Oakland Raiders: Cronache dal Training Camp 2015 (Week 1)

Ormai si è conclusa la prima settimana di Training Camp, e dopo una lunghissima assenza dai campi, finalmente il football made in Oaktown è tornato.
Con questo articolo, inizia quella che potrebbe definirsi come una rubrica settimanale, in cui si vanno ad evidenziare le diverse storie che, di settimana in settimana, hanno caratterizzato gli allenamenti dei Raiders. Lo scheletro che caratterizzerà ogni pezzo sarà sempre lo stesso: Il Meglio, il Peggio, I Punti Interrogativi e gli Assenti (più una piccola rubrica di News se e quando ce ne sarà bisogno).
Ora che le dovute presentazioni sono state fatte, non mi resta che augurarvi buona lettura e salutarvi fino alla prossima settimana.

IL MEGLIO

Rispetto agli altri anni, di cose positive ve ne sono state diverse, e su entrambi i fronti.
Contro ogni aspettativa del sottoscritto, il vero protagonista offensivo di questa prima settimana è stato Michael Crabtree. Il ricevitore da San Francisco ha passato una parte di questo mese di “riposo” assieme a Derek Carr per migliorare la chimica e, fin dal primo giorno, il duro lavoro ha mostrato i suoi frutti. Per il giovane QB, il #15 è ormai una garanzia, soprattutto in quelle tracce più complesse dove lo stesso Crab sembra dare il meglio di se, con prese spettacolari anche con il CB in marcatura stretta. Sono state numerose infatti le occasioni in cui il fantastico duo ha mostrato quanto la scorsa stagione con i 9ers fosse più un anomalia che un passo falso.
Sul lato difensivo, neanche a dirlo, Khalil Mack regna incontrastato sulla linea di scrimmage. Nella maggior parte degli snap il #52 è schierato come DE con la mano a terra, segno che Ken Norton vuole massimizzare la sua abilità di pass rusher, limitando le volte in cui viene mandato dietro in coverage. La potenza e il talento dell’ex rookie da Buffalo University è visibile ad ogni azione: sono molteplici le occasioni in cui Menelik Watson si ritrova spaesato a guardare il cielo, completamente vinto dall’ 1 contro 1 con Mack. Se non fosse per il divieto di sfiorare il QB, la maglia di Carr sarebbe completamente sporca di terra per i numerosi “potenziali” sack.
Menzione di merito: Michael Dyer, RB di quarta stringa (terza considerando che Trent Richardson non si sta allenando), sta facendo girare tante teste, e le possibilità di guadagnarsi un posto nel 53 men roster si fanno sempre più concrete.

IL PEGGIO

Considerando che siamo ancora all’inizio, mi viene difficile essere troppo duro con la squadra, ma ci sono alcune pecche che devono assolutamente essere risolto.
La prima è la poca competizione nel secondario difensivo. Viste le numerose lodi espresse nei confronti del receiving corp, i demeriti vanno tutti ai CB. La scelta di non voler portar dentro nessun veterano in quella posizione per lasciare crescere i giovani, potrebbe rivelarsi un arma a doppio taglio: se TJ Carrie continua comunque ad essere un membro solido, dal lato opposto c’è una aperta competizione che vede in testa Keith McGill. McGill non sta brillando, ma si sta dimostrando più solido dell’ex First Round Pick del 2013 DJ Hayden, che ha più bassi che alti. Se delle volte riesce a difendere qualche passaggio (aiutato anche dai pochi tiri imprecisi di Carr), la maggior parte delle volte è vinto dal ricevitore che deve marcare, e questo lo ha relegato al ruolo di backup per il terzo anno consecutivo. Le aspettative sono molto alte ora, e nonostante la positività di McKenzie nei suoi confronti, Hayden ha ancora tutto da dimostrare.
Altro lato negativo è il RT. Con J’Marcus Webb RG favorita per fare da starter, il posto di RT se lo giocano Menelik Watson e Austin Howard, e il giovanotto è in test… ma visto che ne stiamo parlando in questa parte della rubrica, potete immaginare la qualità della competizione. Di tempo per migliorare ce n’è ancora tanto (soprattutto perché Watson ha davvero poca esperienza nei pro e in generale come giocatore di football), ma se non si vuole far andare in stallo l’attacco come accadeva con Greg Olson, Coach Tice dovrà assolutamente aggiustare il tutto.

I PUNTI INTERROGATIVI

Di punti interrogativi ce ne sono ancora pochi, ma la domanda che si pongono tutti seguendo le notizie è: Ma dove è finito Amari Cooper?
Sarà per via dell’elevata prestazione di Crabtree, ma il rookie dall’Università dell’Alabama sta passando completamente in secondo piano. Le aspettative nei suoi confronti sono altissime, ma per adesso Cooper si sta dimostrando per quello che effettivamente è: un rookie che sta imparando come si gioca tra i professionisti. Anche se tecnicamente impeccabile, il ricevitore ha ancora diversi errori da correggere, specie il dover migliorare la presa ed evitare di droppare la palla.

GLI ASSENTI

– Stacy MgGee (PUP): nessuna informazione sul suo infortunio, ma si sta allenando ai lati del campo
– Trent Richardson (NFI): leggermente sovrappeso, si sta allenando ai lati del campo in attesa di essere attivato
– Rod Streater (NFI): nessuna delucidazione sul suo infortunio
– Clive Walford: nessuna delucidazione sul suo infortunio, non è presente al TC.