Ahi ahi Señor! Muy dolor!

Il sole picchia, in questo inizio di luglio, e per chi non si fosse sufficientemente divertito in questi giorni parlando pigramente di come andrà la prossima stagione e di quale è stato il miglior quarterback di tutti i tempi della NFL (o runningback, i discorsi hanno la medesima valenza, ovvero “livello fuffa”) oggi avrà di che rifarsi: in un solo giorno ben quattro ragazzotti che fanno i professionisti nel football, sono stati beccati con le mani nella marmellata e sospesi.

Vi facciamo una brevissima carrellata:

Il linebacker dei Dallas Cowboys Rolando McClain è stato sospeso per quattro gare per violazione della policy NFL sull’abuso di sostanze. McClain ha avuto non poche difficoltà nella sua carriera, specialmente negli anni di Oakland, ed aveva annunciato il suo ritiro dopo pochi giorni dalla firma del contratto con Baltimore. Convinto da Dallas a tornare sui suoi passi, aveva chiuso un buon 2014.

Il Defensive End dei New York Jets Sheldon Richardson è stato anch’esso sospeso per quattro gare per violazione della policy NFL sull’abuso di sostanze. Coach Bowles si è detto scocciato della questione, ma la linea è forse uno dei problemi minori da quelle parti, con la first-round pick Leonard Williams, Muhammad Wilkerson e Damon Harrison.

Il Tight End dei San Diego Chargers Antonio Gates, indovinate? E’ stato anch’esso sospeso per quattro gare senza stipendio per violazione della policy NFL sull’abuso di sostanze. Senza Gates, i Chargers si troveranno spuntati di una delle loro migliori armi, un TE che in dodici anni di NFL ha ricevuto per oltre 10.000 yard con una media di 12,7 YPC, formando con Philip Rivers una delle migliori coppie QB-TE della lega.

Infine il DT Datone Jones (Green Bay Packers) sospeso per una gara senza stipendio per violazione della policy NFL sull’abuso di sostanze, anche in Wisconsin fanno i conti con i problemi di rimessa in sesto dei rinoceronti di linea. In attesa di sapere se la lega prenderà provvedimenti sui passatempi gangsta di Letroy Guion, Jones era uno dei papabili titolari della linea difensiva dei Packers per l’autunno.

Vi ho risparmiato le dichiarazioni-fotocopia dei quattro, puntualmente infarcite di scuse e rammarichi vari. Mi sembrava piuttosto superfluo annoiarvi con un mucchio di fesserie sull’integrità sportiva ed il senso di lealtà “momentaneamente” sospeso di questi quattro ragazzotti. Orsù abbiamo visto di peggio dai giocatori della NFL.