NFL Draft 2015: Miami Dolphins Update – Round 2 e 3

Nella Città del Vento è la seconda sera del 2015 NFL Draft e, dopo un 1° Round sereno e rilassato, Dennis Hickey ha deciso di movimentare la situazione.
Il copione ricalca esattamente quello dell’anno scorso: Trade Down, con cessione del 47° e il 191° Overall ai Philadelphia Eagles in cambio del loro 52°, 145° e 156°, e selezione del “Best Player Available”.
L’anno scorso venne selezionato Jarvis Landry, quest’anno, invece, la scelta del 2° Round risponde al nome di Jordan Phillips, DL, Oklahoma.
Se i risultati che otterrà durante il suo Rookie Year dovessero essere anche solo la metà di quelli vantati da Jarvis Landry, la linea difensiva dei Miami Dolphins potrebbe diventare un vero incubo per gli avversari.

Detto questo, analizziamo il Pick partendo dagli aspetti negativi.
Anzitutto è improbabile che la produttività sia quella desiderata. A differenza di Jarvis Landry, Jordan Phillips è un giocatore decisamente meno “Pro-Ready”. Allo stato attuale la sua tecnica non è invidiabile, ed il principale motivo per cui è scivolato nel 2° Round del 2015 NFL Draft, nonostante il talento da Top 32, è sicuramente il suo “motor”. Quella propulsione interiore, l’incessante fame che distingue i giocatori fisicamente talentuosi da quelli speciali, come Ndamukong Suh.
Nel caso di Jordan Phillips però, a differenza di altri come Dion Jordan, tale deficit di costanza potrebbe essere dovuta ad una semplice mancanza di fiato piuttosto che scarsa “forza” mentale.
Rimane il fatto che, guardando i films, lo si vede alternare azioni in cui genera caos ad altre in cui si arrende rapidamente, accontentandosi di sfruttare la propria altezza e saltare nel tentativo di sporcare il passaggio del QB, anziché continuare a spingere la tasca.

Gli aspetti positivi sono rappresentati dalle mastodontiche dimensioni ( 6’5” ; 329 lb ) e le innegabili doti fisiche. É in grado di schiacciare a canestro e leggenda vuole che sia addirittura in grado di eseguire un backflip da fermo: l’ex D-Line Coach degli Oklahoma Sooners Jackie Shipp glielo avrebbe poi impedito dicendo “Don’t do that no more. That’s too scary”.
Vero o meno che sia, la sua fisicità si impone sul campo e necessita spesso di una doppia marcatura per poter essere fermato.
Se riuscisse a continuare su questa linea, allenandosi per raggiungere traguardi sempre più lontani sotto la guida dei coaches e dei veterani di reparto, i principali beneficiari potrebbero essere proprio Cameron Wake, Ndamukong Suh ed Olivier Vernon, liberi di potersi preoccupare unicamente del proprio avversario diretto ed arrivare al QB.
E quando ognuno svolge come si deve il proprio lavoro, lo spettacolo è assicurato.

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Mattia Cabianca e Luca Contu