I Saints e la gatta-Galette da pelare

I New Orleans Saints e Junior Galette, e tutti i problemini di quest’ultimo fuori dal campo. Come molti sapranno l’outside linebacker sembra essere l’uomo ritratto mentre cinghia una coppia su una spiaggia, anche se viene da domandarsi come mai questo filmato sia uscito a due anni di distanza dal “fattaccio”.

Galette non è nuovo a scempiaggini fuori dal campo come la denuncia di aggressione domestica a suo carico, datata febbraio, in seguito ritirata; oppure come la sua cacciata da Temple ai tempi del college, per una questione di furti in cui era coinvolto il cugino, oltre agli scontri con l’allora coach della squadra; o ancora come fatterelli tipo sparare che l’attuale roster difensivo dei Saints è meglio di quello che ha vinto il Super Bowl, oppure comparire in un video con degli amichetti di cui uno non particolarmente “amico” di un certo Sean, che fosse Payton?

In un momento come questo, la squadra non ne aveva proprio bisogno, dopo l’onda lunga del Bountygate, che contribuisce ad una immagine infelice dei “Santi” a livello mediatico, coach Sean Payton e altri dello staff hanno sottolineato la necessità di migliorare la cultura della squadra. Il video potrebbe quindi costare a Galette suo lavoro se si dimostrasse lui il protagonista, il video è già a disposizione della NFL che farà le sue valutazioni, e come al solito ci saranno delle polemiche a riguardo. L’avvocato di Galette, Ralph Whalen, ha contestato il fatto che il giocatore sia l’uomo nel video, mentre Galette ha già programmato di incontrare i funzionari della NFL a fine mese per risolvere la già citata denuncia di aggressione domestica di inizio anno, dicendosi convinto che non verrà irrogata nessuna sospensione, tuttavia la policy della lega prevede, per queste situazioni, una prima sospensione di sei gare, se considerato responsabile di una condotta non conforme.

Dunque, che sia vero o meno il video, Galette sta dimostrando una grave immaturità per un professionista ben pagato: quattro anni, 41,5 milioni dollari è il prolungamento del contratto che Galette ha firmato lo scorso settembre, che lo rende il classico elefante bianco, difficile da piazzare a una qualsivoglia squadra NFL senza avere gravissime ripercussioni sul cap. Al primo giugno, i Saints hanno già pagato salario garantito per un totale di 18,7 milioni dollari per Galette nel corso degli ultimi due anni, letteralmente non potevano permettersi di tagliare Galette prima del 1 giugno stanti gli oltre 17 milioni di dollari che si sarebbero riversati nel loro cap. Passato questo scoglio, il taglio comporterebbe 5,45 milioni dollari sul cap, con altri 12,1 milioni di dead money da contare sul cap 2016.

Questa vicenda entra “a gamba tesa” su una situazione cap salariale piuttosto problematica a New Orleans. La filosofia dei Saints presenta grandi bonus firma elargiti su contratti ristrutturati, in modo da massimizzare la spesa sull’anno in corso e rispettare il cap sugli anni successivi. Tuttavia dopo il Super Bowl e specialmente negli ultimissimi anni, questa politica è sfuggita di mano alla franchigia, che si è ritrovata con l’attacco più costoso dell’intera NFL. New Orleans ha cominciato affrontare i problemi di cap con le trade di due giocatori dal contratto oneroso come il TE Jimmy Graham e la guardia Ben Grubbs, dando l’impressione di voler abbandonare la filosofia delle grosse spese per l’attacco. Il team ha poi negoziato nuovi termini per Jahri Evans e Marques Colston, con una inusuale linea dura rispetto al passato. Tuttavia New Orleans ha aggiunto numeri al cap nella sessione di Free Agency, e non ha ancora affrontato il nodo-Drew Brees, il quarterback ha un contratto quasi capestro, che pesa sul cap, intasandolo, seppur solo per questa stagione e la prossima. Non è stata effettuata una rinegoziazione (o diluizione) che avrebbe probabilmente “svalutato” un giocatore che la squadra potrebbe tradare in un futuro prossimo.

Teoricamente è possibile che i Saints inducano Galette a rinegoziare il contratto, modificandone i termini, soprattutto se Galette verrà sospeso. Ma non è facile per le squadre recuperare bonus firma che è già stato versato, anche quando ci siano clausole che annullino garanzie future in caso di condotta inadeguata del giocatore: in pratica è rarissimo, negli ultimi anni si conta solo l’episodio di Michael Vick con i Falcons, ma le accuse mosse a Vick erano decisamente più serie di quelle mosse a Galette, è appunto storia di pochi mesi fa quella di Ray Rice, che ha ottenuto il pagamento dello stipendio da parte dei Baltimore Ravens. I Saints potrebbero addurre che l’incidente è avvenuto prima della firma e potrebbe annullare la validità del contratto, una situazione che sembra poter essere considerata anche dai New England Patriots riguardo ad Aaron Hernandez ed il suo caso di omicidio, ma che questa politica porti a qualcosa, è tutto da vedere.

Se New Orleans deciderà di rilasciare Galette, non sarà perché è una decisione finanziaria intelligente, nemmeno perchè è una decisione intelligente nel senso più ampio della gestione di una squadra di football professionistico, dato che un pass rusher da 22 sack e quattro fumble forzati nelle ultime due stagioni; ma semplicemente perché riterrà che non può permettersi di non farlo, e siamo sicuri che sarà una decisione assai sofferta. Inizia a farsi strada l’idea che New Orleans “speri” in una sospensione, per risparmiarsi oltre 240 mila dollari a gara, lo stipendio di Galette, viceversa le squadre a cui piacerebbe approfittare della situazione “sperano in una partenza di stagione difficoltosa per New Orleans, per piombare su una trade tutto sommato accettabile per chi ha spazio salariale.

Beati loro, direbbero a New Orleans.