Week 5 recap: Steelers @ Chargers

É stata una sconfitta dura, durissima da digerire. I Chargers sono rimasti in controllo della partita fino agli ultimi minuti del quarto periodo, quando, complici alcuni errori difensivi, hanno lasciato spazio ai drive del pareggio e della vittoria per gli Steelers.
La sensazione è che San Diego abbia fatto un deciso passo in avanti sotto molti punti di vista rispetto alle scorse partite (anche in relazione all’avversario, di tutto rispetto, con o senza Big Ben), ma le sia mancata ancora una volta la lucidità durante tutto l’arco della partita.
La salvezza di Rivers, visto l’andamento della partita, è stato il rientro a pieno regime di Antonio Gates dopo la squalifica di quattro partite, che ha riconsegnato al numero 17 il suo target preferito, come dimostrato nel drive di apertura, 5 azioni per 84 yard, concluso con il primo TD di serata del numero 85. Gates è apparso in forma smagliante, non certo un giocatore in là con gli anni e ormai vicino al ritiro: decisamente un Gates vintage. Da lì in poi, l’attacco dei Chargers ha faticato terribilmente, tenuto a fondo da una linea che, ancora una volta, si fa notare solo per gli errori. Dunlap e Franklin sono ancora ai box, e il rientro di Chris Watt è servito per spostarlo nella posizione di LG (quella in cui, al tempo del suo draft, si presumeva dovesse giocare), con Trevor Robinson da centro. Watt che, tra l’altro, è dovuto uscire anzitempo per un problema fisico, niente di nuovo. Le penalità, 7,  sono costate ai Chargers un totale di 54 yard, gran parte delle quali in attacco, che hanno costretto Rivers e co a più punt del dovuto. Il gioco sulle corse ha faticato ad ingranare: stenta Melvin Gordon (15 portate per 42 yard), che è stato spesso messo al lavoro nonostante le palesi difficoltà dietro quella o-line. L’altro drive che ha portato al secondo TD di giornata per Gates è durato 8 azioni e ha portato un totale di 60 yard. Nel mezzo, tanti tanti punt e un paio di field goal – dalle 40 e dalle 54- calciati dal buon Josh Lambo, che sta iniziando ad ingranare, oltre ad aver provocato tre touchback su 5 calci (e per il resto, ottima prova degli special team a coprire i ritorni). L’attacco è stata davvero poca cosa, Gates a parte. Allen ha finito con 6 ricezioni per 57 yard, frutto per lo più di yards-after-catch sulle slant route in cui si trova davvero a meraviglia, ma nel primo tempo non pervenuto. Qualche buona cosa di Ladarius Green mentre malino Malcom Floyd, che si spartisce a metà con Rivers l’intercetto lanciato dal numero 17 e ritornato in endzone per il momentaneo vantaggio 10-7: Floyd non termina la traccia, Rivers forza il lancio, ed è servita una delle due palle perse commesse da San Diego in partita.
Discorso diverso per la difesa, che sta sicuramente crescendo, ma ha ancora alcuni cali di rendimento abbastanza evidenti, come negli ultimi cinque minuti che ci sono costati la partita. Il TD di Markus Wheaton pare, secondo Vick, sia stato disegnato sulla sideline da Roethlisberger. É bastato questo per produrre una play action, in modo tale da attirare Weddle alla linea e lasciare Flowers in uno-vs-uno con il WR di Pittsburgh: la sua double move è egregia, ma la differenza di velocità tra i due è nettamente a favore dell’avversario, che brucia l’ex Chiefs per la meta che vale 72 yard e il pareggio. Dall’altra parte, grande partita di Jason Verrett, che sta diventando lo shutdown corner che si sperava potesse diventare: chiaro, durante il primo mese di stagione regolare ha avuto qualche passaggio a vuoto, ma non dimentichiamoci della sua inesperienza, che però non gli ha impedito di tenere a 3 ricezioni per 45 yard una macchina da big play come Antonio Brown. Bene anche Jimmy Wilson, che ha fatto buone cose, a differenza del compagno di reparto Addae, tornato dopo la week 1, anche se a lui, così come a Flowers e Verrett, va imputato un mancato intercetto che avrebbe potuto girare la partita dalla nostra, ma non è stato questo a farci perdere. Nel frattempo, si sta svegliando anche la pass rush, con i linebacker che hanno giocato un’ottima gara, in particolare Jerry Attaochu, autore di 9 tackle, di cui 2 for loss, segno che il lavoro contro i QB avversari è solo una parte del suo repertorio, che sta cominciando a mettere in mostra. Ottimo lavoro anche per Manti Te’o, che ha messo a segno 8 tackle (di cui 5 individuali) e che – pare – stia imparando a placcare, e anche per la linea difensiva, più volta dominante contro un super RB come Le’Veon Bell, che ha guadagnato 111 yard su corsa, 56 delle quali in due tentativi. Dalla coppia Liuget/Ricardo Mathews sono arrivati anche due sack.
Come ha detto Rivers, bisogna smetterla di piangere sul latte versato, e bisogna invece lavorare in vista di una partita difficilissima come quella di Green Bay, in programma alle 22:25 di domenica sera. La partita contro gli Steelers è ormai il passato, e bisogna lasciarsela alle spalle, concentrandosi su un mese di partite abbordabili (eccetto quella di domenica), contro avversari dal record perdente. La strada per i playoff si fa in salita, ma c’è ancora modo di rimettersi in carreggiata. Per evitare di buttare al vento un’altra stagione.