Week1: BENGALS @ Raiders
Onestamente non mi spiego il motivo per cui Oakland era data come favorita per la partita di domenica, anche se di pochi punti. Infatti una buona parte dei media dava Cincinnati perdente per la prima stagionale. Sicuramente i Raiders hanno giocatori interessanti coi quali stanno cercando di costruire una squadra solida attorno a Derek Carr, Amari Cooper in primis, e si sono procurati qualche gioiellino anche in difesa. A tratti si sono fatti notare un po’ tutti, ma l’impressione è che i pezzi del puzzle debbano ancora essere sistemati da Jack Del Rio, allenatore che tra l’altro mi è sempre piaciuto sin dai tempi di Jacksonville e penso possa far fare un notevole passo avanti alla franchigia. Non analizzerò la prestazione dei Raiders perché non ne ho le competenze, dico solo che a mio parere non hanno giocato la partita catastrofica che molti descrivono, ma semplicemente hanno bisogno di più tempo per rodare i meccanismi. Anche dopo l’infortunio di Carr non hanno perso la concentrazione e hanno cercato di creare qualcosa di positivo, soprattutto in attacco. I due TD in garbage time ne sono la prova. Semplicemente i Bengals hanno dimostrato di essere più forti e più consolidati come squadra, considerate che l’unico titolare alla prima partita nei Bengals è A. J. Hawk. E avere tutti i giocatori sani (escluso Vontaze Burfict in PUP) può fare la differenza. Gli infortuni a 4 titolari sono invece la notizia peggiore per Oakland.
Nel complesso è stata una prestazione quasi impeccabile per Cincinnati, ma alcune note negative ci sono comunque. Non mi è piaciuto A. J. Green, fresco di rinnovo, ha droppato un passaggio perfetto, ma veramente perfetto, di Dalton in endzone a corner battuto e un altro passaggio un po’ meno semplice lungo la sideline per un ampio guadagno, si è invece fatto trovare pronto su tracce in mezzo al campo, nel traffico. Un altro aspetto negativo sono state le due penalità per taunting fischiate a George Iloka dopo un colpo notevole su Amari Cooper alla sua prima ricezione da professionista e quella a Dre Kirkpatrick dopo un passaggio difeso in endzone. Anche qualcosa in più dagli special team sarebbe giusto aspettarselo, ma in questa partita non sarebbero serviti a molto, quindi va bene così, certo l’offside su kickoff è abbastanza imbarazzante, ma alla prima settimana è ancora accettabile.
Mi hanno impressionato positivamente le chiamate offensive di Hue Jackson, una grande varietà di formazioni, passaggi rapidi e corti, anche per i running back, e Eifert in campo aperto a sfruttare il mismatch con i DB. Questo tipo di giochi esaltano le capacità di Dalton e ne oscurano le debolezza, meglio che non tenga la palla troppo in mano, ma la scarichi senza cercare il big play. Bisogna dargli atto che comunque è riuscito a gestire bene anche la pressione e a risolvere situazione complicate come nell’azione del passaggio a Burkhead. Non dimentichiamoci anche il lavoro della linea che ha tenuto a bada pass rusher di ottimo livello ed ha aperto varchi per i giochi di corsa, che sono stati comunque molto meno di quelli che tutti si aspettavano, probabilmente Oakland compresa. Sembra che Jackson abbia voltato pagina rispetto al classico approccio: corsa dietro al FB e magari anche doppio TE al primo e al secondo down, per poi lanciare al terzo. Invece si sono viste moltissime shotgun anche empty backfield con Bernard schierato ricevitore, tante screen e tackle da 150 chili schierati ricevitori a bloccare. Poche play action, ma sono state provate in preseason e a mio modesto parere, con la capacità di correre le tracce di A. J. Green, le vedremo presto. Nessuna read-option, ma con quei DE credo sia stata la scelta giusta. Lo dico chiaramente, i playbook molto conservativi dell’anno scorso di Hue Jackson non mi piacevano, la versione 2015 sembra tutt’altra cosa. Inoltre ho apprezzato molto l’ultimo drive del primo tempo, un minuto e palla a metà campo sul 17-0. Invece di cercare un field-goal facile sono andati convinti per il touchdown e, visto che la fortuna aiuta gli audaci, è arrivato il primo TD di Eifert a 20 mesi di distanza dall’ultimo.
Il TE da Notre Dame si è ripetuto nel secondo tempo con una catch notevole sul casco di D.J. Hayden a coronare una prestazione eccellente da 9 ricezioni, 104 yard e 2 TD. Ha giocato tutti gli snap offensivi e non ha sbagliato praticamente nulla.
Il duo thunder and lighting non ha messo a statistiche numeri altissimi, anche per la scelte del playbook, ma si è fatto trovare pronto al momento giusto. In particolare Gio Bernard ha dimostrato che la pochezza nelle corse della preseason non deve preoccupare e in ricezione si è dimostrato affidabile ricevendo tutti i palloni a lui destinati.
Molto bene anche per quanto riguarda le penalità offensive (ricordo solo un holding di Russell Bodine), l’assenza di turnover e di errori sullo snap sempre del centro da North Carolina Bodine, che sembra avere questi problemi solo a Luglio e Agosto.
In difesa sicuramente Pacman Jones (10 tackle e 1 fumble forzato) ha dimostrato di meritarsi la promozione a primo CB nonostante l’età che avanza. Brutto il gesto nei confronti di Amari Cooper ad azione finita (reazione per un colpo subito sulla maschera nel corso dell’azione stessa) per cui verrà probabilmente multato, ma per il resto ha giocato un’ottima partita contro il talentuosissimo ricevitore da Alabama.
Non sono mai stati sfidati sul profondo, ma i quattro first-round corner hanno tenuto bene in copertura lasciando pochissime yard after catch nel caso di completo. Sembra che anche Darqueze Dennard abbia recuperato dall’infortunio rimediato in preseason, appena entrato ha portato un notevole colpo al malcapitato Roberts facendogli droppare il pallone. Come ciliegina sulla torta ci sono i due turnover forzati: l’intercetto di Reggie Nelson e il fumble forzato da Geno Atkins e recuperato da Michael Johnson.
Settimana prossima in Ohio arrivano i Chargers, reduci dall’ottima vittoria contro i Lions, entrambe le squadre sembrano essere partite col piede giusto e si prospetta un ottimo rematch della partita di Gennaio 2014 nella quale San Diego eliminò Cincinnati ai playoff.

