Snap Lost: Cincinnati Bengals

Oggi analizziamo gli Snap Lost dei Cincinnati Bengals. Come sappiamo sono un’analisi quantitativa relativa al numero di azioni giocate l’anno scorso dai giocatori che non saranno in squadra quest’anno.Se siete tifosi di Cincinnati questi numeri vi faranno sorridere.

Avvertenza: i dati presenti in questi pezzi, provengono da articoli chiamati “Snaps Lost” e realizzati da Pro Football Focus, e sono uno sguardo dettagliato al tempo di gioco che se ne è “andato” da una squadra assieme ai giocatori tradati, tagliati, partiti in free agency o che hanno chiuso la carriera. Poiché ogni unità (attacco/difesa) di ogni squadra gioca un diverso numero di snap nel corso della stagione, abbiamo creato il metro del “Full Time Equivalent”: il numero totale di snap mancati diviso per il numero di giocate della squadra su quel lato della palla in stagione regolare (non sono annoverati i playoff). Più è basso il FTE, più giocatori che sono effettivamente scesi in campo per la franchigia, sono rimasti al loro posto. Il dato ovviamente non da nessun tipo di valutazione qualitativa in termini di perdita, ma semplicemente quantitativa. Sospensioni e infortuni che ricadono sulla stagione 2015 non vengono in alcun modo annoverati nell’analisi.

Overall FTE perso: 3,29; 3° posto nella Lega

Come da tradizione, nel sud dell’Ohio non ci sono grandi sconvolgimenti, la longevità di Marvin Lewis come Head Coach ne è l’esempio più eclatante. Si preferisce sviluppare i giocatori draftati e compensare solo se necessario. Strategia per alcuni discutibile, ma per quest’anno le prospettive sono rosee come ho analizzato nel pezzo dedicato al roster.

 

Attacco (FTE perso: 1,94; 12° posto)

Perdite maggiori:
Jermaine Gresham (900 snap) 
Mike Pollak (450 snap) 
Marshall Newhouse (373 snap)

Gresham ha avuto 5 anni per dimostrare il suo valore, ma ci è riuscito solo in parte. Buon bloccatore, discreto a ricevere, ma non all’altezza delle aspettative. Lo scorso anno ha avuto l’ennesima possibilità dopo l’infortunio di Eifert alla week 1, autoescludendosi dalla competizione per quest’anno, anche a causa della versatilità dimostrata dal FB Ryan Hewitt. Il fatto che sia ancora free agent la dice lunga. L’unica lacrimuccia la spendiamo per Pollak, terza guardia che ha tappato bene i buchi causati dagli infortuni all’interno della linea. Newhouse ha giocato per necessità al posto di Andre Smith, ma il grade di -11.6 non verrà di certo rimpianto.

I rimpiazzi arrivano dal Draft: l’OT Cedric Ogbuehi (prima scelta) inizierà la stagione in PUP, ma l’OT/G Jake Fisher (seconda scelta) è pronto per giocare nel caso di infortunio dei titolari. La terza e la quinta scelta sono stati due TE, Tyler Kroft e CJ Uzomah. Sul secondo c’è qualche dubbio, ma il primo dovrebbe fare la riserva di Eifert e giocare nelle formazioni di doppio.

 

Difesa (FTE perso: 1,35; 5° posto)

Perdite maggiori:
Terence Newman (883 snap)
Robert Geathers (604 snap)

Newman ha ormai 36 anni, per quanto ottima, la sua carriera ormai sta per concludersi. Il Cornerback arriva da una stagione da titolare in cui ha sfruttato la sua esperienza, ma in un ruolo così atletico è difficile giocare a quell’età. Nonostante ciò è stato firmato subito dai Vikings. Geathers è un DE mediocre come ce ne sono tanti, nella scorsa stagione è stato inconsistente e d è stato tagliato.

Fa il suo ritorno dopo un anno a Tampa il DE Michael Johnson, giocatore di tutt’altro livello rispetto al sopra citato Geathers. Johnson era andato in Florida per dare una svolta alla sua carriera (e al suo conto in banca) ed entrare nell’elite dei pass rusher ma ha deluso le aspettative. Lui e King Dunlap sono una coppia di DE invidiabile. Ad affiancare Leon Hall come CB ci saranno Dre Kirkpatrick e Darqueze Dennard, che finalmente dovrebbero essere pronti per vedere il campo un numero considerevole di volte. Il primo è favorito sul secondo ma non dobbiamo dimenticare che nella rotazione entrano anche il veterano Adam “Pacman” Jonese il rookie Josh Shaw.

Insomma il bilancio è sicuramente positivo, ci sono le solite incognite legate ai rookie, agli infortuni e ai cali di rendimento; per il resto l’aggiunta di Michael Johnson e l’assenza di perdite importanti garantiscono un improvement rispetto all’anno scorso. Forse l’unica nota dolente è la perdita di Pollak, ma il fatto che sia stato tagliato nei primi giorni di free agency lascia pensare che la squadra abbia ben in mente come gestire il problema.

 

– Emmanuele Boerci –