NFL Draft 2015: Mario Edwards Jr. agli Oakland Raiders (Second Round, 35th Overall)

Con l’arrivare del secondo giorno, e il più grosso need della squadra coperto dall’arrivo di Amari Cooper, Reggie McKenzie e l’intero staff hanno ripreso da dove avevano interrotto per cercare il colpaccio proprio come l’anno precedente.
Dopo un trade up dei Giants che sono balzati al pick #33 per prendere Landon Collins e i Buccaneers che hanno investito la loro scelta su Donovan Smith per proteggere il neo QB Jameis Winston, arriva il fatidico momento e gli Oakland Raiders sono “on the clock”.
I rimanenti need più grossi sono due, DE e RG, e il valore dei giocatori presenti è ancora parecchio elevato. Pochi minuti dopo, ecco che il commissario esce con il cartoncino per lasciare il podio al leggendario Willie Brown, che, dopo aver augurato con largo anticipo una buona festa della mamma a tutte le donne presenti, prosegue con la lettura: “with the 35th pick of the 2015 NFL Draft, the Oakland Raiders select Mario Edwards Jr., DE, Florida State University”.

Mario Edwards Jr.La storia di Mario inizia con un grosso boom, quando nel 2012 il suo nome era in cima alla lista dei giocatori delle scuole superiori a livello nazionale. La sua decisione, tra le tante squadre che gli offrirono una borsa di studio, ricadde su Florida State, dove fin dal primo anno divenne starter. L’impegno e la dedizione per lo sport furono tuttavia altalenanti per Edwards, e nei suoi 3 anni di permanenza, sono ben pochi i risultati che possono giustificare tale hype iniziale. La prima cosa che si può notare è il fatto che abbiamo di fronte un gran bell’atleta, con i suoi 6’3″ di altezza e circa 280 pound di peso. Proprio il peso rappresenta l’elemento chiave sul quale si fondano le diatribe tra analisti: quei 280 pound sono il frutto di un intensivo allenamento cui il giocatore si è sottoposto nell’ultimo anno; ad agosto infatti, prima che la stagione iniziasse, la lancetta della bilancia toccava i 310 pound, forzando quindi lo staff a farlo giocare all’interno come 3-Technique DT nella maggioranza degli snap. Con quei chili persi invece, Edwards raggiunge la forma ottimale per poter giocare nella sua posizione naturale di LEO (il DE del Weak Side, tanto per capirci), ed è proprio lì che lo staff dei Raiders ha intenzione di farlo giocare.

Il discorso sarebbe perfetto se decidessimo di interrompere qui l’articolo, perché fino ad ora Mario Edwards rispetta tutti i canoni di quel 4-3 DE che i Raiders andavano a cercare. Purtroppo, invece, dobbiamo iniziare a parlare delle sue palesi lacune come Pass Rusher, dove non solo l’ex Seminoles è parecchio “grezzo”, ma lascia anche molto a desiderare. Tutte le qualità che alla Scouting Combine sono saltate fuori, su campo tendono ad essere completamente oscurate dalla squadra avversaria: lento nella reazione allo snap, sovrautilizza il bull rush come unica tecnica di pass rush, tendendo inoltre a dilungarsi troppo nello scontro con l’uomo offensivo che ha il compito di bloccarlo. Per quanto eccella nelle corse, il contributo che potrebbe potenzialmente dare alla linea difensiva è davvero basso, e considerando che i Raiders lo scorso anno hanno totalizzato un misero 22 come numero di sack totali, la presenza o meno di Edwards nello starting line-up potrebbe non fare affatto la differenza.
Un totale di 8 sack in tre anni di carriera non sono un ottimo bigliettino da visita per qualcuno che si presenta ad una squadra che ha bisogno di tutto l’aiuto del mondo per atterrare il QB avversario, ma delle volte basta anche solo una conoscenza per destare comunque interesse.
Sal Sunseri, l’attuale coach dei LB per i Raiders, è stato il suo coach nei primi anni di carriera, e probabilmente è stato proprio lui ad instradare lo scouting staff verso Edwards. Ovviamente, se non pensasse che ne valesse davvero la pena, non avrebbe mai messo la sua carriera a rischio, ed è proprio per questo (e per un forse troppo forzato paragone a Julius Peppers) che è d’obbligo dare il beneficio del dubbio.

Alcuni analisti ne sono entusiasti (come quelli di B/R che addirittura danno A e A- come giudizi, giudicandolo come uno dei due migliori prospetti di D-Line del secondo giorno, e unico vero 4-3 DE), mentre altri (come CBS che da una bella C) criticano aspramente la scelta. Io mi pongo nel mezzo, non denigrando completamente un pick che potrebbe avere dei risvolti positivi, ma che sarebbe potuto esistere anche dopo un trade down di 15 posizioni senza neanche assaporare il rischio di perderlo.
Non mi resta che dare fiducia alle capacità di Jack Del Rio e Ken Norton che potrebbero trasformarlo in un giocatore non solo solido, ma addirittura buono.

VOTO: B

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Terzo Round
Quarto, Quinto, Sesto e Settimo Round