NFL Draft 2015: Denver Broncos recap
[Aggiornamento del primo articolo pubblicato il 2 maggio 2015]
Denver, secondo me, si approssima alla fase calante di un gruppo che è arrivato al Super Bowl e che, giocoforza, deve ritrovare forze fresche e stimoli, senza perdere la dose di esperienza necessaria per non farsi passare sopra, in una division che negli ultimi anni è stata un bel giardino di casa per i Broncos. Payton Manning ogni anno sente sempre più forte il ticchettio dell’orologio, il tempo trascorre e lui, incredibilmente, ha metà degli anelli di suo fratellino eliseo. Gary Kubiak sarà una prima ventata di fresco, vedremo quante ne seguiranno, ed in che misura.
Di seguito il draft fatto finora da Denver:
Round 1, Pick 23 (23) (from Lions) Shane Ray DE 6’3″ 245 Missouri
Shane Ray in Colorado, è come mettere me in un negozio di pastarelle… A parte gli scherzi, trade che ha un costo ma affare assoluto per Denver, che per me si è presa uno dei migliori edge del draft. Ray ha un solo difetto a mio avviso: manca di massa per rendere il suo spin veramente devastante. Per il resto non puoi non saltare dalla sedia quando lo vedi muoversi su dei piedi veramente fulminei, consapevolezza del corpo fuori dal comune, velocità, bravura nel liberarsi dei blocchi. Prospetto veramente da leccarsi i baffi, presa eccellente, anche considerando che DeMarcus Ware ha 33 anni.
Round 2, Pick 27 (59) Ty Sambrailo OT 6’6″ 311 Colorado St.
Tyler “Ty” Sambrailo, a cui si deve rendere tributo per il ruolo che ha giocato nella stagione di Colorado State. Giocatore che non ha particolarmente brillato dopo la fine della stagione regolare, ma che ha efficientemente protetto un QB come Garrett Grayson non certo fenomenale nella mobilità. Non stiamo parlando di un bulldozer, ma uno a cui non viene mai meno lo sforzo, e che sostiene la tasca in maniera eccellente, con atleticismo e tecnica sopra la media anche se deve migliorare l’equilibrio, messo in pericolo da una parte inferiore del corpo non sufficientemente potente. Se imparasse a generare forza per quanto il suo corpo suggerisce, sarebbe un eccellente tackle, perchè intelligenza ed attenzione (doti fondamentali tra i pro) non mancano. Pick #59 forse però è un po’ azzardata per lui, un certo rischio andarlo a rendere lì.
Round 3, Pick 28 (92) Jeff Heuerman TE 6’5″ 254 Ohio St.
Con un 2014 funestato da problemi al piede, Heuerman ha forse perso la possibilità di mostrare completamente quello che vale, anche in versatilità oltre che nei blocchi e nell’atletismo (inaspettato). La pick strategicamente ha un senso, soprattutto dopo la partenza di Julius Thomas alla volta di Jacksonville, ma il giocatore ha assolutamente bisogno di tradurre la sua potenza (vedi panca alla combine) in forza funzionale. Da diversi analisti veniva dato come quarto o quinto giro, il rischio c’è anche se la presa ha qualcosa di intrigante.
Ah dimenticavo, Heuerman dev’essere un bomber di razza…
Round 4, Pick 34 (133) (compensatory selection) Max Garcia C 6’4″ 309 Florida
Max da Florida è un giocatore estremamente versatile che ha ricoperto ai Gators tutti i ruoli dal Centro, dimostrando una certa abilità come run blocker. Vedremo se Kubiack continuerà sulla linea precedentemente utilizzata dai Broncos di spostare l’attenzione del gioco sulle corse, per non tenere troppi occhi avversari su Manning, e se questo avvenisse, Garcia sarà probabilmente un valido aiuto in rotazione. La scelta è solida per un quarto giro, pochi fronzoli e molta sostanza per il secondo ritocco in linea.
Round 5, Pick 28 (164) Lorenzo Doss CB 5’10” 182 Tulane
Giocatore che è giunto all’All_C*USA nel 2013, ha dimostrato continua voglia di andare su tutti i palloni. Le misure non certo erculee di Doss fanno pensare ad un suo utilizzo da slot corner ed in rotazione nel reparto. Offre però il fianco ad alcune gravi pecche, come la voglia di fare ad ogni costo la grande giocata, in questo dovrà essere maggiormente disciplinato, ma non c’è dubbio che nella prospettiva possa diventare un utile falco da secondaria. Buona presa, qualcuno lo vedeva addirittura al quarto round, nella ressa per il cornerback.
Round 6, Pick 27 (203) Darius Kilgo NT 6’3″ 319 Maryland
Mancava il nose tackle? Arriva il nose tackle, seppur piuttosto monodimensionale nella “cura” delle corse avversarie. Deve essere assolutamente sviluppato per diventare maggiormente partecipe in tutti gli snap. Molto potente ed attento, l’anno scorso ha bloccato un calcio ed ha coperto tre fumble. Probabilmente ci si aspettava la chiusura del buco a Nose Tackle molto prima, ma meglio tardi che mai.
Round 7, Pick 33 (250) (compensatory selection) Trevor Siemian QB 6’3″ 215 Northwestern
Ecco il quarterback che qualcuno si aspettava in questo draft di Denver. Sia chiaro, non è l’erede di Manning, ma potrebbe diventarne il paggetto preferito, staremo a vedere durante il training camp, stiamo pur sempre parlando di fine settimo giro… La sua stagione è stata abbreviata dall’infortunio contro Purdue, ma pur essendo stato limitato al 2014 come starter designato (14 gare in tutta la carriera come partente) si è guadagnato i galloni di co-capitano ed ha chiuso la carriera universitaria come quarto miglior QB di tutti i tempi di Northwestern per yard passate e passaggi completati.
Round 7, Pick 34 (251) (compensatory selection) Taurean Nixon DB 6’0″ 183 Tulane
Il compagno di squadra di Lorenzo Doss è balzato all’attenzione al pro day di Tulane con eccellenti tempi sulle 40 yard e nei salti. Decisamente più alto del compagno, l’originario della Louisiana arriva trasferito da Memphis. Ai Green Wave si è esibito anche come kick returner ed è stato parte integrante della squadra di atletica leggera della scuola. Non è una presa da sottovalutare pur essendo a fine draft.
Round 7, Pick 35 (252) (compensatory selection) Josh Furman DB 6’2″ 202 Oklahoma St.
Denver è andata in crescendo sulla stazza dei defensive back, così in extremis è arrivato il grosso Furman dai Cowboys, ma prima ancora da Michigan dove ha giocato anche linebacker. Esperienza da special teamer ed aggressività debordante, si trova in difficoltà nello spazio quando deve individuare l’opzione migliore, se si disciplina può trovare posto come box safety in situazioni di probabile corsa, o linebacker situazionale, e ovviamente special teamer, ma è tutto da vedere.
La squadra ha ben lavorato in termini di mera copertura dei buchi (Tackle di destra, TE, front seven, Nose Tackle) ma rimangono necessità ancora al linebacker e, forse, occorrerebbe guardare non troppo tardi alla questione quarterback un pochino più seriamente. Scendendo nel dettaglio delle scelte, non si può negare che sia un draft un po’ rischioso per Denver, che si è preso un peperino al primo turno e due rischi al secondo e al terzo, che possano pagare è da vedere. La linea sembra essere stata “curata” a dovere anche se Sambrailo probabilmente è stato draftato un po’ troppo presto rispetto al suo valore, la secondaria ha avuto tre innesti che spaziano in varie taglie e potrebbe quindi aver trovato respiro, il nose tackle è una scelta forse un po’ tarda che dovrà assolutamente essere verificata.
Nel complesso, i giocatori sono di buona qualità, o per meglio dire “prese solide”, per una squadra che deve cercare assolutamente di perdere meno pezzi possibili ed avere più gente possibile che porta il proprio “solido” contributo, per tentare di nuovo di arrivare in fondo.

