Projected starter 2015: Oakland Raiders

Gli OTAs sono ufficialmente iniziati, e dopo un rookie camp in cui i nuovi allievi sono giunti a reclamare il loro posto in squadra, la competizione per vedere il proprio nome in cima alla depth è già nel vivo. Per gli Oakland Raiders questo discorso è più valido che mai, perché con l’arrivo del nuovo coaching staff in città, molte posizioni prima date quasi per “spettanti di diritto” (dove il diritto lo ha chi viene pagato maggiormente per farlo), adesso sono ufficialmente di chi se le guadagna sul campo.
Iniziamo quindi la nostra analisi, reparto per reparto, mirante a capire chi in questi giorni di maggio pare favorito per scendere in campo fin dal primo snap.

– QUARTERBACK (QB)
Ovviamente quì non ci sono grosse sorprese, e Derek Carr è chiaramente lo starter QB dei Silver&Black. Dopo una prima stagione fatta di alti e bassi, il giovane QB di Fresno State ha mostrato abbastanza a Jack Del Rio e a tutto il suo staff per ottenere nuovamente le chiavi dell’offense. Il talento di Carr è fuori discussione, e in diverse partite (specie all’inizio) ha chiaramente mostrato quei tratti da franchise QB che i Raiders hanno cercato tanto a lungo da che Rich Gannon si infortunò; le statistiche sono ampiamente a suo favore (specie il rapporto TD/INT), e quel declino di fine stagione può benissimo essere attribuito per la maggior parte alla pessima gestione partita da parte di Greg Olson. L’unico modo di sapere se Carr è la risposta a lungo termine è quella di vedere se la maturazione da freshman a sophomore sarà tangibile, e in quel caso gli anni bui dei Silver&Black potrebbero essere quasi giunti al termine.
Durante questi OTAs tuttavia, dato un infortunio al dito (minore a detta del suo agente) ha “giocato” in maniera molto limitata (lasciando spazio a Christian Ponder e Matt McGloin per le reps di prima squadra), riprendendo però il pieno comando durante il mini-camp, giusto in tempo per provare il suo nuovo giocattolo (Amari Cooper).

RUNNING BACK (HB e FB)
In questa categoria vado ad analizzare contemporaneamente sia gli Halfback che i Fullback, ma sia sul primo che sul secondo ci sono delle incertezze dovute, ovviamente, a ragioni completamente diverse. Partiamo dalla posizione “di punta”, quella di HB, dove troviamo il primo punto interrogativo: teoricamente il nome che si potrebbe vedere in questo punto è quello di Latavius Murray, che dopo la conclusione della stagione passata, merita di esser preso in considerazione per il top spot. Quando Murray era in campo (per meglio dire “quando è stato utilizzato a dovere da Olson e non messo lì a non far nulla”), la differenza era palpabile, perché donava all’intero offense quella marcia in più che si andava a tradurre con il big play che andava a sbloccare il drive. La ragione tuttavia per cui compare il punto interrogativo è che McKenzie, dietro richiesta di un Del Rio non pienamente convinto, ha portato dentro due altri RB diametralmente opposti: Roy Helu Jr., che aggiunge una dimensione nuova alla posizione eccellendo come ricevitore, e Richardson, classico North&South back, con il potenziale di produrre grandi numeri dietro una linea solida. Proprio Trent Richardson rappresenta il jolly della situazione, perché essendo ancora giovanissimo e con un altissimo potenziale, potrebbe riuscire a conquistare il ruolo di starter durante la stagione. Le sue speranze (e quelle di JDR) sono parecchio alte, ma ora come ora è Murray in testa.
Per quanto riguarda il FB il discorso è diverso, perché anche se Marcel Reece rimane in vetta date le sue grandi prestazioni sul campo (che gli hanno fruttato 2 Pro Bowl negli ultimi 2 anni), nel sistema Musgrave il FB non è concepito. Bisognerà vedere in che modo il nuovo OC deciderà di usarlo, ma senza dubbio, dargli un ruolo attivo in attacco contribuirà positivamente in termini di yard guadagnate.

– WIDE RECEIVER (WR)
Ancora una volta ci troviamo davanti ad un reparto nel quale le certezze sono ancora poche, e ad eccezion fatta per un nome, il secondo spot è attualmente oggetto di contesa tra due ricevitori.
Il nome che sicuramente vedremo comparire da subito come indiscusso #1WR è quello di Amari Cooper: nonostante sia solo un rookie, il suo background del college, la precisione con la quale corre le sue tracce, la varietà di tracce che conosce e anche la velocità con la quale esegue i movimenti, lo rendono indiscutibilmente il vero target di Carr (anche perché altrimenti non lo avrebbero draftato così in alto), ed essendo in grado di giocare Split End, Flanker e Slot, il lavoro di Musgrave è reso decisamente più facile. A confermare queste qualità vi sono diversi report che parlano di Cooper come il vero “big deal”, elogiando il ricevitore per il non aver fatto mai un errore mentale quando chiamato del coaching staff per allinearsi durante i vari drills… la speranza si fa ancora più forte.
Per quanto riguarda il punto interrogativo per il posto sulla sideline opposta, i due nomi in lista sono quelli di Crabtree e Streater. Michael Crabtree è stato uno degli ultimi giocatori portati dentro da Reggie McKenzie, proprio come garanzia nel momento in cui nessun ricevitore valido fosse arrivato al quarto o al trentacinquesimo overall del Draft, e se potenzialmente doveva ricoprire il ruolo primo ricevitore, l’arrivo di Cooper e la sua leggermente marcata monodimensionalità (manca di quella velocità che lo renderebbe una minaccia sul lanciato), lo relegano ad un secondo ma pur sempre valido posto. Come detto in precedenza però, va aggiunto al quadro un Rod Streater che durante l’Offseason è stato eccezionale: esattamente come Crabtree, anche Streater è un Possession Receiver, e se gli infortuni dovessero risparmiarlo, il #80 potrebbe continuare da dove ha interrotto la scorsa stagione, guadagnarsi il contratto che si meriterebbe, e consolidare quello sport numero due.

– TIGHT END (TE)
La posizione di TE è forse quella che quest’anno potrebbe dare maggiori gratificazioni. L’aggiunta di Amari Cooper nel draft è stata e rimane la miglior scelta fatta in questa offseason (analizzando la situazione a posteriori), ma dopo l’arrivo di Rodney Hudson in Free Agency, al terzo posto troviamo la scelta di Clive Walford dall’Università di Miami, al terzo round del passato draft.
Dopo la dipartita di Zach Miller nel lontano 2011 (dopo una brillante stagione nell’ultimo anno di Tom Cable come HC), gli Oakland Raiders sono stati costretti a numerosi compromessi in questo reparto: qualsiasi TE che andavano a mettere sotto contratto dominava in un tratto (ad esempio Rivera nelle ricezioni) e peccava orribilmente in un altro (ad esempio sempre Rivera, ma stavolta nei blocchi). Per la prima volta dopo così tanto tempo, la presenza di Walford in attacco non avrà un impatto soltanto nel passing game, ma anche nel running game grazie alla sua capacitò di mantenere un blocco in maniera decente quando deve aprir la strada al RB.
Dietro di lui ci sarà invece Mychal Rivera a cercar di risalire in cima alla depth chart, che potrebbe comunque trovare il suo posto a ridosso della endzone (accoppiato a Walford), rappresentando un altro Big Target per Carr nel vero momento del bisogno.

– OFFENSIVE TACKLE (LT e RT)
In questa categoria potrete osservare contrapporsi due situazioni completamente opposte, evolutesi in maniera completamente diversa da come ci si aspettava appena un anno fa.
Iniziamo a parlare del lato cieco di Carr, il sinistro, dove per la seconda stagione di fila Donald Penn si impone come starter rispetto alla concorrenza. Arrivato come “tappabuchi” dopo la dipartita di Valdheer (dopo esser stato licenziato dai Buccaneers per una stagione no), il #72 è stato una delle ancore della offensive line, eccellendo sia in pass protection che in run blocking, e nonostante la sua veneranda età (over 30), continua a stupire l’intero coaching staff che vede in lui un pezzo solido della linea che, ancora per qualche stagione, avrà il compito di proteggere il giovane QB.
Dall’altro lato, quello destro, la competizione regna sovrana. Dopo l’esperimento fallito di Austin Howard come RG, l’ex Jets torna a vestire i panni di RT, posizione sicuramente a lui familiare. Ora come ora è lui lo starter, ma Jack Del Rio è stato chiaro: per il posto di RT è competizione aperta. A bussare alla porta c’è infatti, per il terzo anno di fila, Menelik Watson. Preso al secondo round nel 2013, l’allora acerbo RT da Florida State doveva essere la risposta a lungo termine per quello spot in linea (almeno secondo McKenzie), ma dati i vari problemi fisici (piede e caviglia) che lo hanno tenuto fuori a periodi alterni (cui si sommano le infelici prestazioni in campo quando in salute), lo staff e la Raider Nation stanno ancora aspettando di vedere di cosa il giocatore sia realmente capace, prima di etichettarlo come bust.

– OFFENSIVE GUARD (LG e RG)
Lo stesso discorso fatto per i tackle può tranquillamente esser preso e copiato per le guardie. Ancora una volta il lato cieco della Offensive Line offre una solida sicurezza che il lato opposto può solo sognare.
Ad affiancare Penn nel suo lavoro, troviamo ovviamente Gabe Jackson, ex rookie da Mississippi State, che la scorsa stagione si è preso il posto di starter senza fare molti complimenti, per poi non ridarlo indietro. Gabe, assieme a Mack e Carr, è stato un giocatore che ha contribuito enormemente a metter già le basi per un futuro migliore, nonostante fosse al primo anno da professionista. Sia sui passaggi che sulle corse il suo lavoro è stato per quasi costantemente impeccabile, permettendo ad esempio entrambe le big run di Murray nella partita contro i Kansas City Chiefs, e ovviamente le aspettative per questa stagione che viene si fanno ancora più alte.
Ancora una volta opposto è il discorso per il lato destro. Ora che Howard è tornato a giocare esterno, il posto di RG è “vacante”. Attualmente J’Marcus Webb sembra essere favorito (visto che è lui quello che gioca le reps con la prima squadra), ma tutti gli occhi sono puntati su Jon Feliciano. Da alcuni considerato un reach al quarto round, la forza e la prepotenza con la quale la guardia da Miami sono senz’altro delle qualità che hanno conquistato Mike Tice, e non mi stupirei di vederlo in campo entro la prima metà di stagione come starter al posto di Webb (o Khalif Barnes se dovesse resuscitare nella mischia) appena il training camp si sarà concluso.

– CENTER (C)
Un solo nome regna sovrano su tutti, e ovviamente stiamo parlando di Rodney Hudson, il pezzo forte di questa passata Free Agency. Dopo l’esperimento fallito Wisniewski (che non è riuscito a convincere McKenzie il quale non ha voluto aprire il portafogli per tenerlo in squadra), il front office ha investito buona parte del cap su questo giovanissimo giocatore che nella stagione passata, è stato tra i migliori nella sua posizione. Hudson può essere considerato tranquillamente un upgrade su Lil’ Wiz, altrettanto bravo nel passing protection ma decisamente migliore nel run blocking, e di questo Carr non può che esserne felice. Lo stesso Musgrave ha confermato che  Rodney è molto meglio di quanto lo staff aveva visto nei films durante l’offseason
Curiosa è invece la depth dietro di lui, dove in seguito al licenziamento di Boothe, probabilmente sarebbe proprio Feliciano (o Tony Bergstom in caso di disgrazie) il prescelto in caso di eventuali prescelto per snappare la palla… ma quì si tengono le dita incrociate affinché tutto vada bene.

– DEFENSIVE TACKLE (DT)
Arriviamo finalmente al lato difensivo, partendo dal fulcro stesso della difesa con l’analisi dei DT. Se lo scorso anno ad inizio stagione il fermare le corse risultava essere un po’ complesso per il front 4, quest’anno dovrebbe essere tutta la un’altra musica. Riconferma la sua presenza nel line-up Justin Ellis, che dopo una rookie season più che buona proverà a ripartire da lì per imporsi sulla linea avversaria; con la sua stazza da NT, purtroppo la penetrazione dall’interno viene ampiamente penalizzata, ma se una cosa è certa è che nessun RB dovrebbe riuscire a fare più di due passi nel momento in cui dovesse passare nei suoi paraggi.
Ad affiancarlo in stagione arriva Dan Williams dagli Arizona Cardinals. Secondo giocatore per importanza portato dentro durante questa Free Agency appena passata, nella sua giovane carriera Williams è famoso per essere un tackle contro le corse… ma al coaching staff ovviamente non basta. Come confermato successivamente da Del Rio, i Raiders si aspettano un grosso contributo del #90, anche nel pass rush, facendo di lui un giocatore da 3 down.

– DEFENSIVE END (DE)
Se è vero che dal centro nessun RB dovrebbe essere in grado di passare, tale concetto verrebbe applicato anche ai lati. La triste realtà davanti alla quale ci troviamo, è che nonostante il front 4 sia potenzialmente imbattibile sulle corse, presenta tuttavia grosse lacune sul pass rush. Da una parte, nello strong side, abbiamo il veterano Justin Tuck che alla veneranda età di 32 anni sembra aver perso qualche cavallo dai suoi tempi nei Giants: nonostante sia stato portato dentro per avere un forte impatto sui QB avversari, nelle 16 partite non ha mai mostrato di poter far la differenza. Alle sue spalle la depth non è assolutamente di qualità, quindi la sua presenza in campo è una assoluta certezza, se non altro per le grandi qualità di leader nei confronti dei compagni.
Sulla sinistra invece, lì nel Weak Side, c’è Mario Edwards Jr, DE da Florida State ed ex top prospect quando uscito dalle scuole superiori. Le sue potenzialità ancora rimangono sconosciute considerando che rispetto al suo Junior Year, Edwards ha perso  diversi pound ritornando alla sua vecchia base di 280, ma avendolo preso così in alto nel draft, sicuramente Del Rio e Norton contano su di lui per andare a caccia di QB assieme a Khalil Mack. La maggior parte dei media sembrano esserne scettici a riguardo, ma alcuni lo dipingono come un giocatore dal potenziale elevatissimo, bisognerà quindi aspettare almeno il training camp (quando si potrò almeno osare un poì di più nell’1-1 contro il tackle) per vedere se questi ultimi hanno ragione.

– LINEBACKER (MLB e OLB)
Senza ombra di dubbio il reparto più forte che gli Oakland Raiders possano schierare in campo. Fulcro della difesa e senza dubbio miglior giocatore in campo è Khalil Mack, che per il secondo anno di fila giocherà come Strong Side Linebacker, dopo essersi meritatamente conquistato il #49esimo posto nella Top 100 Players del sito ufficiale NFL. Oltre ad essere una garanzia contro le corse, il motor di Mack fa di lui un pericolo anche come Pass Rusher: nonostante questa passata stagione i numeri non fossero altissimi (dovuto al fatto che gli attacchi avversari costruissero schemi fatti a posta per neutralizzarlo), questo 2015 dovrebbe essere molto diverso visto il suo sempre più crescente impiego nei sub package sulla linea con la mano a terra.
Dalla parte opposta, ancora una volta Sio Moore dovrebbe riconfermarsi starter nonostante un Ray Ray Armstrong che continua a ricevere complimenti dall’intero coaching staff. Attualmente Moore è ancora in fase di guarigione dopo l’intervento subito all’anca qualche mese fa, ma nonostante questo è riuscito a prendere parte a tutti gli OTAs e minicamp (anche se in maniera molto limitata).
Nuova aggiunta come MLB è invece Curtis Lofton, che data la sua esperienza e la poca competizione, dovrebbe tranquillamente confermarsi nello starting lineup nonostante eccella nelle corse (oltre i 120 tackle in ciascuna delle passate 3 stagioni), soffrendo tuttavia un po’ nel coverage.

– CORNERBACK (CB)
Se mai dovessero pormi la domanda “Quale’è il reparto che più ha bisogno di un upgrade?” la mia risposta sarebbe proprio Cornerback. Non avendo portato nessuno con qualche anno di esperienza (dopo 3 anni di fila in cui McKenzie ha sempre cercato in FA i due CB da far allineare come starter), l’attenzione dei media e dei tifosi è riversata per intero sui giovani ragazzi che avranno il compito di fronteggiare i ricevitori avversari. Il primo nome, quello più sicuro, è T.J. Carrie, settimo round del 2014, che ha superato ogni aspettativa divenendo uno dei migliori nell’intera difesa. Quando è in campo, il #38 è in grado di fronteggiare fisicamente anche i ricevitori un po’ imponenti (grazie ai suoi quasi 6’1″ di altezza), e pur non possedendo quella velocità che lo rende pericoloso sulla profondità, è comunque un giocatore solidissimo che merita una possibilità di dimostrare cosa sa fare.
Il discorso, inaspettatamente, si fa più complesso quando parliamo del secondo CB. Teoricamente, dato il suo Draft Status e dato il fatto che in quanto a footwork non ha rivali nel roster, D.J. Hayden dovrebbe essere il nome in cima alla lista, ma durante questo passato minicamp Keith McGill sembra esser leggermente un vantaggio sull’ex first round pick, visto che è stato lui in campo con la prima squadra. Bisognerà aspettare il Training Camp per avere una risposta più certa, ma per adesso diamo il beneficio del dubbio ad Hayden, che se vuole togliersi di dosso l’etichetta di bust, deve sicuramente dimostrare di saper fare molto meglio di quanto ha fatto a fine stagione.

– SAFETY (SS e FS)
In ultima analisi, buttiamo uno sguardo sull’ultima parte del secondario: le Safety. Per il terzo anno consecutivo, Charles Woodson sarà ovviamente presente nello starting lineup come Strong Safety. Entrando nella sua diciottesima stagione, molti si aspetterebbero che il futuro Hall Of Famer abbia perso qualche colpo, mentre invece continua a giocare a livelli talmente alti da essersi guadagnato anche lui un posto nella top 100, dopo averla mancata due anni fa. A fiancheggiarlo sarà Nate Allen, che anche se durante questo minicamp è rimasto in disparte per un infortunio non discusso da Coach Del Rio durante le varie interviste, dovrebbe essere a posto per il Training Camp di Agosto. Rispetto ai CB però, la depth chart è sicuramente più profonda perché nel caso uno dei due dovesse farsi male, Brandian Ross potrebbe comunque prenderne le veci giocando da SS, lasciando che l’altro rimasto “vivo” giochi FS (visto che entrambi lo sanno fare).

Oakland Raiders

Offense Defense
QB Derek Carr DE Justin Tuck
RB Latavius Murray DT Justin Ellis
FB Marcel Reece DT Dan Williams
WR1 Amari Cooper DE Mario Edwards Jr.
WR2 Michael Crabtree OLB Khalil Mack
TE Clive Walford MLB Curtis Lofton
LT Donald Penn OLB Sio Moore
LG Gabe Jackson CB1 D.J. Hayden
C Rodney Hudson CB2 T.J. Carrie
RG Jon Feliciano SS Charles Woodson
RT Austin Howard FS Nate Allen