Washinton Redskins@New York Giants: 21-32 Recap
Tifosi dei Redskins, non ci possiamo lamentare. Non esiste in tutta la NFL una squadra così creativa e fantasiosa nel farsi battere. Un’altra pagina dello Skinsutra, le 101 maniere di prenderlo in c… è stata scritta ed applicata. I primi giochi della partita sono emblematici. Prendiamo la palla nel drive d’apertura e dopo una penality sul terzo down da due yarde per un’apertura su Morris da più di 10 yarde, ci troviamo indietro di 10, nella nostra Red Zone. Cousins passa così dalle 2 alle 12 yarde da conquistare, e nonostante un sacco di tempo a disposizione dato dalla OL, non trova target ( con Roberts aperto) e lancia fuori. Successivo punt intercettato e safety da 2 punti. A grande richiesta il ritorno delle nostre inossidabili squadre speciali. Ogni partita è una sorpresa per gli avversari, se non gli regaliamo qualcosa con le nostre ST. Poi palla ai Giants con la difesa che regge e riconquista la palla su cui Cousins si fa intercettare nella propria red zone con relativo TD dei Giants. La partita è tutta qui. E sì perchè ci vuole una squadra capace di fare correre il proprio score in attacco per rimediare ad un pasticcio simile. Ma le corse, così funzionali nelle prime, non hanno mai ingranato e il passing game, svuotato dalla minaccia a terra è stato controllato senza patemi dalla secondaria dei Giants. La verità è che i Giants sono apparsi più forti. Sono arrivati anche fino al 25-6, prima di farsi prendere dalla loro solita ansia del quarto, hanno tenuto in controllo il punteggio da quei primi sciagurati minuti. Il 12-0 del primo quarto rappresenta un gap incolmabile per l’attuale potenziale offensivo dei Redskins, che se non riesce a minimizzare i propri errori è destinato alla sconfitta contro chiunque. In questa ottica va vista la pessima figura sul punt deviato che è costato due punti e palla all’avversario; le sanguinose penality iniziali che diventano costosissime, in difesa ed in attacco; i due decisivi intercetti di Cousins; un fumble di Matt Jones (secondo in due partite, un problemino Matt?); una secondaria che contro un vero quarterback e contro dei veri WR ha dimostrato tutto le solite lacune. La OL ha retto senza patemi, concendo 1 sack e poca pressione, ma stavolta non è stato sufficiente. Come previsto, sterilizzando le run di Washington, la pressione Cousins l’avrebbe subita da solo, e così è stato, regalando due intercetti. E poco conta se alla fine abbiamo fatto più yarde totali, più primi down (con una percentuale in peggioramento nella conversione dei terzi). La squadra evidenzia i previsti punti deboli, preoccupante e largamente prevista la pressione debole della pass rush, aggravata dal minimo uso dei blitz, preoccupante la secondaria andata in tilt soprattutto su Randle ( 7 su 7 116 yards) che è un WR slot, ma ha subito la solita crisi anche dal solito Beckham ( soprattutto Bashaud Breeland), ma persino su Donnel e Fells che non hanno per nulla fatto sentire all’attacco dei G-men l’assenza di Cruz. La preoccupazione aumenta, pensando che nelle prossime la difesa in campo aperto dovrà vedersela con Bradford e Ryan, e con Matthews ( un Randle più forte…) e Aghlenor ma soprattutto con Julio Jones. Il Big Blue, è bene ricordarlo, non schierava neppure il LT Flowers e il Corner Cromartie, oltre agli storici assenti Cruz e Jason Pierre Paul. Ma in tema di preoccupazione è indispenzabile parlare di Cousins. Avrà delle doti, non lo si mette in dubbio, ma sembra l’archetipo del perdente nato. Perché possa vincere deve andare tutto benissimo, altrimenti lui diventa il factorX della sconfitta. Le colpe son di tutti, ma nel football, quando gioca male, sono soprattutto del quarterback. E lui ha giocato troppo male per tentare di vincere. La squadra ha punti deboli è chiaro, ma senza QB non si va da nessuna parte. Una squadra forte può anche vincere con un QB mediocre, ma una squadra di medio livello non può vincere con un QB debole, se non qualche volta e grazie ad eventi contingenti. Gli errori di Cousins hanno condannato i Redskins. Il primo Intercetto è stata su un pass da non fare, con i Giants preparati allo schema e Amukamara che stava aspettando quel pass. Il secondo intercetto, forse peggio, con la ricerca di un target evidentemente coperto. Ma non è stato mai preciso in questa partita, è stato corto su Reed, come detto, lu una azione da TD, ha sbagliato in precisione su Garcon in un gioco con Crowder aperto. Non è mai stato saldo alla guida, ma esitante e traballante e non c’è nulla che colga di più una squadra che, tra l’altro, deve rimontare. Ci aspettano due partite fondamentali, contro gli Eagles e contro i Falcons. In casa e fuori. Unica speranza non commettere errori e sperare che la difesa continui a migliorare.

