NFL: I (miei) Top 5 Free Safety

Safety. I Re del campo aperto, delle cover, delle discese nella seconda linea, dell’ultimo, disperato tackle e del blitz. Ruolo chiave della difesa troppe volte colpevolmente trascurato con tragiche conseguenze soprattutto nella difesa a zona. In genere si schierano tra le 10 e le 15 yard dietro la linea di scrimmage. Nella formazione tipica ci sono due varianti di questa posizione: il free safety (FS) e lo strong safety (SS). I loro compiti dipendono dallo schema difensivo utilizzato ma, essendo l’ultima linea di difesa, i safety devono essere entrambi dei buoni placcatori. Il free safety è più che altro un difensore sul pass, come mentalità ma deve essere capace di indagare sul gioco, cogliendo su dove si sta per sviluppare il più delle volte in campo aperto. Il suo compito di riempimento della fase difensiva deriva proprio dal fatto che è l’unico difensore sbloccato. E’ un giocatore che soprattutto deve conoscere bene la cover, deve occupare il campo aperto, deve comprendere lo sviluppo lungo i bordi per arrivare sulla palla. Meglio se è alto e snello e buon saltatore, ma le dimensioni, realmente, contano molto meno del talento. Deve saper trovare la palla quando è in aria intuendo il punto dove sta andando è sempre un aiuto per i cornerbacks e spesso gioca a zona, in tanti schemi difensivi, quando gli altri attorno giocano a uomo. Se va ad uomo, spesso è perché si sta giocando un blitz o una difesa particolare (come un 4-4) contro le corse. A quel punto, spesso ha le funzioni di un corner per andare su un wideout.
I(miei) top five free safety.

Earl Thomas, Seattle Seahawks

Ha avuto i suoi problemi fisici, quest’anno, questo 26enne (5’10”- 202 libbre) ma quando è stato in campo ha dimostrato di essere un signore della Lega in questa posizione. Non è solo come gioca la cover, ma anche come influenza il gioco: i QB avversari non amano sfidare Thomas e i suoi 13 completi concessi su 23 target la dicono lunga sulla sua classe, anche se alla fine ha concesso due TD in stagione. Le sue dimensioni non ne fanno un difensore fisico contro le corse, e non può vincere le battaglie con i blocker fisici, ma la sua velocità ne fa un ottimo giocatore nello spazio al punto da essere considerato un ottimo placcatore in campo aperto ( 75 tackle). Giocatore performante e di grande intelligenza per il football, resta forse il miglior interprete del ruolo.

Eric Weddle, San Diego Chargers

Un vero mago della cover. Eric Weddle (5’11 “, 200 libbre) sia che debba difendere a uomo che a zona con il suo mix di velocità, talento, intelligenza e istinto diventa un difensore dominante contro il pass game, uno dei migliori FS della NFL. L’anno scorso ha permesso 26 catch su 37 tentativi, con un intercetto e zero touchdown. Se deve andare contro le corse, anche se non è la sua mattonella, si adatta molto bene. Ha intinto nel cercare i runner, entra nel box e va nei blocchi, e con i suoi 82 tackle dimostra di avere una ottima tecnica in campo aperto o quando è l’ultimo baluardo della difesa. Un three down di grandissima qualità, dominatore del ruolo.

Jairus Byrd, New Orleans Saints

La sua salute è pessima. Ha saltato cinque partite con i Bills, e quasi tutta la scorsa stagione. Ha avuto problemi alle caviglie ed ad una spalla e molti analisti affermano che è in classico atleta di cristallo. Può darsi. Quest’anno è ristabilito e si sta allenando con la prima squadra, e allora, se gioca, è un giocatore d’elite. Ha 28 anni, (5’10” per 203 libbre) l’anno scorso non ha certo brillato prima di fermarsi, complice la fallimentare situazione fisica. Sa andare sulla palla, anche non aspettandosi i 9 intercetti su 14 partite fatti da rookie, perché le sue prestazioni atletiche, unite ad un grande istinto gli danno un magnifico senso della posizione in campo aperto. Non è certo un martello contro le corse, ma non ha paura del contatto fisico anche contro i giocatori più fisici. Anche nei tackle prevale soprattutto il suo senso della posizione più che sulla forza e velocità, anche se non è un atleta di secondo livello, pur mancando dell’atletismo di altre safety. Un giocatore che, se sta bene fisicamente, è nell’eccellenza del ruolo.

Glover Quin, Detroit Lions

Non ha forse brillato dalla sua entrata in NFL, ma si è dimostrato un safety che ha saputo crescere negli anni, mettendo insieme un anno di tutto rispetto nel 2014. Alto 6’0″ pesa 206 libbre, ha forse trovato nel Coordinatore Teryl Austin il suo mentore, facendo vedere doti nel ruolo ed istinto che lo hanno portato a tenere bene il campo aperto, e a bloccare i WR nella copertura ad uomo. E’ fluido e coordinato, con buone mani, e lo dimostrano i sette intercetti raccolti e da come ha saputo limitare i target. Contro le corse è deciso e sicuro, sa tenere i blocker e sa usare le mani. Non se la cava nel traffico come in campo aperto, dove sono avvenuti i suoi otto tackle mancati, mentre il dato totale dei tackle portati è di 66. Difficile dire se siamo in presenza di un giocatore che sarà stabilmente nell’elite, ma vale la pena dargli fiducia.

Harrison Smith, Minnesota Vikings

Terza stagione per Harrison Smith (6’2″, 214 libbre). Ha fatto un ottimo gioco a safety con Mike Zimmer, dimostrandosi particolarmente adattevole e flessibile come difensore da three-down. Un safety da zona estesa, infatti ha visto target 40 volte con solo 26 ricezioni e due touchdown , e con, soprattutto, cinque intercetti e tre sacks a dimostrare come le sue doti atletiche siano di prima grandezza. Ma se in copertura Smith è un buon giocatore, in run defense è nell’eccellenza: roccioso contro i blocker adattevole ad ogni tipo di schema per incidere contro il running game. Ottimo nei tackle con 81 portati e 11 persi. Ha fatto vedere un anno di grande livello, un giocatore destinato a incidere sulla secondaria.