En Eff El: Come premere il pulsante dell’autodistruzione. Consigli da Galette.

Con molta gioia, iniziamo oggi una collaborazione con una delle pagine più divertenti dell’universo Facebook, legate al football NFL. Si tratta di En Eff El, che oggi per “aprire” questa fase, ci presenta un breve riassunto di cosa ha combinato Junior Galette negli ultimi tempi.

Fino a un anno fa Junior Galette era una feel-good story di quelle che ci piacciono tanto: il ragazzo umile con la barba grossa che ha lavorato sodo, che è riuscito ad entrare in un roster NFL da UDFA, e che nel giro di quattro anni ha strappato un bel contratto da 40 milioni di dollari, bontà sua. Bravo. Un piccolo idolo per i tifosi dei Saints. Anche perchè aveva fatto 12 sack nel 2013, e 10 l’anno dopo.
Poi, piano piano, la situazione ha cominciato a scricchiolare. Prima poco, poi tanto, fino a crollare rovinosamente nei giorni scorsi, con un gran finale di un tipo che non s’era mai visto.
Per dipingere correttamente l’uomo-Galette e togliere ogni dubbio, se possibile, sulla necessità del licenziamento che i Saints gli hanno appena servito, voglio riassumere tutto quello che é emerso nell’ultimo anno, quello almeno che la memoria mi concede. In giro non vedo molti di questi dubbi, in verità, ma ieri Barnwell di Grantland ne ha espresso uno, neanche tanto sibillinamente, suggerendo come la scelta possa essere in qualche modo immotivata; e questo suona po’ strano a chi abbia seguito tutta la faccenda, come -aehm- il sottoscritto, e come -aehm- la maggior parte dei tifosi dei Saints. Barnwell di Grantland è uno coi controcavoli, voglio dire, e un suo parere buttato lì, magari durante una giornata un tantino impegnata può, ecco, sì, fuorviare. Perciò riassumiamo bene, che è meglio. Cominciamo dal principio, dal punto in cui

– Galette è la feel-good story di cui sopra, con un passato burrascoso al college che probabilmente gli è costrato il draft, ma tre anni di eccellente condotta che lo hanno completamente redento. Il tifoso medio lo ama. Abbiamo Junior Galette!! E’ un po’ piccolino, ma cavolo, 12 sack da UDFA! Yeeee! Evviva. Siamo all’inizio della stagione 2014, e il futuro è splendido splendente.

– Dicembre 2014. Nel bel mezzo di una stagione disastrosa, Galette dichiara che il reparto difensivo attuale è migliore di quello precedente, che aveva contribuito a portare in città nientepopodimenoché un bellissimo Superbowl. Il tifoso medio storce un po’ il naso. Ma è Galette, siamo certi che in fondo non avrebbe voluto intendere ciò che ha detto. Qualche altro fan se la prende parecchio, in realtà; ma senti, i sack sono sack e non stiamo mica qui a pettinare le bambole.

– 5 Gennaio 2015. Junior viene arrestato con l’accusa di aggressione e altre amenità. Nel giro di poche settimane, tuttavia, le accuse vengono lasciate cadere, e soprattutto il giocatore pubblica un video che ha registrato col suo telefono al momento del fattaccio. Ivi compaiono varie persone atterrite: non dal linebacker, bensì da una donna fuori di testa, che grida cose senza senso, la stessa che poi lo denuncerà. La questione si risolve in un nulla di fatto, pare una calunnia bella e buona. Menomale, perchè in fondo Junior è un bravo ragazzo.

– 20 Gennaio. Il cugino di Galette, lo stesso che gli aveva creato problemi al college, viene arrestato. Sta guidando la macchina di Junior, e dentro la macchina c’è marijuana. Mmm…

– Marzo-Aprile. Durante il piazza pulita dell’offseason dei Saints, Galette è messo sul mercato, offerto in giro per una trade che non si concretizza. La spiegazione più comune – oltre al fatto che hanno shoppato un certo Graham, figurati che gli importa di Galette – è che siccome Goodell è Goodell, non si sa mai che la mannaia non lo voglia colpire a priori per il fatto di gennaio (a tutt’oggi, che siamo a luglio, una sospensione è ancora possibile).

– Fast forward fino a un giugno molto intenso. 4 Giugno. Galette si infortuna a un pettorale. Si dice che sia accaduto durante una gara di machismo con un compagno, sollevando pesi in panca. L’infortunio potrebbe essere grave.

– 7 Giugno. Su un social media compare un breve video di Galette che fa il boss in mezzo a una combriccola di amici. Dicono cose difficilmente comprensibili, ma secondo l’interpretazione più accreditata, alcuni suoni assomigliano a: 1) “Fuck Sean!” che un amico grida per tre volte, ed è chiaramente riferito a Sean Payton, il coach; 2) “Non mi sono infortunato al pettorale”; 3) Qualcosa di simile a un commento invidioso per il contratto da 60 milioni appena firmato dal compagno Cameron Jordan. Già.
A questo punto il tifoso medio apre un po’ gli occhi, eh… Che simpatici ragazzi, a dire cose divertenti, in un video… già…

– Un giorno imprecisato, che non ci ricordiamo insomma, Galette si fa ritrarre su una barella in corsia d’ospedale, e pubblica la foto su internet, senza spiegare nulla, nè ora nè mai. Mille illazioni, ma nessuna risposta. Non si sa se si è operato al pettorale, pare di no. Cos’era? Una mossa di PR? Di Che tipo? Che ci volevi dire?? In retrospettiva, la cosa sembra un gesto senza alcun senso o significato intelligibile in particolare.

– 20 Giugno. Cominciano i veri fuochi d’artificio. Come molti sanno, qualcuno ha beccato un video che era su youtube già da due anni… un video del 2013, in cui ora hanno riconosciuto Galette che fa il pazzo su una spiaggia insieme a degli amici, tira un cazzotto a un altro tizio, e colpisce una ragazza, un paio di volte, con la cinta. Qualcuno ha dubbi sull’identità del picchiatore, ma non ci vuole molto a confermarla confrontando il video con una foto dello stesso giorno, comparsa sul Twitter di Galette. Stessi vestiti, lui e gli amici. E’ lui. Il tifoso medio ha capito con chi ha a che fare, e non è una bella sensazione. Anche qui, la mannaia della lega pende minacciosa; e pur trattandosi di un fatto vecchio di due anni, non si può mai sapere, coi tempi che corrono.

– 24 Luglio. I Saints tagliano Galette. Un po’ a cavolo, come tempistica. Un mese dopo la notizia del video, una settimana prima del ritiro. Il giocatore non fa attendere il suo commento: “E’ la peggior decisione che hanno mai preso”. “Chi altro hanno, no, dimmi, chi altro hanno?” a sostituirlo, intende. Sono commenti che fanno a gara coi momenti migliori di primedonne come T.O. e Ochocinco. Su, un po’ di professionalità. Per lo meno per rispetto dei colleghi.

– 25 luglio. Galette manda a ESPN un video di pochi secondi, in cui abbatte dei dummy a manate. Impressionante, sì. Serve a far capire che il pettorale sta bene. Stile: zero. Sia per il canale pubblico che ha scelto, sia per il video in se’, che è casareccio, che è aggressivo, e un filo disturbante. In generale, appare come una persona incapace di gestirsi e di prendere lucidamente le proprie decisioni, nonostante abbia tanti milioni con cui pagare un agente.

– Ancora il 25 luglio. Gran finale. Qualcuno l’ha definita “Twitter war”. Dall’account della sua ragazza, Galette scrive delle cose fantastiche. E’ proprio lui a scrivere: questo è il parere espresso universalmente dalla comunità di internet, da decine e decine di persone di diversa importanza, dal tifoso locale fino a un paio di stimati reporter del Times-Picayne di New Orleans. I dettagli che pubblica sono troppo specifici per trattarsi di qualcun’altro. Parla perfino di schemi, ecco. L’account Twitter viene cancellato poco dopo. I commenti, arrabbiati e pieni di parolacce, spaziano dall’accusare Payton di essere dipendente da alcool ed ecstasy, al mettere in piazza i fatti personali di Zach Strief (RT dei Saints, apparentemente tradito dalla moglie), fino al distruggere tutti gli ex-compagni che gli capitano a tiro, per esempio Brees, Colston, Lewis, Strief stesso, Jordan, Vaccaro, Stills e Hicks, esprimendo livelli diversi di sfiducia o cattiveria.

Fine della saga. Dall’ambiente della squadra, trapela un giudizio: “Junior è rimasto concentrato abbastanza per prendere i soldi, ma poi si è rivelato per quello che è. Che tristezza”; ed emerge che durante la scorsa stagione si sarebbe picchiato con un paio di compagni, in due diverse occasioni. Nel complesso, viene dipinta la sua immagine come quella di un “cancro” nello spogliatoio.
Barnwell aveva qualche dubbio su questi commenti: troppo facile far trapelare queste sensazioni alla stampa adesso, dopo ch’è stato cacciato, sostiene. Ma insomma, il resoconto parla abbastanza chiaro.
C’è chi dice che Galette si sia scavato la fossa con le ultime twittate, perchè nessuna squadra può ingaggiare un tale individuo, che strombazza in giro i problemi del coach, dei colleghi e dello spogliatoio intero.

Stiamo a vedere. Qualche disperato, in genere, si trova. Ma stavolta, io credo, dev’essere proprio disperato.

 

– Marco De Angelis En Eff El