Nel portafoglio di La’el Collins

Se il ciclone che ha colpito La’el Collins da lunedì dovesse acquisire forza, il talentuoso OL di LSU potrebbe dover dire addio alla sua carriera da giocatore professionista (il che probabilmente sarebbe il minore dei suoi problemi). Se l’interrogatorio con la polizia invece iniziasse a dissipare la nebbia che sta coprendo la sua reputazione (da appassionati di football ed esseri umani, non possiamo che augurarglielo), almeno trentadue team proveranno a chiamarlo per assicurarsi le sue prestazioni sportive e lui avrà la possibilità di entrare in quel mondo dal quale fino ad oggi è stato interdetto. Nell’attesa di questo momento che spero per lui possa arrivare il più presto possibile, a Chicago si è svolto il draft ed il prodotto di LSU nel corso dei sette giri non ha mai sentito chiamare il suo nome. Al momento quindi Collins è un UDFA (undrafted free-agent) come tanti altri ma allo stesso tempo diverso da tutti gli altri. Soprattutto se completamente estraneo ai fatti cui è stato collegato, sicuramente questa situazione è stata un duro colpo dal punto di vista del morale, ma anche del portafoglio. Portafoglio in cui ho deciso di entrare.

 

Da appassionato di tutto ciò che ruota intorno al mondo dei contratti NFL, una delle prime domande che mi sono posto è stata: quanto gli sarà costata questa situazione? La’el Collins quasi certamente sarebbe stato scelto al primo giro, verosimilmente con una scelta tra la 11 e la 20. Tenendo presente che tutti i contratti  firmati da giocatori draftati hanno una durata standard di quattro anni e prendendo come riferimento quelli firmati dall’undicesima e ventesima scelta dell’anno scorso (con il nuovo CBA, il contratto collettivo, le cifre ormai sono piuttosto standardizzate e le variazioni sono minime), vediamo come le cifre cui avrebbe potuto aspirare oscillano dai 10.4M totali, tutti garantiti, dell’undicesima scelta assoluta, agli 8.3M, di cui 7.6M garantiti, della ventesima scelta.

Nessuno, come prevedibile, si è preso il rischio di investire queste somme su un prospetto nell’occhio del ciclone. Il suo agente però ha dichiarato di sperare in una chiamata, poi non avvenuta, durante il secondo giorno di draft. Le cifre a questo punto sono decisamente più basse, prendendo in esame le cifre della prima ed ultima scelta di ciascun giro, queste oscillano tra i 5.5M (3.9 garantiti) ed i 3.5M (1.4 garantiti) nel secondo giro e tra i 3.1M (700k garantiti) ed i 2.7M (515k garantiti) nel terzo (non ho considerato i contratti firmati dalle compensatory pick, perché la distribuzione di queste varia ogni anno, quindi come ultima scelta considero la numero 32).

Nessun team ha draftato Collins nemmeno il secondo giorno. A questo punto l’agente ha dichiarato che se un team avesse draftato il suo assistito durante il terzo ed ultimo giorno di draft (in cui si sceglie dal quarto al settimo giro), il contratto proposto non sarebbe stato firmato e, come da CBA, Collins si sarebbe ripresentato al draft del 2016. Questo si traduce nella rinuncia ad un contratto del valore di circa 2.6M nel quarto giro (con il garantito rispettivamente di circa 500k e circa 380k), 2.5M con circa 200k garantiti nel quinto, 2.3M (100k garantiti) nel sesto e 2.2M con 50k garantiti nel settimo ed ultimo giro.

Paradossalmente un giocatore undrafted, non potendo rinunciare ad un contratto da draftato, non ha il diritto di presentarsi al draft successivo. Quindi, se dovesse ricevere la chiamata, quanto guadagnerà ora Collins? Dovrà accontentarsi di un contratto da UDFA. Le cifre anche in questo caso sono piuttosto standard: circa 1.5 M distribuiti però nell’arco di 3 anni (e non 4 come nel contratto da draftato). L’unico spazio di manovra può essere sul garantito, in quanto non ci sono restrizioni di sorta, Collins quindi potrebbe fare una prima scrematura tra le pretendenti prendendo in considerazione solo le squadre disposte a garantirgli tutto l’importo del contratto.

Le differenze tra il contratto da UDFA e quello da draftato però non sono solo economiche o di durata. Se un giocatore draftato è vincolato, a meno di trade, alla squadra che lo ha scelto per un periodo di quattro anni senza la possibilità di estendere il contratto prima della sua scadenza, l’UDFA può negoziare un’estensione del contratto già alla fine del secondo anno. Ma non è finita qua: se non dovesse arrivare il prolungamento, una volta scaduto il contratto al termine del terzo anno, il giocatore sarà RFA (restricted free-agent). Quindi, qualora ci sia interesse a trattenere il giocatore, la squadra avrà un diritto di prelazione traducibile in tre diversi tipi di “tender” (contratti di durata annuale che obbligano il giocatore alla permanenza in squadra, pena l’esclusione annuale dalla lega ed il riproporsi della medesima situazione l’anno successivo). Quando un giocatore ha firmato il tender, altre squadre possono sottoporgli delle offerte e, se accettate, obbligare la sua squadra a pareggiarle o lasciar partire il giocatore. I tre tipi di tender sono del valore minimo rispettivo di 1.7M, 2.7M e 3.8M (valore che può salire sulla base di quanto è stato impiegato il giocatore) e la differenza sta nel fatto che, qualora una squadra facesse un’offerta poi accettata dal giocatore ma non pareggiata dalla squadra di provenienza, col secondo e terzo tipo di tender si riceve, come risarcimento dalla squadra offerente, rispettivamente il secondo o primo giro al draft successivo (in sostanza, pagando di più, il team compra un’assicurazione).

A meno quindi di prolungamenti dopo il secondo o il terzo anno (che gli permetterebbero di andare a guadagnare cifre importanti con uno o due anni di anticipo rispetto ai colleghi), con l’imposizione del tender (che per un giocatore del suo talento è lecito assumere possa essere almeno quello con un secondo giro di risarcimento) nel suo quarto anno nella lega, grazie alla scelta del suo agente, Collins potrebbe arrivare a guadagnare tra i 4.2M (1.5+2.7) ed i 5.3M (1.5+3.8). Un valore nell’arco dei quattro anni equiparabile a quello di un giocatore scelto nel secondo giro. Da questo punto di vista, visto il talento del giocatore in questione, dunque appare senz’altro giusta la scelta del suo agente di minacciare di non firmare contratti da terzo giorno di draft, preferendo quello invece da UDFA.

Non saranno i circa 10M della undicesima scelta, ma il portafoglio nel quale mi sono tuffato non sarà certo vuoto. Sempre che riesca a ripulire il suo nome, cosa che tutto il mondo del football non può che augurargli.