2015 NFL Draft : Philadelphia Eagles recap

C’era discreta curiosità dietro al primo draft di Chip Kelly da neo GM (carica formalmente ricoperta da Ed Marynowitz) e si è dimostrato un draft portato avanti con intelligenza ma soprattutto con un occhio al presente e uno al futuro.

La prima giornata si è aperta con le indiscrezioni per cui Kelly stesse provando in maniera aggressiva a salire alla #2 per l’assalto a Marcus Mariota. Si parlava addirittura di una serie di giocatori coinvolti (tra cui Boykin e Cox). Secondo le parole di Kelly gli Eagles hanno provato a trattare sia con i Bucs sia con i Titans ma che le richeste inziali le trattative si sono subito arenate :

“I would say we were not very close, in terms of the price that was being asked. I used the analogy the other day that we drove into a very nice neighborhood and saw an unbelievable house, but when we found out the price of the house we stayed in the car, never even got out of the car.”

Tenuta la scelta #20 gli Eagles hanno rifiutato 3-4 proposte di trade down (tra cui probabilmente i Ravens per anticipare la presa di Dupree andato poi effettivamente agli Steelers) per andare sul ricevitore di origini Nigeriane Nelson Agholor. Una delle prese più scontate dopo i numerosi workout e per le caratterische del giocatore. Una fusione tra DeSean Jackson e proprio Jeremy Maclin di cui pare il clone. Meno big body receiver di Jordan Matthews ma ancora più duttile tatticamente, tra slot e profondo. Ha in comune con l’ex secondo giro 2014 una innata abilità palla in mano a conquistare YAC, dovrà però dimostrare di poter giocare in modo continuativo all’esterno ma è una presa che fa ben sperare e in retrospettiva fa capire quanto un giocatore come Maclin piacesse a Chip Kelly. Sarebbe stato forse più logico accettare trade down e prendere l’ex USC a fine primo giro dove era indicato ma con più squadre che avevano come need proprio il WR (tra cui i Panthers, i Ravens che sono andati a prendersi Perriman e i Colts che sono andati con Dorsett) Kelly non se l’è sentita di perdere un fit ideale come Agholor.

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Al secondo giro perso l’obiettivo Byron Jones volato ai rivali Cowboys gli Eagles hanno effettuato una trade up con i Detroit Lions per andare a pescare il DB Eric Rowe. Altra presa abbastanza prevedibile sia per le caratteristiche del giocatore sia per le attenzione che aveva ricevuto dalla squadra nella fase di scouting. Grande atleta, molto duttile (ha giocato sia FS che CB al college) e molto bravo sul profondo, ricorda un po’ Maxwell come tipo di fit difensivo. Anche qui poco da dire, Kelly va a coprire un need abbastanza importante investendo oltre al secondo giro anche un quinto e uno swip pick con i Dolphins delle scelte al 5° e 6° giro. Un investimento sensato visto quanto piaceva il giocatore e visto che rischiava di uscire molto presto il secondo giorno, caduto invece fino alla scelta #47.

Da qui in poi il draft di Kelly cambia completamente prospettiva. Se queste due chiamate sono logiche se pensiamo al presente e alle need oggettive del team, dal terzo giro in poi Kelly comincia a seguire una linea del BPA ma soprattutto con una visione più a lungo termine. Infatti sorprendentemente al terzo giro Kelly pesca un ILB, tale Jordan Hicks da Texas. Con il rinnovo di Ryans, l’acquisizione di Alonso e la situazione Kendricks ancora da risolvere non pare di certo una presa incredibile, considerando in più i buchi a SS o la depth limitata nella OL. Detto questo è un giocatore che pare piacere molto a Kelly, veramente molto istintivo e potrebbe prendere il posto di Ryans come ILB del futuro in casa Eagles. Anche qui siam di fronte ad un giocatore duttile e ad alta produzione che sa coprire bene in coverage, un three down linebacker completo che è anche un ottimo special teamer (così come lo è Eric Rowe). Una pick che potrebbe rivelarsi molto buona tra 2-3 anni ma che ora lascia fisiologicamente qualche perplessità. Hicks era molto alto nel board Eagles tanto che era papabile per la scelta al secondo round e a fine terzo giro non se lo sono fatti scappare.

https://www.youtube.com/watch?v=Ob3buoGtSfg

Nel quarto giro il draft Eagles svolta in maniera marcata. Nelle tre chiamate precedenti alla pick #113 escono tre tra OT e OG e probabilmente uno degli obiettivi Eagles (forse Tre Jackson). A questo punto Kelly decide di sacrificare una pick in questo draft per recuperare un 3° giro 2016 che sarà oro nel draft del prossimo anno compromesso nei primi giri nel “affare” Bradford. Questo però assieme al quinto giro dato a Miami (e alla swip pick) ha creato un buco di scelte per gli Eagles dal terzo fino adirittura al sesto (!) giro.

A questo punto Kelly ha continuato con la strategia del BPA. Al sesto giro è andato a prendere quello che potrebbe rivelarsi una steal of the draft con il CB JaCorey Shepard da Kansas che era dato al quarto giro e che invece è scivolato fino a metà del sesto. Grande qualità ma data la sua stazza non più di un nickel cornerback in casa Eagles. Peccato che anche in questo caso come nickel a roster ci siano già Brandon Boykin e William Thurmond. Se contestualizziamo la presa in chiave futura con i due citati in scadenza 2016 allora la presa acquista decisamente più senso. Da ex WR Shepard è sicuramente un fattore a livello di playmaking e se consideriamo anche la presa, 5 pick più tardi, del terzo DB del draft tale Randall Evans da Kansas State capiamo come Kelly vuole evitare in futuro di dover strapagare in free agency uno CB come Byron Maxwell (ricordiamo firmato per 63 milioni di $) e di sviluppare i DB in casa. Chiude il draft con un DE veramente imponente (quasi 7 piedi) ma nonostante tutto che potrebbe avere qualche problema di forza.

Gli Eagles affrontavano il draft con 4 need e hanno saputo colmarne solamente due, lasciando lo spot di FS e RG non coperti a dovere. Il gulity pleasure di Jordan Hicks è costato a Philadelphia sicuramente la scelta di un OL di qualità, che è stato perso poi al quarto giro per poche chiamate. Lungimirante poi trasformare un quarto giro in un terzo 2016 visto la delicatezza della prossima offseason. Pescare due CB consecutivamente al sesto giro può avere senso in ottica BPA (soprattutto per quanto riguarda la scelta di Shepard) ma meno all’interno dell’equilibrio del draft. Con i CB già a roster diventano ben 8 i giocatori a roster nel ruolo dopo questo draft, quando la OL non ha rotazione e non c’è ufficialmente una SS in squadra. Probabilmente si convertirà un CB (pare il sophmore Watkins) ma con un po’ più di oculatezza sarebbe potuto essere un draft più sostanzioso, per quanto comuqnue abbastanza solido.

Qualche presa interessante tra gli UFDA firmati come i 4 OL e il WR Devante Davis da UNLV che ha più di qualche chance di entrare nei 53.

Draft grade : B

Manuel Tracia