Washington Redskins @ Atlanta Falcons preview
E’ il peggior matchup possibile, questo del Georgia Dome. O uno dei peggiori. In questo momento per i Redskins, forse, una partita più complicata sarebbe contro i Patriots, i Packers o i Bengals. Nemmeno il tempo di vedere finalmente il.500 che rischiamo immediatamente di perdere la agognata media. Servirà più di una buona prestazione per aver la meglio su una squadra come i Falcons che sono 4-0 con merito e con il gioco trasmesso da Dan Quinn, che ha resuscitato nel team la propensione difensiva ed ha integrato il run first all’attacco del team. Tra l’altro i Redskins entrano nel match senza il TE Jordan Reed che è il grimaldello per risolvere l’ annoso problema del team dei terzi dawn. Washington si è praticamente reinventata dalla offseason ed ha avuto, fortunatamente, alcuni innesti ed alcune situazioni, che si sono rivelate positive. Brandon Scherff era entrato nel team come Right Tacke, ma qualche suo imbarazzo e la crescita nel ruolo di Morgan Moses lo hanno riportato alla naturale posizione di Right Guard, mettendo insieme un lato destro della OL, storicamente deficitario, di altissimo livello. Manca un centro di dimensioni giuste per la Power run che vorrebbe Gruden, ed infatti si corre molto con la Zone, e manca una Left Guard di livello, tamponata per ora con Spencer Long dopo l’uscita di scena di Lauvao anche se c’è da credere che arriverà il momento del rookie Arie Kouandjio, ma questa linea ha portato le corse del team prime nella NFL, e riesce a dare a ‘cuore pavido’ Kirk Cousins quella protezione che per lui vuol dire tranquillità nel gioco. Rivedendo la linea degli scorsi anni, si può pensare che la mossa migliore che il team ha fatto sia stata dare le chiavi in mano a Scot McCloughan, che significa semplicemente avere uno che capisce di football nel guidare le scelte della franchigia. L’arrivo di Bill Callahan come coach della OL e anche di Joe Barry come DC sono state mosse decisive che daranno, si spera, i migliori frutti negli anni a venire. Ma le situazioni favorevoli nel team non si sono fermate alla OL. Le sfortunate circostanze delle assenze di Junior Galette e DeSean Jackson e la costante delusione del gioco di Andre Roberts hanno portato ad avere molto tempo di gioco per rookie come Jamison Crowder e Preston Smith. Il linebacker sta giocando bene ed ha messo insieme due sacks, Crowder è diventato titolare WR slot ed è terzo nel team con 15-117. Un altro rookie, Matt Jones sta costruendo una alternativa fondamentale a Alfred Morris, con un altro giovane Chris Thompson, a terzo RB ed attualmente il reparto risulta quello che corre più yards a partita di tutta la NFL. Un altro sorprendente rookie, Kyshoen Jarrett, ha coperto bene lo slot in momenti importanti, e se una seconda scelta come David Amerson è stato rilasciato, vuol dire che qualcuno legge un futuro in NFL per il ragazzo. E’ presto per parlare, qualcosa andrà bene, qualcos’altro no, ma la strada è quella giusta.
Nel match di Domenica, inutile dirlo, la grande preoccupazione del team è la secondaria, il reparto di gran lunga più debole dei Redskins, da qualche anno a questa parte. Chris Culliver, Bashaud Breeland e Will Blackmon con i backup rookie Quinton Dunbar e Deshazor Everett sono chiamati ad una prova difficilissima contro il duo Ryan- Jones; “se creo un giocatore a Madden, è lui,” ha detto, di Julio Jones, il cornerback Will Blackmon. Culliver, sulla cui presenza ci sono seri dubbi, è stato bucato su pass profondi da Riley Cooper e Miles Austin che a Julio Jones non gli lustrano nemmeno gli scarpini. Il grande lavoro, qui, è chiamata a farlo la difesa, che deve limitare le corse di Devonta Freeman, in grande spolvero nelle ultime due di campionato, e nel contempo deve mettere in piedi una pass rush capace di togliere tempo e ragionamento a Matt Ryan, che ha una OL che ha concesso solo 6 sacks, sfruttando la vena di Trent Murphy, Preston Smith e del top rusher Ryan Kerrigan. Diciamo che questa è la chiave fondamentale del match per la difesa di Washington. Per la strategia, i Redskins devono insistere sulla strada del controllo di palla in attacco, con la gestione delle corse basata sul consolidato schema run heavy ( i Falcons sono vulnerabili alle corse, a dispetto del quinto posto generale, con una media di 4,4 yds concesse a corsa) in modo da far correre il cronometro e tenere l’attacco di Atlanta lontano dal campo. Ma ci sarà da credere che arriverà il momento dal pass per Cousins, e sarà da vedere se qualche passo verso la maturazione in un QB meno intercettabile è stato realmente compiuto. In attacco sono in dubbio Reed, come detto, Garcon, che dovrebbe esserci , e mancherà, forse per l’ultima volta, DeSean Jackson. Nel caso in cui Pierre Garcon sarà in campo avrà comunque una brutta gatta da pelare affrontando uno dei migliori corner della NFL, Desmond Trufant. Nella più sfortunata delle ipotesi il lavoro del gioco per aria di Washington sarebbe affidato a Ryan Grant, Jamison Crowder e Andre Roberts, con Derek Carrier a TE, non proprio un attacco stellare. La previsione non è assolutamente rosea per una trasferta difficilissima, che sarà seguita da un’altra complicata contro i Jets, da un intermezzo contro i Bucs in casa, per finire al Gillette Stadium contro i Patriots. Alla ottava di campionato, sarà realmente il momento di fare qualche bilancio.

