, che sulla linea di scrimmage è in grado di fronteggiare con successo un Press Coverage del CB a uomo (nella maggior parte dei casi) grazie alla rapidità al momento dello snap. Questa qualità è innegabile in Cooper, mostrandola in maniera eccellente alla Scouting Combine durante le varie prove.
– “Z Receiver”, o Flanker, che non essendo sulla linea di scrimmage non risente più della press coverage, e che per battere il CB deve possedere velocità. Ancora una volta Cooper non manca di tale caratteristica, visto che anche se alla Scouting Combine ha riportato un tempo di 4.42 sulle 40 yard (superiore a quello di White che corse in 4.35), ha comunque battuto l’avversario da West Virginia durante uno degli episodi di Sports Science su ESPN (che a differenza del combine è un tempo preso elettronicamente sia allo start che alla fine, e non con partenza manuale).
– Slot Reciever, che a differenza dei primi due si occupa del centro del campo contro Linebacker e Safety.
Per poter giocare tutte le posizioni è necessario non solo possedere le doti sopra elencate, ma anche saper correre un numero molto elevato di tracce diverse, e Cooper lo ha sempre fatto.
La precisione nell’eseguire il suo “Rout Tree” non è tuttavia l’unico pro del ricevitore: quando riceve il pallone, lo fa in maniera naturale (con le mani e non con il corpo), e, cosa molto più importante, non presenta alcuna storia pregressa di infortuni.

Oltre a tutte le grosse qualità, ai quali si aggiungono i piccoli difetti come gli sporadici drop avuti in stagione (esempio nella partita contro LSU) e la stazza non ideale per vincere uno scontro diretto sul pallone contro i nuovi prototipi di CB della lega, quello che si può affermare è che l’aver preso Amari Cooper va a colmare il vuoto nella posizione più bisognosa di aiuto con la quale i Raiders erano entrati in Off-Season e che non fu colmata in Free Agency. Che il pick sia sensato lo si può capire anche solo guardando la depth dei ricevitori (drasticamente migliorata visto e considerando che ora James Jones risulterebbe quarto), e i vari analisti in giro per il web approvano il lavoro di McKenzie e Del Rio.
Derek Carr ha finalmente quel ricevitore numero uno che ogni QB della lega dovrebbe avere (potendo si spera depennare il nome di Randy Moss dalla voce “ultimo ricevitore degli Oakland Raiders ad aver raggiunto le 1000 yard in una stagione”), e, magari, il duro lavoro di questo ragazzo che ha sempre fatto del football la sua priorità numero uno, potrà portare i Silver&Black nuovamente alla gloria.

VOTO: A+

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