Saints: Training camp – Week #1

Dopo i primi 5 allenamenti dei Saints in West Virginia, alcuni dei quali svolti con i bellissimi pad che tutti aspettiamo da mesi, abbiamo finalmente un po’ di indicazioni; incomplete, immature, ma reali. Alcune di queste sono positive naturalmente, e altre meno.

Cominciamo dall’attacco, e in particolare dall’OL, che é stata al centro di critiche l’anno scorso e da cui ci si aspetta un certo miglioramento.
Il quintetto base, che recitava Armstead-Grubbs-Goodwin-Evans-Strief, al momento é Armstead-Lelito-Unger-Evans-Strief.
Di Armstead si dice un gran bene, sta dominando gli uno contro uno, continua nel costante miglioramento che ha sempre mostrato dalla prima partita in poi, e c’é chi azzarda che nel giro di uno o due anni sará il migliore della lega o giú di lí. Le sue capacitá atletiche sono in effetti fuori dal comune per un tackle.
Lelito, che l’anno scorso aveva fatto bene come center di riserva, sta facendo un po’ fatica, battuto piú volte dai colleghi difensori. Questo é un punto delicato, perché i Saints sono alla ricerca di un gioco di livello dalle proprie guardie da un paio d’anni ormai; la posizione é stata ignorata nel draft, e non c’é molta depth dietro.
Unger sta rispettando assolutamente le attese, piuttosto alte devo dire, e sembra un instant upgrade rispetto a Goodwin.
Evans e Strief non hanno ricevuto molta attenzione, e grossomodo sembrano continuare sul livello dell’anno scorso: cosí cosí il primo, bene il secondo.
A occhio, perció, si profila per ora qualche difficoltá per le guardie, e un contributo abbastanza al di sopra della media dagli altri tre.
Riguardo a Andrus Peat, il tackle pick numero 13 di quest’anno, quello con le gambone, quello “Peat chi?”, ecco, riportano che stia incontrando molte difficoltá. Ma tempo al tempo, e comunque nessuno dotato di buonsenso pensava che potesse essere titolare per la prima metá della stagione almeno. Imparerá dietro a Strief, per un tempo piú o meno lungo.

Riguardo ai WR, non ci sono grosse notizie né in bene né in male, se non quella di Coleman. Dopo un anno di practice squad sembra aver ingranato la marcia giusta, e pare che non solo sia in netto vantaggio sull’altro sophomore Seantavius Jones, ma che addirittura sia il favorito per lo spot numero 3 dietro Cooks e Colston, davanti a Toon, l’eterna promessa che non si realizza quasi mai.

Poche indicazioni anche dai back, se non che Murphy, 7o round di quest’anno, ha muffato un paio di ritorni. Siccome i ritorni sono la sua unica speranza per fare il roster, la vedo grigia. Jalen Saunders, da quanto visto l’anno scorso, é un’alternativa molto migliore.

Molti fan sono rimasti perplessi dall’utilizzo di Josh Hill, l’erede designato di Jimmy Tornapresto Graham: 1 ricezione in 5 giorni. Ma credo che si debbano abituare al ritorno ad un ruolo piú “normale” per i TE.

Ultima nota per l’attacco: l’impatto di Garrett Grayson (QB, 3o round) con la realtá professionistica é abbastanza problematico. Qualche intercetto e qualche problema con l’huddle, un fumble. Dicono che Griffin, UDFA e attuale QB numero 3, due anni fa abbia avuto molta meno difficoltá a inserirsi, e non é un paragone che fa ben sperare. Ma ci vuole pazienza, niente giudizi dopo una settimana. Eh.

Riassumendo, l’attacco non sembra dover soffrire troppo di piú rispetto all’anno scorso: un Unger in piú, un Graham in meno, e la rotazione Coleman-Toon-Morgan o chi per lui che dovrebbe essere in grado di rimpiazzare Stills.
La differenza, se ci sará, la faranno il playcalling e il backfield.

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Difesa: é qui la grande maggioranza di novitá, di cui molte positive. E senza strapparsi i capelli, é lecito sperare in qualcosa di meglio rispetto all’anno scorso, che non ci vuole tanto, comunque.
Il primo aspetto che salta agli occhi é lo spirito diverso in cui questa prima settimana si é svolta: niente proclami, molta umiltá, gente concentrata.
Galette non manca a nessuno.
L’altra novitá é il 4-3 ufficiale con cui i Saints hanno iniziato il camp, dato che negli ultimi due anni avevano cambiato spesso look, utilizzando molto il 4-3 ma continuando nella farsa del 3-4, che in assenza di un buon NT é sempre risultato difficile.

La DL é rivoluzionata, e recita Edebali-Hicks-Williams-Jordan.
Edebali é un UDFA che ha fatto il roster l’anno scorso; é un OLB che questa settimana é stato schierato come DE, e ha ricevuto pareri decisamente positivi. Essendo cresciuto in Germania, sperano possa avere ancora ampi margini di miglioramento.
Hicks é tra le notizie piú positive del camp, dopo un’annata brutta. É dimagrito, lo descrivono come piú agile, ma ugualmente potente.
Kevin Williams, dopo l’anello sfiorato con gli Hawks l’anno scorso, sembra essersi inserito bene, ed é una di quelle figure veterane necessarie in mezzo a tanti giovani. É vecchio e non giocherá mai una partita intera, ma il suo ruolo é quello di guidare una linea che ha perso recentemente anche Bunkley.
A ruotare dietro di lui ci sono Jenkins e Bobby Richardson, UDFA di quest’anno di cui tutti al momento sono molto contenti.

LB: la grande notizia é quella di Anthony, 1st round pick che sta rispettando tutte le attese e che potrebbe presto cominciare le partite come Mike, facendo le chiamate.
A sinistra si divideranno gli snap il nuovo veterano Spencer, e Kikaha. Dopo il grande hype che l’ha circondato immediatamente dopo essere stato scelto nel secondo round -perché é quello che negli ultimi due anni ha fatto piú sack di tutti in tutti gli USA- Kikaha ha faticato parecchio nei primi allenamenti.
A destra si alterneranno i soliti Hawthorne e Haralson.
Ellerbe ha giocato poco o niente, infortunato.
Powell, un sophomore, è un giovane che può dare un buon contributo, secondo quanto osservato nei giorni scorsi.
Siccome i Saints giocano spesso in 4-2 col nickel, e il nickel sembra ben coperto da Breaux o un terzo safety, la situazione dei linebacker potrebbe non essere drammatica, in conclusione. Se Anthony conferma le attese, Hawthorne e Spencer possono coprire il reparto insieme ai giovani in rotazione, in attesa che Kikaha trovi il bandolo della matassa.

Browner, dicono tutti, ha subito assunto un ruolo di leader, con l’esempio, e con l’esperienza.
L’altra gradevole novitá nella secondaria é Breaux, l’ex-CFL che sembra in pole position per il ruolo di Nickel.
Dalle prime indicazioni, e sono solo prime indicazioni, il terzetto Lewis-Browner-Breaux é anni luce meglio di quello Lewis-PRobinson-White, che é costato parecchie partite, che era il buco nero della difesa, e che non permetteva alla DL di avere tempo per pressare alcunché.
Ancora in ambito CB, Jean-Baptiste sembra essersi capito con se’ stesso, e grosso com’é dovrebbe avere il posto nel roster assicurato. Splendida notizia.
Ultima nota per PJ Williams, il primo dei due CB presi in questo draft, che si é allenato poco, e sempre con le seconde o terze linee. Ci vorrá tempo.

Ultime note per il reparto safety, uno dei pochi in cui i Saints hanno una buona depth.
Se la brutta notizia é che Byrd non si allena ancora, e molti fan sono impazienti di affibbiargli il Bust addosso, quella buona é che Vaccaro sembra tornato ai livelli del 2013, giocando energicamente, colpendo duro, troppo duro, avendo quasi infortunato un paio di compagni.

La performance della difesa dipenderá in gran parte da Ryan, perché tra l’ottimo 2013 e il pessimo 14 c’erano veramente poche differenze nel roster (un CB forte in meno e un S sulla carta migliore). Il danno sembra essere stato fatto dalla complicazione dello schema e dalla scarsa coesione nello spogliatoio.
Detto questo, le singole pedine, i giocatori, sembrano materiale decisamente migliore quest’anno rispetto a quello scorso; dalle prime indicazioni, per lo meno.

 

– Marco Giovanni De Angelis [En Eff El] –